Riforma delle superiori rinviata al 2010 - 2011

Marco Sbardella
Di Marco Sbardella


La riforma delle scuole superiori partirà dall'anno scolastico 2010/2011. E' quanto rende noto il ministero dell'Istruzione, spiegando che è stata presentata oggi ai sindacati la riforma del sistema dell'istruzione e degli ordinamenti scolastici. Provvedimento che sarà portato in Consiglio dei Ministri il 18 dicembre e che prevede anche l'avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo.

"Parte da oggi - spiega Viale Trastevere - una vera e propria rivoluzione e riorganizzazione della scuola in Italia. La riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l'offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni". In concreto, dal primo settembre 2010 partirà la riforma del secondo ciclo, inizialmente prevista per il primo settembre 2009, "per dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi. In particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti. I punti principali della riforma sono lo snellimento e la semplificazione degli indirizzi scolastici, più legame tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e più opportunità per le famiglie. In particolare saranno messe a regime le migliori esperienze delle sperimentazioni, l'aumento dello studio della lingua inglese, l'aumento delle ore scientifiche e di matematica".


4 SU 10 FUORI CORSO, INDIRIZZI A QUOTA 5.734

Una percentuale dei fuori corso al 40,7% e una proliferazione eccessiva dei corsi di studio arrivati a quota 5.734. Sono due delle criticità che emergono dal nono Rapporto sullo stato del sistema universitario presentato oggi, alla presenza del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dal presidente del Comitato di valutazione del sistema universitario (Cnvsu), Luigi Biggeri. L'indagine rivela anche che si riduce il numero degli immatricolati che si attesta nel 2007 sulle 308 mila unità (a fronte di un numero totale degli iscritti stabilizzato da circa quattro anni a 1 milione 800 mila unità) e che otto matricole su dieci scelgono di iniziare il proprio percorso formativo nella regione di residenza. Sul versante dell'offerta, si registra una consistente polverizzazione territoriale - dal 2001-2002 i corsi sono aumentati del 77,3% - con il fenomeno da un lato della presenza di corsi di studio con meno di 10 immatricolati (10,1%), dall' altro dell'incremento dei comuni sede di corso universitario saliti a quota 246. Spiccano le percentuali degli "abbandoni" attestata al 20% e degli studenti inattivi, che cioé non hanno sostenuto esami nell'ultimo anno, a quota 22,3%. E se il gettito di laureati è di oltre 300 mila unità all'anno, meno di uno su tre si laurea nei tempi regolari, il 30% con un anno di ritardo, uno su sei con due anni di ritardo e aumenta all'11% la percentuale di coloro che si laureano con tre anni di ritardo.

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