Scuole in bolletta: studenti producono energia pedalando

Cristina Montini
Di Cristina Montini

bici a scuola

Nasce la scuola a pedali che riceve l’energia necessaria grazie ad 8 biciclette, una dinamo e le pedalate degli studenti. È un progetto realizzato da un Istituto tecnico di Roma per far capire ai ragazzi quanta energia sia necessaria per tenere “accesa” una scuola e di quale sia la fatica per produrla.

ENERGIA DALLE BICI - L’idea è già stata utilizzata dai membri del gruppo musicale “Tetes de bois” che, nel settembre scorso, hanno alimentato un loro concerto con 128 biciclette messe in moto dagli spettatori stessi. A Londra, poi, esiste un cinema alimentato a pedali, a New York ci sono i bici-bar e in un albergo di Copenaghen si può cenare gratis se si è bravi ciclisti. Ma è la prima volta che l’iniziativa trova spazio in una scuola italiana.

A ROMA LA PRIMA SCUOLA A PEDALI - La scuola a pedali è stata realizzata nell’Istituto tecnico Vallauri della Capitale. Presso questo Istituto, l’architetto-professore Oscar Santilli ha progettato un’aula dedicata alla produzione di energia composta da 18 postazioni: 8 spinning bike collegate ad una dinamo, 8 dinamo a manovella e 2 rulli liberi sui quali mettere la propria bicicletta. Grazie ad un allestimento hardware elaborato da un ex studente del Vallauri, Luca Viducci, è possibile anche calcolare quanti chilowatt di energia produce ogni bicicletta.

TESSERA PER CREDITI ENERGETICI - Vicino ad ogni bicicletta, infatti, c’è una colonnina in cui inserire una tessera con microchip, chiamata “tessera dei crediti energetici”, in grado di registrare quanti chilowatt di energia ogni singolo studente ha prodotto. Grazie a questi crediti gli studenti non solo possono acquistare attività didattiche, ma vengono anche premiati con biglietti per il cinema e lo stadio o buoni per l’acquisto di libri o di musica in rete. Ogni studente ha a disposizioni 15 minuti al giorno per pedalare, e pedalando si riesce quantificare lo sforzo necessario per produrre energia e capire il motivo per cui non si deve sprecarla. Ma tutti, non solo gli studenti, possono diventare “donatori di watt”: la stanza è aperta anche ad insegnanti, bidelli, genitori e persino amici dei genitori.

MEGLIO ANDARE A SCUOLA IN BICI - È stato calcolato che facendo lavorare la sala a pieno regime per un’ora, si riesce a produrre metà della quantità di energia necessaria mediamente in un giorno ad una casa. Ma c’è di più. Attraverso la scuola a pedali, spiega Oscar Santilli, gli studenti adesso sanno che andando a lezione in motorino e bruciando un litro di benzina, consumano una quantità di energia pari a 72 ore di pedalate. Questo serve ai ragazzi come stimolo per scegliere l’autobus per andare a scuola oppure, ancora meglio, la bici che poi possono posizionarle sui rulli dell’aula per l’energia e accumulare un credito tre volte superiore a quello prodotto dagli altri studenti.

ACCENDERE L'ALBERO DI NATALE CON LE BICI - Il progetto, finanziato dalla Provincia di Roma, può avere molte altre applicazioni e si spera sia da esempio per altre scuola. “Non è necessario avere 18 bici, ne bastano 3 o 4 – spiega il professor Santilli – […] Si potrebbero scambiare i watt via internet: un Comune decide di accendere l'albero di Natale mutuando i "watt pedalati" dagli studenti del Vallauri, in cambio di un ingresso a una mostra. O un commerciante che allestisce una "vetrina ecologica" spiega che la stessa resta accesa grazie alle pedalate della scuola, e gli studenti potrebbero ricevere degli sconti-watt”.

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Cristina Montini

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