Basta occupazioni!

Basta con le occupazioni: i presidi si schierano contro "la liturgia delle occupazioni come rito obbligato dell’autunno e l’appropriazione della scuola da parte di alcuni, sottraendone la fruizione ad altri". Questo è uno dei contenuti salienti dell'Appello per la Scuola lanciato ieri dai presidi della Provincia di Roma e che dalla prossima settimana circolerà in tutte le scuole d'Italia (clicca qui per il testo completo).

SCUOLA DI DEMOCRAZIA - Invece i Dirigenti Scolastici si schierano a favore di una scuola "che abbia come fine la crescita di studenti istruiti, formati nella personalità e cittadini di una comunità libera e consapevole" e in cui gli alunni siano coinvolti nel processo decisionale attraverso un dibattito democratico "su problemi concreti: stato dei locali scolastici, dotazioni finanziarie, recupero degli studenti in difficoltà, servizi di supporto assicurati da specialisti". Insomma una scuola nella quale, come una famiglia, studenti, prof e dirigenti si siedono intorno ad un tavolo per discutere e decidere insieme sui problemi, senza farsi la guerra.

STUDENTI, COSA FARE? - E' la domanda che ci facciamo oggi, in un periodo, quello autunnale, tipico di occupazioni, autogestioni e manifestazioni. Skuola.net come sempre è al vostro fianco per risolvere i problemi quotidiani dello studente, dai compiti alla difesa dei diritti: cercheremo di capire insieme la strada per migliorare la scuola.

MANIFESTARE E' UN DIRITTO - Esprimere pubblicamente e pacificamente le proprie idee è un diritto costituzionale riconosciuto a tutti i cittadini. Quindi se nella scuola ci sono problemi, è un vostro diritto scendere in piazza per farli presenti e magari proporre delle soluzioni. Ma con serietà: se la manifestazione diventa la scusa per fare vacanza, automaticamente la protesta stessa perderà di valore. Consigliamo di partecipare solo dopo aver compreso le vere motivazioni e soprattutto se si condividono.

OCCUPARE NON LO E'- L'occupazione, al contrario, è un reato. Si tratta di "Interruzione di Pubblico Servizio", ed è abbastanza grave perché impedisce agli studenti di usufruire di un servizio che invece spetta di diritto. Si passa automaticamente dalla parte del torto. Senza contare che spesso l'occupazione danneggia gli stessi studenti.

PROBLEMI DELLA SCUOLA - In finale, i problemi gravi della scuola di oggi sono legati alla mancanza di fondi: il nostro paese sta risparmiando sulla scuola da anni (quindi sia destra che sinistra tanto per capirci). Così abbiamo meno professori del necessario, classi più numerose, meno ore di lezione, laboratori obsoleti, scuole che cadono a pezzi, qualità dell'insegnamento che si sta via via degradando e via dicendo. Così le scuole statali, che in teoria dovrebbero essere gratis fino all'età dell'obbligo, chiedono alle famiglie contributi per sopravvivere e garantire i servizi minimi. Contributi che in teoria sono volontari, ma che gli istituti in molti casi sono costretti a far passare come obbligatori (clicca qui per saperne di più).

OCCUPARE, NO GRAZIE - Di fronte a questi problemi, l'occupazione produce due effetti negativi. Il primo è quello di bloccare la didattica, quindi di ridurre la qualità della preparazione degli studenti tanto più si dura la protesta. Personalmente ho perso un mese di scuola causa occupazione quando frequentavo il quinto, e vi assicuro che non è stato bello affrontar l'esame con pezzi di programma non svolti! Il secondo è i famosi "esterni" in genere partecipano alle occupazioni solo per devastare: tanto i danni li pagano gli studenti "interni". Sì perché gli studenti della scuole occupate spesso tornano in classe in una struttura che sta peggio di prima.

DEMOCRAZIA A SCUOLA - La scuola italiana avrà tanti difetti, ma in Europa siamo i soli ad avere forme di rappresentanza studentesca così forte. Attraverso i nostri rappresentanti possiamo intervenire nelle decisioni che riguardano la classe e l'intera scuola. Grazie alle assemblee mensili, abbiamo poi la possibilità di dialogare con loro e far presenti i problemi reali. Il tutto all'interno delle ore di lezione, senza dover perdere tempo. Insomma, abbiamo in mano tutti gli strumenti per far valere i nostri diritti nella realtà scolastica nella quale viviamo. Usiamoli!

E tu cosa ne pensi dell'Occupazione? Dì la tua commentando l'articolo!

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