Scuola 2.0 con un anno in meno: l'eredità Profumo

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

il ministro Profumo ha lasciato in ereditù al suo successore una serie di interventi prioritari per scuola ed università

Il mandato del ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, si sta avviando al termine. Presto non sarà più lui il ministro di Viale Trastevere, ma in ogni caso continua ad avere ben fisse quali siano le priorità per la scuola e l’università. E le lascia in eredità. Proprio ieri il Ministero ha pubblicato l’atto di indirizzo del 2013 indicando quali azioni dovrà intraprendere chi andrà a sedersi al Ministero occupando quella che ora è la posizione di Profumo. Tra i punti più enfatizzati, digitalizzazione della scuola, abbreviazione di un anno del ciclo scolastico e diritto allo studio universitario. Insomma, tutto non molto distante da quanto aveva dichiarato lo stesso ministro nella nostra intervista.

NON SOLO DIGITALIZZAZIONE – Ormai ci siamo resi conto di quanto al ministro stia a cuore l’innovazione tecnologica, tanto da non vederla applicata solo al mondo della scuola, anche se quello è il luogo dalla quale deve partire. Infatti, tra le priorità da realizzare nel 2013 in questo senso troviamo:
- garantire un accesso sempre più ampio dei cittadini ai servizi online;
- piena trasparenza dei dati pubblici;
- favorire e promuovere le competenze digitali. È proprio in questo punto che gioca un ruolo fondamentale la scuola, sia per creare le competenze affinchè ciò avvenga, sia per diffonderle creando anche nuovi modi di comunicare.

SI AL DIRITTO ALLO STUDIO – In questo punto rientra anche tutto il discorso sulle borse di studio oggetto di tante polemiche nelle ultime settimane, ma che per il ministro continua ad essere molto importante. Infatti, secondo il ministro, continua ad essere fondamentale garantire a chi avesse il merito, ma non le diponibilità economiche che gli consentano il proseguimento degli studi, fornirgli tutto l’aiuto necessario attraverso interventi in diverse aree.

UN ANNO IN MENO, SI TORNA A PARLARNE – Non è riuscito ad attuare l’abbreviazione di un anno del ciclo di studi, ma il ministro ci riprova consigliando a chi verrà dopo di lui di pensarci seriamente con l’obiettivo di adeguarsi agli standard europei perché "occorre superare la maggiore durata del corso di studi in Italia procedendo alla relativa riduzione di un anno in connessione alla destinazione delle maggiori risorse disponibili per il miglioramento della qualità e della quantità dell'offerta formativa, ampliando anche i servizi di istruzione e formazione".

TANTI INTERVENTI - Questi i punti cardine dell’atto di indirzzo 2013, ma non gli unici. Infatti, il ministro Profumo ha lasciato in eredità al suo successore anche altre tematiche altrettanto importanti e sulle quali si necessita di un intervento immediato, come per esempio la valorizzazione della ricerca, la promozione della qualità del sistema universitario, lo sviluppo di azioni di orientamento scolastico e professionale, l’ammodernamento dell’intero sistema scolastico e gli interventi di miglioramento dell’edilizia scolastica.

Secondo te di cosa avrebbe urgentemente bisogno la scuola?

Serena Rosticci

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