Liceo Classico: ecco perché può essere (ancora) una buona scelta

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

ragazza che legge

Il Liceo Classico come scuola-modello, come istituzione scolastica capace di parlare all'anima degli studenti o come goffa eredità del passato che sforna alunni incapaci di inserirsi adeguatamente nel mondo del lavoro. Il dibattito è sempre aperto e attuale. L'ultimo rapporto di Almalaurea, reso noto dal Corriere della Sera, aggiunge un'ulteriore considerazione nel dibattito: gli ex liceali qualsiasi facoltà scelgano hanno punteggi più alti rispetto a quelli dei colleghi. 105 di media contro 103 dello scientifico o 99,7 di chi è uscito da un istituto tecnico. A smentire le opinioni di chi dice che sia un indirizzo scolastico troppo "antico".

Falsi miti sul liceo classico


Il 40,3% dei laureati con formazione classica si iscrive all’università spinto da interessi culturali, contro il 32,3% dei laureati con formazione scientifica e il 27,8% di coloro che hanno un diploma tecnico. La ricerca di Almalaurea, poi, sfata alcuni luoghi comuni duri a morire: il liceo come scuola dei 'figli di papà'. Ancora oggi chi viene dal Classico gode di un contesto socio-culturale avvantaggiato, ma il 56% degli alunni proviene dalla classe media impiegatizia e da quella del cosiddetto 'lavoro esecutivo'. Non è poi vero che offra delle prospettive di lavoro circoscritte o che siano precluse le facoltà scientifiche. Voti di laurea sono più elevati, in tutti i quindici raggruppamenti disciplinari esaminati, tranne ingegneria, dove classici e scientifici comunque pareggiano (102,1). I numeri ci dicono anche che sono più numerosi i classicisti che hanno svolto periodi di studio all’estero (15,7% contro il 12,2% e il 9%).
Il liceo classico è stato, ed è tuttora, una eccezionale palestra per il pensiero critico.

Liceo classico: pochi i "pentiti"


Chi esce dal liceo classico conosce la Grecia e Roma e quello che queste civiltà hanno inventano e tramandato e grazie a tale conoscenza sa parlare, sa scrivere, sa pensare, ma soprattutto sa interpretare, mettere in rapporto, confrontare, distinguere e riconoscere la realtà circostante. Forse il Liceo Classico serve semplicemente perché è una delle scuole dove si studia di più. Se si ha la fortuna di incontrare professori che fanno amare le materie che insegnano, e sanno creare ponti tra passato e futuro, è come sottoscrivere una solida assicurazione per la vita. Va detto che le critiche al Classico nascono dall’esterno, non dall’interno: chi lo ha scelto, in 74 casi su cento lo rifarebbe. Lo dicono i dati di Almadiploma, la branca di Almalaurea dedicata alla scuola superiore. Per un rilancio, afferna Ivano Dionigi, presidente del Consorzio, serve pieno riconoscimento dell’importanza del latino e del greco. E poi, "anziché semplificare e sostituire, come è stato suggerito, potenziare e aggiungere. Dilatando gli orari scolastici, rivedendo i compiti a casa, pagando adeguatamente gli insegnanti".

Una task force per il classico


E già esiste un piccolo movimento di massa ”che si batte per la centralità del liceo classico e della traduzione dal latino e dal greco nelle prove d’esame finali”. Un gruppo di 9000 persone che, guidate dalla ‘Task Force per il Liceo Classico’, hanno firmato un appello rivolto al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. L’elenco di tutti i firmatari (tra cui 1500 studenti, 300 ricercatori e dottori di ricerca, circa 300 medici, 180 ingegneri e 180 avvocati) è consultabile sul sito taskforceperilclassico.it.

Andrea Carlino

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