Assenze e ritardi: stop studenti fannulloni

Cristina Montini
Di Cristina Montini

La guerra ai "fannulloni" si estende anche agli studenti. Sembra impossibile, eppure anche a scuola stanno per arrivare i tornelli elettronici: ogni studente sarà dotato di uno “school-pass” che registrerà le presenze e l’ora di entrata a scuola. E intanto Brunetta annuncia: tra poche settimane in tutte le scuole sms ai genitori per informarli delle assenze dei loro figli.

MARINARE LA SCUOLA SARÀ PIÙ DIFFICILE - Si parla tanto ultimamente di una scuola più tecnologica, al passo con i tempi, ma se annunci come quello, ad esempio, dell’introduzione delle lavagne interattive possono essere anche presi con una debole curiosità, questo dei tornelli virtuali al contrario non può che catturare l’attenzione e magari destare anche una sentita preoccupazione, soprattutto se si è avvezzi a “ritardi” o “fughe” che si vorrebbe rimanessero occulte.

ARRIVANO GLI SCHOOL-PASS - Ed è il liceo classico Aristofane di Roma a mettersi in pole position per accaparrarsi una delle ultime invenzioni presenti sul mercato per lo “sgamo” dello studente furbetto. Si chiamano “rilevatori con identificazione a radiofrequenza (Rfid)” questi congegni elettronici dotati di un’antenna capace di leggere un chip digitale inserito in una tessera, ribattezzata anche “school-pass”, che ogni studente porterà con sé tutte le mattine per poter entrare a scuola.

IL CHIP SPIONE - Se le intenzioni diventeranno realtà, e questo dipenderà sostanzialmente dai costi di questi rilevatori come appunto ha sottolineato il preside del liceo Aristofane, gli studenti la mattina si sentiranno un po’ come i dipendenti di un’azienda, timbreranno il loro tesserino per la presenza e se arriveranno a scuola quando la campanella è già suonata da un pezzo, nessuna pietà e nessuna scusa, il rilevatore elettronico non perdona e bisognerà solo fare appello alla magnanimità del professore che deciderà se procedere e segnalare la cosa ai genitori o soprassedere.

NON È UNA NOVITÀ - Tuttavia la rivoluzione tecnologica delle scuole è già iniziata da un pezzo nel liceo romano in questione dove, tra l’altro, i ragazzi sono già dotati di un badge, in via sperimentale, che registra i ritardi alla prima ora di lezione: una strisciata del tesserino all’ingresso e se si è fuori tempo massimo parte la stampa del certificato di ritardo da portare in classe sperando che il prof di turno permetta di entrare ugualmente.

L’APPELLO SI FA CON IL PALMARE - Comunque sono molte le scuole in Italia che si sono date all’hi-tech e che, per esempio, già hanno chiuso nel cassetto i registri cartacei per sostituirli con quelli elettronici, ovvero piccoli computer palmari con i quali registrare i voti e le assenze degli alunni e, ovviamente, informare mamma e papà in tempo reale! Questo sembra essere solo l’inizio, dunque, di una rivoluzione tecnologica che investirà la pubblica istruzione e non solo.

SMS PER TUTTI… GLI ASSENTI - Il Ministro Brunetta, infatti, ha da poco annunciato che tra qualche settimana partirà la sperimentazione degli sms inviati ai cittadini per comunicare gli adempimenti scolastici, automobilistici e sanitari, e pensate un po’, si inizierà proprio con gli sms scolastici. State in guardia, quindi, d’ora in avanti marinare la scuola o passarla liscia per qualche ritardo strategico in vista dell’interrogazione alla prima ora, saranno imprese più da Arsenio Lupin che da studente. Anche in questo caso non si tratta di una novità, in molte scuole il servizio sms è attivo: come non ricordarsi l'episodio dell'occupazione sventata grazie a Facebook e agli sms inviati ai genitori degli alunni.

STUDENTI-LAVORATORI - Gli studenti in futuro saranno trattati come i lavoratori: avranno il loro cartellino da timbrare ogni mattina. Una logica in fondo c'è: visto che lo Stato spende molti denari per l'Istruzione, di fatto ogni studente rappresenta un costo e quindi bisogna fare in modo che usi il "servizio" quanto più possibile. Peccato che tutti questi gadget tecnologici abbiano un costo non indifferente, che spesso ricade sulle famiglie perché le scuole non hanno neanche i soldi per acquistare la carta igienica! Non sarebbe forse meglio investirli per migliorare la qualità degli insegnamenti?

Cristina Montini

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