Gelmini: dal 2010 le nuove superiori!

Alex Menietti
Di Alex Menietti

Scopriamo insieme le novità alla riforma annunciate dal Ministro venerdì scorso. Sicuramente la maggiore è lo slittamento della riforma delle superiori all'anno scolastico 2010/2011, questo per dar modo al ministero di studiare meglio le questioni dialogando e informando meglio le parti in causa.

MAESTRO A SCELTA - Il tanto contestato maestro unico, sarà introdotto a partire del prossimo anno scolastico. Ma le famiglie potranno scegliere l'orario scolastico dei propri figli: 24 ore (maestro unico), 27 ore (maestro prevalente a cui si aggiungono altri docenti), 40 ore (il classico tempo pieno di oggi). Invece slitterà al 2010/2011 la riorganizzazione degli indirizzi di studio delle superiori.

TROPPI INDIRIZZI - Il problema principale, per il Ministro Gelmini, sono i numerosissimi indirizzi esistenti per le scuole superiori, che superano quota quattrocento. Il progetto di creare questi indirizzi sperimentali nacque negli anni Novanta, in modo da favorire non solo gli studenti - fornendo loro una scelta vasta quasi quale quella dell’Università - ma anche le imprese, fornendo indirizzi che si potessero adattare alle esigenze del territorio. Il problema però, è che si sono continuamente moltiplicati, ne sono nati a centinaia, senza mai però cancellare nessuno di quelli meno frequentati o di quelli “originali”: il risultato? Diversi corsi hanno pochissimi studenti e fanno così sprecare diversi soldi sia nella gestione (a livello scolastico), sia nei finanziamenti (a livello Ministeriale). E da qui la proposta del Ministro, che verrà presentata al Consiglio dei ministri del 19 dicembre.

COME FUNZIONERA' - La Gelmini ha previsto 11 macro-aree, di cui nove tecnologiche e due economiche e commerciali, all’interno delle quali dovranno rientrare gli attuali tecnici commerciali ed industriali. Proprio per permettere questo, sono slittate le iscrizioni di un mese (28 febbraio) e si è fermata l’attività di orientamento alle scuole medie inferiori, in quanto i Dirigenti Scolastici dovranno rifare i Piani dell’Offerta Formativa adattandosi al nuovo regolamento. Insieme agli indirizzi, cambieranno anche gli orari: nei tecnici si passerà da 36 a 32 ore settimanali, mentre nei licei da 32 a 30 ore (in quelli senza sperimentazioni 25).
Inoltre, per favorire le varie ed infinite realtà locali, è stata previsto uno spazio di autonomia oraria negli istituti. Consisterebbe del 20% nel primo biennio, del 30% nel secondo e del 35% al quinto anno.

RETROSCENA - Secondo quanto raccontano i giornali, il braccio di ferro fra il ministro dell’Istruzione e quello dell’Economia raccontano sia andato avanti per giorni. Con Tremonti decisissimo a non mollare sui tagli, vale a dire sui fondi (circa 8 miliardi in tre anni) che la riforma della scuola gli fa risparmiare. Dall’altra parte Gelmini invocava un po’di elasticità. Spalleggiata da Berlusconi, che non vede l’ora di mettere fine alle preoccupazioni delle famiglie e alle proteste che negli ultimi mesi hanno agitato il mondo della scuola, regalando insperati consensi all’opposizione.

DIALOGO - Non possiamo che accogliere con favore questa notizia, perché in fondo le manifestazioni chiedevano solamente che le riforme non venissero imposte così dall'alto ma fossero frutto di un processo più collegiale. Che la scuola italiana così vada razionalizzata per eliminare le spese inutili, siamo tutti d'accordo. Il problema è scegliere insieme su cosa tagliare e soprattutto tener presente che ci sono tanti settori per i quali andrebbe fatto questo tipo di processo. Sono tantissimo gli sprechi nel nostro stato, a partire dalla politica che ha costi elevatissimi. Aspettiamo ora di vedere come si concretizzerà la riforma delle superiori per giudicare la bontà del lavoro del Ministro.

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