Nuovi laboratori con oggetti da antiquariato: colpa dei tagli

Cristina Montini
Di Cristina Montini

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Se entrando nella scuola "Gino Landolfi" di Agropoli (SA) vi sembrerà di aver preso una macchina del tempo, non preoccupatevi. I nuovi laboratori sono stati allestiti con oggetti appartenuti ai nonni degli studenti negli anni '50. Il motivo di questa singolare iniziativa? Non la moda per il vintage, bensì la cronica carenza di fondi. Alla faccia dell'innovazione...

DAL GRATTA E VINCI ALL’ECOSOSTENIBILITA’ - Dopo l’istituto "Attilio Odero" di Genova che qualche mese fa aveva deciso di sfidare la crisi economica tentando la fortuna col gratta e vinci, ad Acropoli, provincia di Salerno, la preside di una scuola elementare, la “Gino Landolfi”, ha puntato sul riciclo di vecchio materiale ormai inutilizzato per dare vita al progetto “Spazio laboratori” ovvero la realizzazione di 3 aule didattiche senza spendere neanche un centesimo.

UN RITORNO AL PASSATO - “Ci siamo riappropriati di strumenti che sono appartenuti ai nostri genitori e ai nostri nonni. Per mesi abbiamo lavorato sodo in un’opera di vero e proprio recupero, allestendo tre laboratori e senza spendere un solo euro” ha dichiarato Anna Vassallo, preside della scuola. E così sono nati un laboratorio della didattica, uno musicale ed uno scientifico.

TOMBOLA AGAZZIANA… MA COS’E’ - A tornare al loro antico splendore veri pezzi d’antiquariato che rischiavano di rimanere per sempre sepolti nella polvere e nel buio di uno sgabuzzino. È tornato il normografo, hanno fatto la loro riapparizione i timbri di gomma, ma anche flauti, pianole e batterie risalenti agli anni '60 e '70, nonché un vecchio proiettore per diapositive. Tuttavia il grande ritorno è riservato a lei, la “tombola agazziana”: un modello di lavagna con caratteri mobili degli anni '50… altroché lavagne multimediali!

LA NECESSITA’ AGUZZA L’INGEGNO - La preside ha commentato così questa iniziativa: “Gli obiettivi che abbiamo raggiunto sono due il recupero del nostro passato, da raccontare ai nostri piccoli studenti, e la validità senza tempo di tanti strumenti didattici, anche nell'era di internet”. Insomma, un chiaro esempio di chi fa di necessità virtù.

E’ QUESTA LA SCUOLA DEL FUTURO? - I laboratori, comunque, sono stati inaugurati il 24 maggio, con la loro apertura al pubblico in occasione della manifestazione “Agropoli in festa”, organizzata dal Comune e dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie. E chissà che anche a qualche altra scuola venga voglia di liberare dalle ragnatele vecchi cimeli scolastici e rimediare così alla mancanza di risorse di cui si sta soffrendo. Ma sarà davvero questa la scuola del futuro?

Cosa ne pensate di questa iniziativa? A voi i commenti!

Cristina Montini

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