Ripetizioni private: scovati i prof - sfruttatori

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

prof-sfruttatori fanno ripetizioni private in nero ai loro stessi alunni

Lo segnala in Parlamento il deputato Sel, Gianni Melilla, non appena venuto a conoscenza delle "cattive abitudini" di alcuni prof del liceo classico di Avezzano a danni di studenti e famiglie: questi insegnanti, infatti, non solo avrebbero dato ripetizioni private ad alcuni dei propri alunni, ma addirittura avrebbero ricevuto compensi in nero dalle loro famiglie per questo servizio "illecito". Il deputato ha chiesto al ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, di intervenire, mentre il preside della scuola si dichiara all'oscuro di tutto.

RIPETIZIONI DAL MIO PROF? NO, GRAZIE - Compensi in nero per dare ripetizioni private ad alcuni dei propri studenti: la vita scolastica dell'intero istituto può esserne gravemente influenzata. Per questo Gianni Melillo, deputato Sel abruzzese, ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione dopo essere stato informato della pratica di alcuni prof di latino e greco del liceo classico di Avezzano. Il DL 297 del 1994, infatti, vieta le ripetizioni di docenti ai propri alunni per il configurarsi di uno stato di grave incompatibilità: “sarebbero inficiate anche le valutazioni e gli esami effettuati dai docenti coinvolti in pratiche evidentemente illecite" sostiene Melillo.

LATINO E GRECO CON FRODE - Il problema, però, non riguarda solo la vita di classe. L'iniziativa di questi prof, infatti, non è stata una disinteressata offerta d'aiuto verso alcuni dei propri studenti in difficoltà, quanto piuttosto uno sfruttamento monetario delle situazioni problematiche. I docenti infatti hanno chiesto alle famiglie un compenso in nero per le ripetizioni, che oltretutto potrebbe comportare loro problemi con il fisco. Il preside della scuola si dice all'oscuro di tutto, ed è pronta la circolare in cui si ricorda che, per legge, non si possono dare ripetizioni agli studenti dell'istituto in cui si lavora.

COSA FARE? - Il deputato ha chiesto al ministro Carrozza se "ritenga di disporre procedure di rapido accertamento della situazione ipotizzata; quali iniziative intenda assumere per reprimere eventuali illeciti e salvaguardare la dignità professionale dei tanti docenti onesti e la serietà degli studenti che non ricorrono a tali pratiche". Ma per accertarsi che situazioni di questo genere non avvengano anche in altri istituti, Melilla chiede soprattutto ispezioni preventive: "La mia non è un’azione punitiva verso nessuno. Tutte le volte che ho avuto conoscenza di queste situazioni, ho chiesto al ministro di inviare ispezioni. Ciò a tutela degli insegnanti onesti e degli studenti e delle loro famiglie. La scuola pubblica non può certamente tollerare comportamenti del genere

E nella tua scuola succedono casi del genere?

Carla Ardizzone

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