Iscrizioni a scuola: scopri come saranno i tuoi prof e compagni (e tante altre cose utili)

MariFrancesca
Di MariFrancesca

Sono numerose le motivazioni che possono muovere uno studente a scegliere una scuola piuttosto che un’altra. La scelta dell’Istituto superiore in cui iscriversi è, infatti, un passaggio importante che coinvolge numerosi fattori, come gli interessi e le attitudini specifiche di ciascuno alunno, o anche più semplicemente il desiderio di continuare il percorso di studi con i propri amici di sempre. Poi, c’è un momento in cui sopravvengono le più strampalate ma giustificate domande sulla qualità della scuola: quale sarà la sezione migliore? Chi sono i professori? L’orario scolastico è da sequestro? E la media delle bocciature? Ma un modo per rispondere a queste domande c'è: vi presentiamo uno strumento che sarà un prezioso alleato per voi, il cosiddetto RAV.

Cosa sono e a cosa servono i RAV


Il Rapporto di autovalutazione (o RAV) fornisce una rappresentazione dettagliata della scuola al fine di individuare i margini di miglioramento e di sviluppo dell’offerta didattica su piano nazionale. Parliamo di una vera e propria autovalutazione interna composta da questionari, interviste e griglie di valutazione a cui sono chiamati a rispondere non solo il personale docente e amministrativo ma soprattutto anche gli studenti, che meglio di chiunque altro conoscono gli aspetti positivi e negativi della propria scuola. Tutti i dati raccolti - da qui al prossimo luglio 2017- potranno essere consultati sul portale “Scuola in Chiaro” e serviranno a pianificare - con il supporto dell’INDIRE e di altri enti specifici - un percorso di miglioramento e di rendicontazione sociale sulle modalità organizzative, gestionali e didattiche della scuola.

Gli aspetti positivi


Uno strumento di questo tipo è davvero utile se volete indagare e scoprire cosa c’è di buono e positivo in vista della vostra sopravvivenza nella scuola superiore che state per frequentare. Vista l’importanza di questa scelta, è necessario conoscere per filo e per segno non solo l’offerta formativa, ma anche i vari aspetti della vita nell’istituto. Il grado di considerazione degli altri studenti per quel tipo di scuola può, dunque, venirci utile per ottenere valutazioni connesse all’indirizzo di studio e, più in generale, alla soddisfazione di chi già vi partecipa.

Consigli utili per sopravvivere a scuola


Attraverso la consultazione del format di autovalutazione - disponibile su "Scuola in chiaro" - è possibile scoprire differenti item riguardanti l’attività pratica svolta durante l’orario scolastico o ancora la quantità di studio necessaria per avere un buon profitto. A essere presa in considerazione è, inoltre, la qualità delle attività di laboratorio, così come i servizi e le dotazioni multimediali messe a disposizione per gli alunni. Altro dato positivo che abbiamo riscontrato attraverso il nostro campione di indagine è che ben il 49% degli studenti presi in esame si dichiara ampiamente soddisfatto dell’orario di apprendimento reputandolo adeguato al buon rendimento scolastico. Anche l’analisi del contesto socio-ambientale rivela elementi interessanti da scoprire come la tipologia degli studenti frequentanti; la quantità annua di sospesi e bocciati; gli studenti trasferiti in entrata e in uscita; e addirittura il numero di diplomati per votazione e gli esiti degli scrutini. Già da una prima valutazione notiamo come da queste informazioni sia possibile farsi un’idea piuttosto importante della scuola presa in riferimento e che magari intendete frequentare con le migliori – o anche le peggiori ! - intenzioni.

Prof, che paura!


Se il vostro principale incubo all’ingresso del mondo delle superiori sono i professori, non temete perché anche su questo argomento di indagine il Rapporto di autovalutazione risponde al caso vostro. Le peculiarità messe in evidenza dei temutissimi docenti di cattedra sono tante: si va dall’età media degli insegnati di ruolo, alla quantità di note e sospensioni erogate per materia, fino ad arrivare alle ore di supplenze stanziate per Istituto. La concretezza è molto evidente: mappe, grafici e tabelle raccontano con la precisione dei dati prestazioni complesse attraverso le quali viene scandagliata anche la preparazione del personale docente. Alle luce di ciò emergono anche i metodi di studio utilizzati dai professori e i loro criteri di giudizio. Se da un lato, quest’ultimi vengono, spesso, digeriti male dagli studenti, dall’altro, invece, ci troviamo di fronte a un trend ultrapositivo riguardante l’accettazione delle strategie specifiche per la promozione delle competenze sociali: come ad esempio, l’attività di cura di spazi comuni, lo sviluppo del senso di legalità e di un’etica della responsabilità, o ancora la volontà di collaborazione e di accettazione tra studenti. Il 41% dei ragazzi intervistati si dichiara bendisposto a tali attività e consapevole degli sforzi messi in atto dalla scuola per divulgare valori etici e nozioni sociali basati sul senso di appartenenza alla medesima comunità. Pare proprio che i professori delle classi italiane non siano affatto impreparati in materia di educazione civica mostrandosi disponibili all’ascolto e alla trasmissione di buone maniere.

I compagni di scuola


Dalle risposte degli studenti si capisce insomma che aria tira! La qualità delle lezioni, l’abbondanza o meno di progetti didattici, lavori di gruppo, esperienze di laboratorio. Tutto ciò che fa di una scuola una “buona scuola” emerge in dettaglio nei processi di autovalutazione visionabili sul portale “Scuola in Chiaro”. Se poi l’obiettivo è capire che tipi sono i compagni di classe anche qui non si scappa: le percentuali relative al numero medio di alunni per classe indicano anche la loro provenienza per area territoriale, dato questo che lascerebbe intravedere la possibilità di spulciare la varietà di ragazzi frequentanti l’Istituto.

Leggendo tutti questi dati, analizzando percentuali e grafici, l’idea che ne traiamo è che tutto sommato il sistema scolastico italiano non sia interamente da buttare. Qualcosa di buono è stato coltivato nonostante il ‘cattivo tempo’ che ultimamente si respira nell’aria. Stiamo parlando del capitale umano, di studenti diligenti e di docenti appassionati che - nonostante tutto e tutti – navigando insieme mandano avanti la baracca, resistono alle intemperie e costruiscono eventi conoscitivi importanti per il nostro domani.

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