Liceo Classico, la scuola dei bravissimi: ma sta morendo

Marcello G.
Di Marcello G.

liceo classico crollo degli iscritti

È un lento, inesorabile, declino quello con cui sta facendo i conti il più tradizionale degli indirizzi di studi superiori: il liceo classico. I numeri parlano chiaro: in appena quattro anni il numero di iscritti è notevolmente sceso e, cosa ancora più allarmante, gli altri indirizzi non hanno avuto gli stessi stravolgimenti. Solo il classico perde i pezzi, segno che qualcosa non va.

Le cause del crollo dei licei classici


I motivi possono essere molteplici: dal tipo d’istruzione, ancorata a schemi ormai superati e incapaci di rinnovarsi, alla ‘spendibilità’ del titolo. Con un diploma classico il mondo del lavoro è praticamente inaccessibile e le facoltà universitarie più coerenti sono quelle che oggi danno con sempre maggiore difficoltà un’occupazione. Unica nota di conforto per i difensori del greco e del latino è che il fallimento del liceo classico è solo di tipo quantitativo perché, statistiche alla mano, i suoi studenti sono ancora i più bravi in circolazione. Anche se, sulle scelte, più che la voglia di studiare influisce soprattutto l’estrazione sociale delle famiglie.

Materie scientifiche e lingue straniere quasi ignorate


“Negli ultimi anni famiglie e genitori vedono il liceo classico, dove il 60-70% della didattica è assorbito da latino e greco, come qualcosa di poco moderno – sostiene Mario Rusconi, Presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio mentre si dovrebbe puntare di più su materie e discipline che hanno maggiore appeal, come le scienze e le lingue straniere; quei licei classici che hanno scelto questa strada, infatti, sono riusciti a scongiurare l’esodo degli studenti”.

"Il liceo classico è esemplificativo di un certo tipo di tendenza della nostra scuola a rifuggire dalla modernità – sottolinea Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net - basti pensare che prima della riforma Gelmini (sei anni fa, non un'era geologica), nel piano di studi tradizionale si prevedeva lo studio della lingua straniera solo al ginnasio. Non è che la cultura classica non sia utile o formativa, tutt'altro. Ma vanno aiutati i ragazzi ad acquisire tutte quelle competenze, anche digitali, che il mondo del lavoro di oggi richiede".

Molti meno iscritti negli ultimi quattro anni


Nel 2013 gli iscritti ai licei classici furono circa 170mila, oggi a frequentarli sono solo in 148mila; una flessione di oltre il 10% di cui hanno approfittato altri indirizzi, in primis i licei linguistici che nello stesso periodo hanno visto incrementare il numero di alunni di quasi 50mila unità. Tengono invece botta lo scientifico (sempre sopra i 550mila iscritti) e l’artistico (stabile attorno quota 100mila alunni). Neanche a dire, quindi, che il problema è nel ‘sistema licei’; anche perché alla fine i conti tornano: nell’ultimo quadriennio sono costantemente 1,2 milioni i ragazzi che scelgono di affidarsi ancora a questo tipo di indirizzo. Così come restano invariate le quote sia negli istituti tecnici che in quelli professionali: sopra le 800mila unità i primi, oltre i 500mila iscritti i secondi.

“Della diaspora dal classico – continua Rusconi - ne hanno approfittato soprattutto quei licei scientifici che, con l’opzione ‘scienze applicate’ (che non prevede il latino), hanno saputo rispondere alle richieste degli studenti in termini di didattica, ponendosi come alternativa anche agli istituti tecnici e aprendo una fase di ‘concorrenza positiva’ tra licei”.

Ma gli studenti sono i migliori in circolazione


Pochi ma buoni, potremmo però dire. I ‘reduci’ del liceo classico sono infatti ancora gli studenti migliori. Magra consolazione, ma è pur qualcosa. Il tasso di promozione è del 96% (mentre, ad esempio, allo scientifico e al linguistico si ferma al 93%) e il restante 4% al massimo è stato bocciato una volta sola nel quinquennio. Stesso discorso per il voto di maturità: 1 diplomato ‘classico’ su 4 ottiene più di 90 (al linguistico solo il 20%, allo scientifico appena il 18%); più del 10% arriva addirittura a 100. A contribuire a questi risultati sono soprattutto le ragazze, visto che quasi il 70% della popolazione studentesca dei licei classici è composta da femmine (in assoluto la quota più alta, insidiata solo dall’alberghiero, in cui le ragazze sono il 66% del totale).

Il profilo del liceale ‘classico’? Femmina e di buona famiglia


Peccato che non tutti se la sentono di intraprendere un percorso del genere; molto, però, dipende – se volontariamente o meno non è possibile saperlo – non dalla voglia di studiare ma dalle famiglie. Ebbene sì, sembra che buona parte degli studenti del classico abbiano quasi scritto nel proprio DNA che frequenteranno questo tipo di scuola. Altrimenti sarebbe difficile spiegare perché 3 ragazzi su 4 provengano da classi sociali elevate (addirittura il 46%, contro una media generale del 25%) o perlomeno appartenenti al ceto impiegatizio (il 29%). E poi c’è il fattore genitori: più della metà dei liceali del classico (il 57%) ha entrambi i genitori laureati. Solo per avere un’idea di questo dato, allo scientifico si scende al 41% e, negli altri indirizzi, questa cosa si verifica in media solo in 1 caso su 4.

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