Proteste: inviaci la tua segnalazione

Continuano le proteste contro la riforma della scuola.Come dicevamo anche ieri, non si contano più le iniziative per mostrare il dissenso nei confronti dei provvedimenti in materia di istruzione e ricerca. Sembra che negli ultimi giorni l'epicentro della protesta sia spostato verso gli studenti universitari. Da segnalare l'iniziativa degli studenti di fisica dell'Università la Sapienza di Roma, che hanno tenuto una lezione in piena regola di fronte a Montecitorio, con tanto di prof e lavagne.

E VOI? - Sappiamo che anche nelle scuole superiori c'è un grande fermento, con manifestazioni e proteste nei singoli istituti. Vi chiediamo di aiutarci a scoprire cosa accade nelle nostre scuole inviandoci la vostra segnalazione. Come fare? E' semplice, basta inviare una mail a mail_placeholder poi specificare

Oggetto: Nome della scuola
Testo: Descrizione dell'iniziativa
Allegato: allegare foto o filmati, in unico file compresso se sono più di uno (se i file sono grandi, attendere il caricamento).
Nei prossimi giorni pubblicheremo le segnalazioni più importanti.

PALERMO - È arrivato in piazza Marina, davanti a Palazzo Steri, sede del rettorato, l'imponente corteo degli studenti di Palermo contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini e contro i tagli all'Università. In piazza sono scesi in migliaia, almeno 10 mila secondo gli organizzatori: al corteo degli universitari giunto dalla facoltà di Lettere si è aggregato quello delle scuole medie superiori partito da piazza Massimo. Gli studenti hanno scandito slogan contro la riforma, il ministro Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi. I tanti striscioni esposti nel variopinto corteo si oppongono in particolare alle ipotesi di privatizzazione, ai tagli, alla reintroduzione del voto in condotta. «L'università e la scuola non sono in vendita», hanno urlato. Ben in vista uno striscione della facoltà di Lettere e filosofia: «Non pagheremo noi la vostra crisi» e un piccolo feretro nero portato in spalla con su scritto «Università».

A ROMA - Proteste, cortei e occupazioni in molte altre città italiane. A Roma i professori e gli studenti del Dipartimento di fisica della Sapienza hanno organizzato una lezione universitaria in piazza, davanti all'ingresso di Palazzo Montecitorio. In tutto 200 studenti che sin dalle 10 hanno seguito le lezioni di alcuni professori che hanno aderito all'iniziativa contro la legge 133 e i tagli previsti in Finanziaria. «Si tratta di un modo diverso per protestare - ha detto Giorgio Sestili, studente di fisica - vogliamo far vedere come sarà l'università del futuro, senza aule».

A MILANO - Gli studenti delle scuole superiori milanesi si sono ritrovati in piazza della Scala e hanno poi sfilato per le vie del centro verso piazza Fontana. Il permesso per il corteo, che non era preventivato, è stato ottenuto dopo una trattativa con la Questura. Oltre 200 ragazzi, dietro uno striscione che recita «Dieci, cento, mille mobilitazioni», hanno bloccato il traffico sfilando accompagnati dalla musica e da cori contro il ministro dell'istruzione e il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato (leggi la notizia sul Corriere della Sera - Milano).

A TRIESTE - Grande mobilitazione anche a Trieste: dall'Istituto scolastico regionale e dall'Ufficio scolastico provinciale riferiscono che tre scuole sono già state occupate (Liceo scientifico Guglielmo Oberdan, Liceo in lingua slovena Preseren e l'Istituto tecnico commerciale con annesso Istituto professionale per il commercio Da Vinci-Sandrinelli) e in altri 11 Istituti scolastici sono in corso assemblee che potrebbero sfociare in occupazioni.

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OCCUPAZIONE - Intanto la Rete degli Studenti annuncia: «Il 23 ottobre occuperemo le entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e voglia di cambiamento». In programma assemblee e sit-in che si svolgeranno davanti alle scuole a Torino, Verona, Vicenza, Treviso, Padova, Venezia, Siracusa, Bergamo, Cuneo, Prato, Massa, Pisa, Teramo, Frosinone, Roma, Catania, Savona, Reggio Emilia. «Teniamo fuori la Gelmini dalle nostre scuole, perché le scuole sono nostre e vogliamo essere noi a cambiarle - spiega la Rete. - In questi giorni tante scuole e università sono in agitazione per opporsi al progetto di demolizione dell'istruzione pubblica del governo. Rispondiamo alla violenza della maggioranza parlamentare e della Gelmini tenendo vive le nostre scuole, in particolare nei giorni in cui il decreto 137 verrà approvato al Senato», conclude la Rete.

LA REPLICA DELLA GELMINI - «Non trovo motivazioni plausibili per una protesta che è riferita ad un decreto che nulla ha a che fare con l’università e nemmeno con la scuola superiore. Eppure le università sono occupate e molti ragazzi sono scesi in piazza a significare che il contenuto del decreto non è ben noto a tutti» ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini a "Studio Aperto "commentando così le proteste degli studenti e, in particolare degli universitari, che hanno manifestato oggi contro la legge 133. «Questo governo ha ereditato una spesa per la scuola 43 miliardi euro - ha continuato il ministro - dove però 97% se ne va per spese correnti. E’ chiaro che se vogliamo guardare al futuro occorre rivedere i meccanismi di spesa e liberare risorse per edilizia scolastica, informatica, laboratori tecnici e per appagare meglio gli insegnanti che sono tra i meno pagati d’Europa. Dobbiamo aumenta la presenza dei giovani dentro l’università e svecchiare la classe dirigente...La difesa comoda dello status quo non è più possibile». E a proposito di status quo, la Gelmini fa i conti in tasca all’università che l’accusa e ai suoi sprechi: «voglio ricordare che in Italia abbiamo 5500 corsi di laurea, il doppio dell’Europa, 170 mila insegnamenti e più di 300 sedi distaccate. Bisogna mettere a disposizione convenzioni per le residenze universitarie, per pagare affitti più bassi e consentire ai giovani di spostarsi. Non serve l’università sotto casa, servono servizi che consentano ai giovani di affrontare un percorso formativo senza dover investire risorse che oggi le famiglie fanno fatica a trovare».

Approfondimenti:
- Editoriale Skuola.net 20 ottobre
- Sulla la legge sui tagli di spesa;
- Sul decreto in discussione al Senato;
- Le manifestazioni del 10 ottobre;
- Le manifestazioni del 17 ottobre.

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