Prof dell'anno grazie a lezioni su emoticon

Degli insegnanti molti non ne hanno una buona considerazione: troppo noiosi, spesso bacchettoni e a volte un po’ antiquati. Oggi proviamo a smentirvi dimostrandovi che i professori interessanti e divertenti esistono. Abbiamo fatto qualche domanda al Prof. Luca Piergiovanni, premiato qualche settimana fa come "docente dell'anno" ed esperto di emoticon! Per lui è internet la vera rivoluzione nella didattica.

CREANO NUOVE EMOTICON, PRESTO SU MSN - Da due anni a questa parte, l’Associazione nazionale presidi e il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con la Microsoft, organizzano il concorso Docente dell’anno. Luca Piergiovanni, con la sua classe di una scuola della provincia di Como, è risultato vincitore della sezione Emoticon art, perché ha realizzato con i suoi alunni delle emoticon per rappresentare le figure retoriche della poesia!

Ecco l’intervista:

1. Professore, come è nata l'idea di lavorare a scuola su delle emoticon?
Stanco e affranto di dover riprendere ogni volta i miei alunni per gli smile e i disegnini vari che puntualmente trovavo nei loro temi, ho deciso di affrontare la questione in modo diverso. Mi sono detto: e se organizzassi una lezione dedicata al linguaggio delle emoticon? Potremmo discuterne in classe, cercare di capire meglio questo tipo di linguaggio iconico, il perché i giovani ne fanno un largo uso, come è nato, e soprattutto com’è che nelle chat riescono ad intercalare alle lettere gli smile, dando vita a parole spesso per me incomprensibili. Ho iniziato a documentarmi, e mi è stato molto utile questo sito. Una volta in classe, forte della mia nuova “cultura emotichese”, ho cominciato a disegnare alla lavagna faccine di tutti i tipi. Dopo qualche minuto di spaesamento, con i miei alunni che mi guardavano come se improvvisamente fossi impazzito, ho spiegato loro le mie intenzioni. Ne sono scaturite discussioni appassionate e molto interessanti, finché ho lanciato loro la sfida: e se scrivessimo una poesia utilizzando le emoticon, o se le usassimo per rappresentare le figure retoriche? Prima di addentrarci in questa avventura, abbiamo chiesto il parere di un esperto e poi abbiamo lasciato che la nostra immaginazione e creatività volassero libere.
Adesso il nostro set di emoticon verrà rielaborato da una equipe di esperti della Microsoft, e verrà poi inserito su Network MSN e Windows Live. Preparatevi ragazzi a farne uso!

2. Cosa vuol dire per te aver vinto questo premio?
Sono stato premiato per la qualità del mio lavoro e per l’impegno nell’innovazione didattica attraverso l’uso delle tecnologie, così recita la motivazione. E per me ha un valore altissimo, perché credo fermamente in una didattica attiva, in cui la lezione frontale diventa marginale, per lasciare spazio ad un apprendimento vivo, in cui sono i ragazzi i veri protagonisti del loro sapere.
Ci siamo mai chiesti perché molti ragazzi in classe si annoiano o al contrario sono iperattivi?! Anziché scaricare le colpe su di loro, ci siamo mai posti noi insegnanti domande del tipo: ho scelto la giusta strategia d’apprendimento per coinvolgerli? Sto utilizzando un linguaggio comprensibile? Sto cercando di tenere alta la loro attenzione anche con qualche battuta che dia respiro al mio discorso? Sto utilizzando un buon tono di voce, o sono peggio del parroco che recita un’omelia funebre?
Nel mio cammino di studente ho incontrato pessimi professori, perché impreparati, ma soprattutto cinici. Fortunatamente mi sono imbattuto anche in veri maestri di vita dai quali ho tratto insegnamenti semplici ma fondamentali. Un mio caro professore mi ripeteva sempre questa frase: “Quando un giorno insegnerai, e ti troverai di fronte a ragazzi desiderosi di sapere e scoprire, e ti adopererai per trasmettere la conoscenza, non ti rivolgere a loro dicendo ‘Avete capito?’, ma dì loro più umilmente ‘Ho spiegato bene?’.
In verità non si trattava del mio prof, ma del maestro Yoda di Guerre Stellari! Ehehehe :)

