Liceo intitolato a Mario Balotelli

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Liceo Mario Balotelli. Sì proprio lui, il giocatore dell'Inter. Accadrà presto in una scuola di Arezzo. Un'iniziativa insolita, visto che le scuole sono in genere intitolate a grandi personaggi (defunti peraltro) del mondo della cultura o della storia. Il tutto per un nobile fine, quello di combattere il razzismo.


RAZZISMO - Siamo ormai alle soglie del 2010, ci piace viaggiare, conoscere gente nuova, siamo disposti ad accettare l’amicizia di chiunque sui nostri social network, ma quando si parla della vita reale e quotidiana continuiamo ad essere razzisti. I cori intolleranti negli stadi e i comportamenti discriminatori di molti ragazzi all’interno delle scuole sono alcune delle espressioni più lampanti del fatto che il fenomeno del razzismo è duro a morire. Ma da più parti ci si ingegna per risolvere il problema, dalla rotazione dei posti in classe fino alla nascita del “Liceo Balotelli”.

IL NUOVO LICEO BALOTELLI - Ed è proprio dai vergognosi cori razzisti nei confronti del calciatore neroazzurro Mario Balotelli, a cui si è dovuto assistere nelle ultime partite di calcio, che è nata l’idea di intitolare una scuola al giocatore interista. Una provocazione che è venuta in mente al preside del liceo Francesco Reti di Arezzo per sollecitare gli studenti, ma anche gli adulti, a riflettere su quanto stia accadendo nella nostra società e sul clima di intolleranza che divide le persone. Il liceo cambierà il nome per un solo giorno e non ci si aspetta di certo che basti questo a far cambiare le cose, ma come il preside del Reti ha dichiarato “La mia è una provocazione ma credo che servano anche queste cose per far riflettere ragazzi e adulti, perché nessuno può essere italiano per il colore della pelle”.

SE I COMPAGNI "PUZZANO" SI CAMBIA BANCO - E se gli adulti sono razzisti, di conseguenza lo saranno anche i loro figli. In una terza media del Trilussa di Quarto Oggiaro, i ragazzi si lamentano che i loro compagni “puzzano”. E allora a mali estremi, estremi rimedi. Gli insegnanti hanno deciso di far cambiare di posto gli alunni ogni 15 giorni e l’assegnazione dei banchi sarà decisa di volta in volta dai professori. Un modo per stimolare i ragazzi a conoscersi, a confrontarsi e comunicare, perché solo conoscendo l’altro si impara a non considerarlo più diverso e a non averne più paura. Dopo aver comunicato la loro decisione ai genitori, gli insegnanti hanno iniziato la “rotazione” e, sebbene ancora si sia all’inizio di questa sperimentazione, già si vedono i primi risultati, a raccontarli è Adele Moroni, l’insegnante di italiano che dice “Una ragazzina marocchina […]è stata invitata dai compagni a studiare insieme nel pomeriggio. Uno studente ecuadoriano «spesso isolato» ora passa l´intervallo in compagnia”.


IMPARARE A COMUNICARE - “Più difficile – confessa la professoressa Moroni - l´integrazione dei cinque alunni cinesi, arrivati in classe quest´anno. Nei loro confronti il pregiudizio sembra essere più radicato: «Non pagano le tasse», «ci rubano il lavoro», «sono diversi», dicono gli altri ragazzi. Non aiuta il fatto che, non sapendo la lingua, i cinque debbano passare molte ore da soli, con un docente che insegna loro l´italiano”. Ed è proprio questo che dimostra come il non riuscire a comunicare sia il vero e fondamentale problema che porta alle varie forme di razzismo. O per la lingua o per un pregiudizio che non ci fa avvicinare all’altro, si rischia di rimanere distanti da chi, invece, potrebbe offrirci molto come un’amicizia, ad esempio.

E voi, avete paura degli stranieri? Diteci cosa ne pensate di queste iniziative lasciando un commento.

Cristina Montini

Commenti
Skuola | TV
Ogni ragazzo è speciale!

'Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali' questo e molto altro nella prossima puntata della Skuola Tv!

14 dicembre 2016 ore 16:30

Segui la diretta