Occupano scuola per dipingerla, rischio sospensione

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Gli studenti ridipingono le aule della loro scuola per protesta, ma ora rischiano la sospensione come provvedimento disciplinare. Occupazioni, autogestioni e cortei

Per molti le manifestazioni e le occupazioni del mese scorso sono solo un ricordo, per altri sono diventate un vero incubo. 32 studenti rischiano la sospensione per aver occupato la scuola con l’intenzione di ridipingere le aule.

LICEO OCCUPATO - Accade al liceo scientifico “Oberdan” di Trieste dove il 5 dicembre scorso 32 ragazzi hanno occupato la scuola. L’istituto era già in fermento a causa della legge Aprea: i professori si opponevano all’aumento delle ore di lavoro, gli studenti scendevano in piazza sfilando per cortei e la Preside aveva deciso di avviare un “percorso condiviso”, cioè parlare a prof e studenti di quello che stava accadendo in Parlamento e discutere sul tema dei tagli alle risorse. Ma non ce ne è stato il tempo, si difende la Dirigente scolastica, perché un gruppo di ragazzi il 5 dicembre ha deciso di occupare l’istituto e lei ha chiamato immediatamente le forze dell’ordine.

AVEVANO BUONE INTENZIONI - Identificati gli occupanti e sgomberata la scuola, la vicenda non è finita lì. I 32 studenti ora dovranno passare sotto il varco dei 15 membri del Consiglio di classe che dovrà decidere se e quale provvedimento disciplinare adottare. Rischiano la sospensione. Ma i ragazzi cercano di spiegare che le loro intenzioni non erano cattive, anzi, sostengono: “Volevamo fare lavori di ristrutturazione, pitturare le classi e le porte della nostra scuola”.

SCUOLA CHE VAI, PROVVEDIMENTI CHE TROVI - Non sono stati gli unici ad avere questa idea. Anche all’Istituto di via dei Papareschi, a Roma, gli studenti hanno occupato e si sono messi al lavoro ripulendo il giardino, potando le piante, scartavetrando, stuccando e dipingendo cinque aule, ma non ci sono state ritorsioni negative. La Preside dell’Oberdan, invece, sostiene che l’iniziativa degli studenti avrebbe potuto metterli in pericolo e per tutelare la loro sicurezza ha deciso di agire mettendo fine all’occupazione e, circa il Consiglio di classe straordinario che è stato convocato, dichiara: “Daremo solo un segnale, non vogliamo che ci siano ripercussioni”.

Avete occupato la scuola e ne avete pagato le conseguenze?

Cristina Montini

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