Rapporto OCSE sull'istruzione: male l'Italia

Cristina Montini
Di Cristina Montini

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È stato pubblicato ieri il Rapporto OCSE sull’istruzione dal quale emerge che l’Italia spende troppo poco per la scuola, i professori sono mal pagati e gli studenti rimangono a scuola molto più tempo rispetto agli altri colleghi europei a fronte, però, di un minor rendimento scolastico.

RAPPORTO OCSE - L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha reso pubblico ieri, 7 settembre, il rapporto che fotografa il livello e la qualità dell’istruzione nei 35 paesi più sviluppati del mondo. L’Italia non fa una gran bella figura. Molti hanno già iniziato a puntare il dito sulle conseguenze delle riforme attuate dall’attuale Ministro dell’Istruzione, ma i dati si riferiscono al 2008, si tratta quindi di una situazione che si trascina ormai da tempo.

TROPPO TEMPO PASSATO SUI BANCHI - Il Rapporto OCSE mette in luce che gli studenti italiani tra i 7 e i 14 anni passano troppo tempo a scuola. Infatti, mentre la media degli altri paesi e di 6.777 ore , i nostri studenti trascorrono in aula circa 8.200 ore. E il rendimento finale non è nemmeno tra i migliori, in particolare in matematica, scienze e comprensione del testo.

AUMENTANO I LAUREATI GIOVANI - Ciò nonostante il livello di scolarizzazione nel nostro paese è aumentato. Grazie anche all’introduzione delle lauree triennali, i laureati tra 24 e 34 anni sono cresciuti del 20% nel 2008. La percentuale di crescita tuttavia si dimezza se si considerano le fasce di studenti oltre i 45 anni.

POCHI INVESTIMENTI NELL'ISTRUZIONE - Dal Rapporto emerge anche che l’Italia investe poco nell’istruzione. Mentre in media i paesi dell’Ocse investono il 5,7% del PIL, l’Italia solo il 4,5%. Di meno c’è solo la Repubblica slovacca che spende appena il 4% del PIL nazionale. Ancor peggio se si fa riferimento alla percentuale di spesa pubblica che il nostro paese destina alla scuola: solo il 9% rispetto alla media che è del 13,3%.

BISOGNA INVESTIRE, E MEGLIO - Ma come afferma l’Organizzazione di Bruxelles “in periodo di recessione economica gli investimenti per l'istruzione sono indispensabili” e, come del resto ha ribadito più volte dal Ministro Gelmini, “Si tratta, non solo ma investire, ma investire bene”. In Italia, ad esempio, le risorse sono per la maggior parte (l’80%) destinate ai salari degli insegnanti (la media dei paesi OCSE è del 70%).

INSEGNANTI ITALIANI PAGATI POCO - E comunque, il salario degli insegnanti in Italia non è per niente invidiabile. Se un maestro delle elementari nei paesi OCSE arriva a guadagnare 29.000 dollari l’anno, in Italia può aspirare a 26mila dollari all’inizio della carriera. Anche i professori delle scuole medie e delle superiori non se la passano meglio, con un divario di stipendio di circa 10mila euro in meno rispetto ai colleghi dell’OCSE.

BISOGNA GUARDARE AVANTI - Come già accennato si tratta di un rapporto basato sui dati del 2008, quindi quando ancora le riforme del Ministro Gelmini erano solo dei progetti. Ma se si volessero comunque andare a rintracciare le cause di una situazione del genere non sarebbe neanche corretto incolpare un governo precedente piuttosto che un altro. La situazione della scuola italiana è il risultato di un accumulo di interventi (o mancati interventi) che non hanno permesso alla scuola di adeguarsi via via negli anni alle nuove esigenze di una società che è cambiata sotto molteplici aspetti. Ma come ricorda l’OCSE, ora è necessario guardare avanti e impegnarsi per cambiare e migliorare.

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