Rivalità vs solidarietà

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Spesso quasi non ce ne accorgiamo, ma in genere abbiamo costantemente dei rivali con cui conviviamo. Non si tratta, però, di persone che ci hanno fatto qualche sgarro e, quindi, non abbiamo verso di esse una vera e propria ragione per nutrire odio o desiderio di vendetta. Ma consistono, piuttosto, in una sorta di “amici” un po’ particolari. Ancora non avete capito bene di cosa stiamo parlando? Continuate a leggere e lo scoprirete.

FORUM - Sul nostro forum abbiamo aperto una discussione proprio su questo tipo di rivalità, cioè sui “derby” che si giocano, non solo tra le squadre di calcio, ma soprattutto tra gli abitanti di singoli paesi confinanti, tra contrade o categorie di persone, insomma tutte quelle forme di campanilismo che, in un certo senso rallegrano un po’ la monotonia di tutti i giorni.

DERBY CALCISTICI - Di certo le rivalità più sentite sono quelle di carattere calcistico, come viene anche confermato da un nostro sondaggio che mostra come il 44% di voi sente in modo più vivo l’antagonismo che anima le partite allo stadio. Genitori romanisti che sarebbero pronti a disconoscere i figli se solo osassero pensare di diventare laziali; striscioni sbandierati sugli spalti inneggianti l’orgoglio di essere del Napoli; o manifestazioni di fierezza e inflessibilità come testimonia un commento di TheChemist “non c’è pietà per i milanisti”. Tutto questo ci fa sicuramente capire che il nostro paese ha una solida tradizione calcistica...


TRUZZI VS METALLARI - Ma se tradizionalmente le rivalità si sfogano soprattutto nell’ambito di un campo di calcio, è anche vero che ben il 38,5% di coloro che hanno votato il sondaggio provano un forte senso di rivalità tra categorie o gruppi di persone. Sul forum, sid_vicious ha dichiarato la sua rivalità con il suo, pensate un po’, migliore amico “io e il mio migliore amico siamo rivali, perché in due band diverse, ma che fanno generi simili, quindi rivali (proprio ufficialmente i LatoLuminoso sono rivali dei.... hem...non ricordo ****...) ma siamo anche stra-amici...e questo è bello no?”. Oppure pensiamo al nostro caro blood che non vede tanto di buon occhio la Lamborghini e per capirlo basta dare uno sguardo al suo avatar che mostra in tutto il suo splendore un cavallino rampante.

CONFINI LOCALI CHE SCOTTANO - E poi, anche se forse meno sentiti, ci sono i campanilismi tra paesi confinanti, come ad esempio testimoniato da (…vale…): “fra pentani e fiscianesi e lancusani! Tre micro-paesi che hanno i confini in comune” o la diffidenza di cui parla paraskeuazo tra il Vomero e gli altri quartieri non collinari di Napoli. Ma pensiamo anche alle contrade di Siena che per tutto l’arco dell’anno sono “attive” e vedono riuniti i loro componenti ognuno nei locali tipici della propria contrada. Ovviamente non si tratta di divisioni rigide come delle caste; ci mancherebbe solo che in una società che si appresta a diventare sempre più multiculturale si dia una eccessiva importanza ai confini locali! Ma è comunque presente un sentimento di “diversità” che spesso, e come è giusto che sia, diventa solo un pretesto per amichevoli prese in giro.

UNITI CON CHI HA BISOGNO - Ma il nostro Paese, che è ricco di queste divisioni calcistiche e rivalità campanilistiche, ha saputo mostrare in questi giorni anche un’anima diversa e più forte: la solidarietà che ha unito migliaia di persone intorno alla grave tragedia provocata dal terremoto in Abruzzo. Tutti siamo rimasti colpiti e profondamente turbati da quanto accaduto. Ci siamo ritrovati uniti nel dolore per ogni vittima che il telegiornale annunciava e ci siamo trovati uniti anche dal desiderio di fare qualcosa per chi ora ha bisogno di sostegno.

Insomma, ci sono momenti fatti per scherzare e momenti fatti per riflettere.

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