Riforma superiori: si farà l'anno prossimo

Cristina Montini
Di Cristina Montini

E' ufficiale, la Riforma delle superiori si farà l'anno prossimo. Lo annuncia il Ministero della Pubblica Istruzione, che afferma di aver avuto dal Consiglio di Stato il parere favorevole alla riforma dei licei, degli istituti tecnici e di quelli professionali. Superata insomma la bocciatura stabilita nel mese di Dicembre. Tra alcuni giorni, dopo il parere delle commissioni parlamentari, sarà resa nota la versione definitiva dei regolamenti con i quadri orari. Confermato anche il rinvio del termine ultimo delle iscrizioni alle scuole superiori, fissato per il 26 Marzo. E già si annunciano le proteste degli studenti: L’Unione degli Studenti, che non ritiene sufficiente il rinvio delle iscrizioni, chiede di posticipare proprio l’entrata in vigore della riforma stessa di almeno un anno.

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TROPPA INCERTEZZA, SI CHIEDE IL RINVIO - Secondo l’UdS le riserve del Consiglio di Stato nel dare via libera ai regolamenti di riforma e il ritardo nell’iter della sua approvazione, ed ora, anche il rinvio delle iscrizioni a marzo, sono chiari elementi dell’incertezza che i provvedimenti di riordino delle scuole superiori stanno creando, sia all’interno delle istituzioni che tra le famiglie e gli studenti. E di fronte a tanta “nebbia”, sempre in base alle considerazioni dell’unione degli Studenti, non sarebbe opportuno e nemmeno giusto dare seguito alla volontà del Ministero di far entrare in vigore la riforma ad ogni costo.

L’UDS CHIEDE ALLA GELMINI DI ASPETTARE - E così l’UdS, che sull’“insistenza con cui il ministro Gelmini vuole avviare da subito la riforma” vorrebbe vederci più chiaro, fa delle richieste precise e puntuali, eccole:

- rinvio di almeno un anno della riforma in modo da consentire una maggiore chiarezza agli studenti che si iscrivono a scuola;

- avvio della riforma (e dei tagli orari) solo alle prime classi e non anche alle 2° classi, che altrimenti vedrebbero mutare "in corsa" i propri programmi e quadri orari;

- definizione di un'area di discipline comune a tutti i percorsi scolastici nel primo biennio delle superiori, in modo da garantire, nella scuola dell'obbligo, competenze e conoscenze comuni a tutti gli studenti indipendentemente dalla scuola stessa, e rendere così più facili eventuali "ripensamenti" sul proprio percorso scolastico;

- totale revisione dei "comitati scientifici" - criticati anche dal Consiglio di Stato – che, vedendo la presenza paritaria di esperti esterni, minerebbero la centralità dello studente nel percorso di apprendimento con forte rischio di spinte privatistiche nelle scuole.

MENO SOLDI, MA ALMENO PIÙ QUALITÀ - Ma ancora un’ultima richiesta viene avanzata dall’UdS ovvero quella di reinvestire i risparmi, ottenuti grazie al processo di riforma e riorganizzazione, “nella scuola pubblica al fine di migliorarne la qualità, portarla ai livelli europei e permettere a tutti i giovani l'accesso all'istruzione”. Lo scopo, quindi, sarebbe quello di rendere i “tagli” non una privazione, ma piuttosto un’occasione per ottimizzare le risorse disponibili senza però intaccare la qualità dell’istruzione.

INFORMAZIONI IN ARRIVO - Intanto dal Ministero dell’istruzione fanno sapere che, oltre allo slittamento delle iscrizioni per le scuole superiori che si svolgeranno a partire dal 26 febbraio fino al 26 marzo, verrà avviata al più presto una campagna di informazione sulle novità che verranno introdotte, a partire da settembre, nelle nostre scuole. Ma per i ragazzi, saranno sufficienti 1/2 mesi per decidere del proprio futuro scolastico?

Secondo voi, la riforma dovrebbe essere rinviata di un anno o è sufficiente il rinvio delle iscrizioni per fare una scelta consapevole? Lasciateci il vostro commento.

Cristina Montini

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