Scuola: niente soldi per pulizie e supplenze

Francesca Dominici
Di Francesca Dominici

Proprio mentre oggi si discute in Consiglio dei Ministri l'approvazione della Riforma delle superiori, ecco arrivare il grido di allarme dei presidi: mancano i soldi per garantire i servizi essenziali come supplenze o pulizie. Che le scuole italiane non "navigassero nell'oro" lo sapevamo e lo dimostra anche la nostra inchiesta sui contributi scolastici: questi contributi sono in gran parte volontari, eppure le scuole li fanno passare alle famiglie come obbligatori (clicca qui per saperne di più). Questo perché da anni il nostro sistema di istruzione è oggetto di tagli di spesa. Ma i dirigenti italiani non ci stanno, e hanno deciso di scrivere una lettera al Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

I DIRIGENTI SCRIVONO AL MINISTRO - Prima di Natale il Ministero ha emesso una circolare con la cifra che le scuole dovranno inserire nel bilancio dell'anno scolastico 2010. Sempre nella circolare era specificato che, oltre a quella indicata, le scuole non avrebbero più potuto usufruire di ulteriori fondi, ma l'associazione nazionale dei presidi italiani (Anp) ha deciso di prendere in mano carta e penna e scrivere una lettera al ministro Gelmini in cui traspare chiaramente che i soldi stanziati per le scuole italiane non sono sufficienti.

ALLARME FONDI NELLE SCUOLE - Secondo l'Anp nel secondo semestre, saranno molti gli istituti italiani senza soldi per pagare i supplenti e il materiale che garantisca il normale andamento didattico e amministrativo delle scuole. Il problema principale consiste nel fatto che i fondi stanziati dal Ministero per l'anno scolastico 2010 sono inferiori alle necessità reali delle scuole, secondo le previsioni moltissimi presidi "andranno in rosso" e saranno costretti a chiamare più e più volte il commissario ministeriale per risolvere la situazione economica del loro istituto. Certo è che questo meccanismo non deve per nessuna ragione andare a scapito delle famiglie, infatti, una situazione così delineata potrebbe incoraggiare i dirigenti scolastici a richiedere contributi sempre più alti ai genitori degli alunni, contributi questi, che anche se a carattere volontario, in un periodo di crisi economica generale, non rappresentano la soluzione migliore.

MENO SOLDI E MENO PULIZIA - Con i tagli anche nel campo della pulizia si delinea un quadro a dir poco sconcertante: ci potrebbero essere bagni e aule molto meno pulite di quelle di oggi, la pulizia inoltre passerebbe dalle agenzie specifiche ai bidelli che oltre a sorvegliare avranno un ulteriore peso sulle spalle.

LE PAROLE DEL MINISTRO - Ecco la risposta del ministro circa la riforma in un'intervista al TG4: "Mi dispiace che si faccia della controinformazione. Ma ormai sappiamo che ogni riforma, ogni cambiamento, è sempre accompagnato nel nostro paese da forti critiche da parte di alcune frange estremiste della sinistra. Noi, però, procediamo. Crediamo di essere dalla parte della ragione e pensiamo soprattutto che si risponde alla crisi ridando peso specifico, ridando valore alla scuola stessa. Sono molti di più, non solo gli studenti e le famiglie, ma soprattutto gli insegnanti e i dirigenti scolastici condividono i contenuti di una riforma attesa da più di venti anni".

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