Scuola personalizzata, il ministro dice no

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di no del ministro Giannini alla scuola personalizzata

L'idea era arrivata direttamente da studenti come voi: al quinto anno delle superiori volevano scegliere le materie da studiare. E così qualche settimana fa la proposta di un curriculum personalizzato era arrivata, grazie alla senatrice PD, Francesca Puglisi, alla VII Commissione cultura. Ma ora il ministro Giannini la stronca: meglio di no, aumenterebbe solo le disuguaglianze tra gli studenti.

PERSONALIZZARE LA SCUOLA, ECCO COME - Una parte delle materie da studiare sarebbe stata obbligatoria e immodificabile per tutti, e una parte poteva invece essere scelta da voi una volta arrivati all'ultimo anno delle superiori. Lo scopo della proposta, venuta fuori raccogliendo le opinioni di ragazzi, genitori e insegnanti sul Forum degli studenti, era quella di strizzare l'occhio al mondo del lavoro. Inutile dire che tutto era comunque ancora in forse: si trattava solo di una proposta, non era detto che il Governo ne avrebbe tenuto conto.

Anziché con la scelta delle materie, sei alle prese con la scelta della scuola? Guarda il video

IL MINISTERO HA DETTO NO - E così è stato. Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha deciso di far sentire la sua voce in merito all'argomento dopo giorni e giorni di silenzio. Una voce fuori dal coro. Se infatti l'idea portata in Commissione cultura dalla Puglisi sembrava essere stata accolta dai più con entusiasmo, non è dello stesso parere il ministro Giannini: un cambiamento del genere creerebbe troppe diseguaglianze nella preparazione degli studenti, "Ma con l’organico funzionale ogni scuola può ampliare la propria offerta e proporre progetti e materie in più" precisa in un'intervista al Corriere della Sera.

SCUOLA PERSONALIZZATA? BISOGNA CAMBIARE LA MATURITÀ - Senza contare che una proposta del genere avrebbe dovuto vedere anche una modifica dell'esame di Maturità. Infatti, a questo punto non si potrebbe più pensare a un esame di Stato uguale per tutti gli studenti, seppure provenienti dallo stesso indirizzo scolastico. In questo senso dovrebbe essere pensato più come un momento di sintesi di un percorso formativo personalizzato che vede al centro le scelte dello studente, e non più come una verifica delle competenze acquisite nel corso degli anni.

Serena Rosticci

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