3. Per gli studenti, di solito, i prof sono tremendamente noiosi. Cosa fai per rendere le tue lezioni più interessanti?

Insegno Italiano, Storia e Geografia alla Scuola Media. Mi trovo bene con i ragazzi di questa età, anche perché sono ancora dei “mocciosetti” attaccati al biberon! Pensate che hanno pure creduto alla storia che io abbia ben cinque fidanzate! Ho conseguito l’abilitazione per insegnare Storia e Filosofia ai Licei, ma credo che sia più facile trovare un ago in un pagliaio che una cattedra libera in queste materie, così mi sono dovuto spostare dalla mia amata Toscana alla Lombardia, portando con me la passione che nutro per la musica e la radio. Con i miei studenti abbiamo iniziato a mettere a confronto le poesie dei classici con le canzoni dei più famosi cantautori italiani. Ci abbiamo creato sopra delle puntate radiofoniche, registrando al microfono le nostre considerazioni e pubblicando poi tutto su Internet. È in questo modo che è nato Chocolat3b, un podcast didattico con episodi creati dagli studenti e che tutti si possono scaricare sull’iPod e ascoltare quando e dove vogliono.
Avreste dovuto vedere la faccia dei miei alunni quando mi sono presentato per la prima volta in classe con mixer, microfoni, cuffie e iPod! Del nostro progetto - mesi dopo - ne parleranno tutti i media, nazionali ed internazionali: dal Corriere della Sera al Sole24Ore, da Radio Deejay a Radio 101, dal Giornalino dei Ragazzi a MondoErre, e ancora il Ministero dell’Istruzione, la Rai e Mediaset, e pure l’European media education project, associazione che raccoglie le migliori università nel mondo e che ha recentemente svolto una ricerca sul nostro progetto.

4. La scuola italiana, specialmente oggi, è molto criticata. Tra le critiche proprio il fatto che i programmi didattici siano antiquati. E' così difficile coinvolgere gli studenti con la tecnologia e farli parlare delle loro passioni?
Non sarebbe affatto difficile. Uso il condizionale perché il vero problema sta nella mentalità del corpo docente. È su quella che bisogna lavorare. È inutile che istallino in classe una lavagna interattiva, o che trasformino l’aula in uno spazio ipertecnologico (mi riferisco al recente progetto delle classi 2.0), se poi come insegnante ho un rifiuto verso questi nuovi strumenti tecnologici o se mi sento impreparato e incapace di utilizzarli.
Dobbiamo avere maggior rispetto per insegnanti che sono nella scuola da tanti anni o anche per quei giovani che, nonostante l’età, non hanno una propensione verso il mondo dei cosiddetti Nativi digitali. Se vogliamo veramente che la scuola si rinnovi e che inizi a parlare il linguaggio dei giovani d’oggi, bisogna spiegare ai professori in che modo possano utilizzare questi nuovi strumenti didattici (podcast, wiki, blog, ecc.) e quali miglioramenti possano apportare all’apprendimento dei ragazzi.
A mio avviso è Internet il vero e unico strumento didattico che può rinnovare in meglio la nostra scuola. Si tratta di uno strumento flessibile, che tutti possono avere perché è praticamente a costo zero ed è facile da usare. Bisogna soltanto accettarlo e iniziare a considerarlo parte integrante del nostro metodo d’insegnamento e in ultimo di avere il coraggio, noi insegnanti, di metterci in gioco.
State tranquilli cari colleghi, ne riceveremo stima e rispetto dai nostri ragazzi.

5. Cosa vuoi dire agli studenti che stanno leggendo questa intervista?
Cari ragazzi, vi dico che lo studio è importante, per una vostra formazione professionale, ma che allo stesso tempo dovete vivere la vita pienamente, in ogni sua sfaccettatura, perché la stessa vita è una grande maestra. Studiate per voi stessi, e non per far contento il professore. Se un libro non vi piace, come dice il pedagogista francese Pennac, avete il diritto di abbandonarlo. Dovete leggere perché le parole che vi scorrono sotto gli occhi vi trasformino interiormente. E così deve essere per tutto ciò che fate. Un domani, qualunque sia il tipo di mestiere che andrete a svolgere, porterete con voi il vostro bagaglio scolastico, ma anche la vostra cultura, fatta di esperienze di vita con gli amici, di lavori fatti per pagarsi gli studi, di gioie e dolori. Correte dietro i vostri sogni, con grande tenacia, e se avete una vocazione e tutti vi contrastano, è proprio quello il momento di tenere duro e perseguire ciò in cui credete con tutte le vostre forze. E stavolta non è il maestro Yoda a dirvi tutto questo, ma il prof. Piergiovanni!

IL MIGLIOR PROF È... ONLINE! - Potete seguire tutto il lavoro del prof. Piergiovanni e della sua classe sul blog di Chocolat3b e sul podcast di iTunes. Inoltre Luca è disponibile a rispondere alle vostre domande: se è impossibile, per voi, trovare dialogo con i vostri prof o vi piacerebbe trovare un modo per farvi piacere di più una materia noiosissima chiedete al miglior prof d'Italia, è a vostra disposizione! Potete mandare le vostre mail a: alex.menietti@skuola.net, provvederò personalmente a farvi rispondere da lui!

Simpatico il prof Luca, vero? Se anche tu hai un insegnate che ama la tecnologia, o ti piacerebbe averlo, lascia il tuo commento.

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