3.5 mld per edilizia: 2 scuole su 5 fuori norma

Edilizia scolasitica: le promesse del premier

3, 7 miliardi di euro: quasi raddoppia la cifra promessa dal premier Renzi per mettere a posto le scuole italiane. E sono da spendere subito: secondo Renzi infatti gli investimenti sono già disponibili, basterà sbloccare i fondi europei rimasti inutilizzati per il patto di stabilità delle regioni. E’ davvero parecchio tempo che non si investiva tanto su un progetto che ha per protagonista la scuola, circa trent’anni. Sarà davvero la (s)volta buona? Il neo presidente ha manifestato fin da subito le sue buone intenzioni in campo di edilizia scolastica, come ha ribadito ricordando in aula Vito Scafidi, vittima nel 2008 di un crollo nella sua scuola. Tuttavia, nonostante i propositi del premier e le promesse del ministro Giannini della settimana scorsa, che annunciavano scuole più sicure e più belle da settembre, guardando i dati dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica la situazione è tutt’altro che rosea e sarà sicuramente impegnativo mantenere le promesse. Ma, forse, non impossibile.

PRESTO E BENE? LA SVOLTA BUONA DI RENZI#Lasvoltabuona: questo il titolo che ha voluto Renzi per la conferenza stampa in cui Renzi ha presentato nel dettaglio il suo progetto. Nel suo discorso, ha annunciato che i fondi per le scuole, tradizionalmente così difficili da raccogliere per i passati governi, in realtà ci sono già: oltre ai 3 miliardi di fondi europei da sbloccare, c’è un altro miliardo e 648 milioni pronti sul tema del dissesto idrogeologico. Erano trent’anni, scrive La Repubblica, che nessun governo investiva una cifra così importante. E non ci sarà nessun ritardo: anche i progetti sono pronti, e sembra che dal primo aprile nascerà l’Unità di missione per le scuole che si dedicherà all’attuazione del progetto. Lo scopo è velocizzare le praticheconsentire comune e province di intervenire senza troppi cavilli burocratici.

SETTEMBRE: SCUOLE PIU’ SICURE E PIU’ BELLE - Il piano verrà messo in pratica nei prossimi mesi, in modo che già con l’inizio del prossimo anno scolastico gli studenti avranno scuole più sicure “e più belle”, come ha confermato il ministro dell’istruzione Giannini. Ma i dati emersi dal rapporto dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica del 2012 rivelano una situazione tutt’altro che rosea: solo una scuola su quattro è stata costruita dopo il 1980, mentre il 44% tra il 1960 e il 1980, il 4% addirittura prima del 1900 e necessita di maggiore manutenzione perché c’è, ovviamente, più rischio di crolli. Circa il 40% non ha il certificato di conformità dell'impianto elettrico e 4 scuole su 5 non possiedono il certificato di prevenzione incendi. E circa il 34% non ha un impianto idrico antincendio. D’altra parte, si ha una percentuale ancora più alta per le scuole senza scale esterne di sicurezza, assenti in quasi una su due. Senza via d’uscita e bloccato dalle fiamme, gli infelici studenti potranno però usare gli estintori, presenti in quasi tutte le scuole. Ma circa il 2% dovrà rassegnarsi e sperare nell’arrivo dei pompieri o della grazia divina. Come ha sostenuto lo stesso ministro Giannini, sono complessivamente più del 40% le scuole fuori norma: una bella sfida per i nuovi ministri e il capo del governo.

NESSUN ALTRO VITO SCAFIDI – Nel 2008, Vito Scafidi, un ragazzo di 17 anni, perse la vita in seguito ad un crollo avvenuto nella sua scuola, a causa di un tubo di ghisa dimenticato sopra un controsoffitto realizzato all’inizio degli anni ’80 durante i lavori di ristrutturazione dell’ ex Seminario di Rivoli, oggi Liceo Darwin e Istituto tecnico Romero. Il premier Renzi ha ricordato in aula il ragazzo, dopo aver telefonato alla mamma il giorno prima.

In che condizioni è la tua scuola? Inviaci la tua segnalazione o le tue foto!

Carla Ardizzone

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