Scuola occupata per un giorno: reportage esclusivo!

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Striscione occupazione

Eccole le occupazioni, sono già arrivate in molte scuole italiane. Da Nord a Sud, gli studenti si mobilitano non solo con cortei e manifestazioni in piazza, ma anche entrando in possesso, seppure per pochi giorni, delle scuole che vorrebbero cambiare. A Roma sono già stati occupati il liceo Visconti a partire da lunedì scorso e ieri, martedì 22 novembre, stessa sorte è toccata ad un altro liceo romano, l’Augusto.

LE INTERVISTE A STUDENTI E PRESIDE - Per capire cosa spinge gli studenti ad occupare e qual è, al contrario, il punto di vista di chi dirige la scuola, abbiamo intervistato sia gli studenti occupanti dell’Augusto che il dirigente scolastico di entrambi i licei citati, la professoressa Clara Rech.

OCCUPAZIONE CONTRO I TAGLI - La prima cosa che ieri mattina abbiamo chiesto agli studenti dell’Augusto, impegnati a completare gli striscioni dell’occupazione, è stata di spiegarci i motivi che li hanno spinti ad occupare e gli organizzatori hanno risposto: “Noi abbiamo pensato ad un’azione coordinata con altri istituti e dopo l’occupazione che c’è stata ieri mattina nel liceo Visconti in centro, abbiamo organizzato ieri pomeriggio di occupare questa scuola proprio per fare un’azione coordinata che si sentisse di più. Le motivazioni sono condivise dalla maggior parte della scuola: questa occupazione è un segno di protesta contro i tagli che sono stati fatti e che saranno fatti ulteriormente sull’edilizia scolastica e in generale sull’istruzione”.

Striscione
SI PENSA GIÀ AD ASSEMBLEE E CORSI ALTERNATIVI - Ma era davvero necessario occupare? Secondo gli studenti sì, perché come hanno risposto ai microfoni di Skuola.net “il fatto di occupare non esclude assolutamente la possibilità di fare manifestazioni, di organizzare dibattiti o altre forme di protesta; quindi tutte queste forme di protesta sono complementari”. E infatti già nel corso della giornata di oggi si prevedevano assemblee e l’organizzazione di corsi alternativi per i ragazzi in occupazione.

OCCUPAZIONE PER TUTTA LA SETTIMANA - Consapevoli delle conseguenze dell’occupazione e del fatto che occupare una scuola costituisce un reato, gli studenti prevedono comunque, in base all’evolversi della situazione, di rimanere a scuola fino a giovedì o venerdì. E quando abbiamo chiesto loro come aveva reagito alla notizia la preside del loro liceo, hanno confessato che forse non l’aveva presa benissimo e per conoscere la reazione della preside, Clara Rech, l'abbiamo intervistata.

AGGIORNAMENTO: Come segnalato, da domani 24 novembre le lezioni al liceo Augusto riprenderanno regolarmente (leggi il Comunicato); l'occupazione, peraltro non condivisa da gran parte degli altri studenti, è terminata.

Guarda il video dell’occupazione al liceo Augusto a Roma

PRESIDE DISPONIBILE AL DIALOGO - Abbiamo chiesto alla preside delucidazioni sull’occupazione all’altro liceo da lei gestito, il Visconti. Nel confermarci le stesse motivazioni riguardanti i tagli alle risorse per l'istruzione, ha dichiarato che gli studenti “Mi hanno anche consegnato una piattaforma e io ho detto loro che sarei stata disponibile anche ad altre forme di confronto e di dialogo, anche per avere il tempo di vedere dei documenti, che ancora non sono usciti, emessi da parte dell’attuale governo, per capire quali sono le proposte che l’attuale ministro intende attuare per l’istruzione […], ma a tutto questo non hanno ritenuto di dare ascolto e quindi hanno proceduto con l’azione di occupazione”.

LETTERA SUL WEB PER SPIEGARE COSA ERA ACCADUTO - Per spiegare quanto accaduto nel liceo Visconti, la preside ha anche pensato di pubblicare una lettera per “informare tutti gli studenti, anche coloro che non hanno occupato e soprattutto i loro genitori […] e al personale docente e a tutto il personale[…] per dare un’informazione corretta e precisa di quanto era accaduto”.

5 IN CONDOTTA E ALTRE CONSEGUENZE - Ora rimane il problema delle conseguenze di un’occupazione: voto di comportamento e limite massimo di assenze. E alla nostra provocazione “ha intenzione di mettere tanti 5 in condotta?”, la professoressa risponde che con l’occupazione sono “stati messi in atto dei reati; va da sé che è probabile che delle conseguenze a cominciare dal voto di condotta ci saranno, sarà comunque convocato un collegio dei docenti che prenderà le decisioni che competono al collegio". Questo non significa necessariamente che saranno messe delle insufficienze nella condotta.

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