Parte la Nave della Legalità, Fedeli: "Voi siete la dimostrazione che le idee non muoiono"

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Il grande giorno è arrivato. Oggi 22 maggio dal porto di Civitavecchia salpa la Nave della Legalità. Un unico coro, un’unica voce per dire “no” a tutte le mafie e alla criminalità organizzata. Il 23 maggio prossimo 70.000 studentesse e studenti saranno protagonisti di #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa organizzata dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la commemorazione delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui hanno perso la vita, venticinque anni fa, i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini e le donne delle loro scorte. Lo scrive Skuola.net.

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La Nave della Legalità


Nel tragitto da Civitavecchia a Palermo oltre 1.000 ragazze e ragazzi incontrano le istituzioni e si confronteranno sull’educazione alla cittadinanza e sull’eredità di Falcone e Borsellino. La Nave salpa da Civitavecchia il 22 pomeriggio per approdare a Palermo la mattina del 23, dando ufficialmente il via alle celebrazioni. Sulla Nave saranno presenti il Presidente del Senato, Pietro Grasso, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, il Vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, il Professor Nando Dalla Chiesa.

Fedeli parla ai ragazzi


Durante la conferenza precedente la partenza della Nave, a Civitavecchia, la ministra Fedeli si è rivolta direttamente ai ragazzi presenti, che si imbarcano oggi verso Palermo. “Il gesto che fate è molto importante" ha dichiarato Valeria Fedeli, secondo la quale questi studenti, 25 anni dopo, sono la testimonianza che la mobilitazione contro la mafia non si è fermata e che il ricordo di Falcone e Borsellino è ancora vivo. “La mafia uccide i corpi e non le idee, e voi siete la dimostrazione che le idee di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino non muoiono” ha detto rivolgendosi ai più giovani. “Buon viaggio e spero che siate felici. Quando tornerete nelle vostre città e le vostre scuole avrete uno sguardo e una forza diversi, perché avrete visto ciò che avete studiato. – ha concluso la ministra - La memoria è anche questo”.

Le celebrazioni a Palermo


Ad aprire la giornata di commemorazione sarà l’arrivo della Nave della Legalità al porto di Palermo. La Nave sarà accolta da centinaia di ragazze e ragazzi delle scuole siciliane, dalla Presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone, dalla Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi. Le commemorazioni proseguiranno con la cerimonia istituzionale presso l’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa nostra, dalle ore 10.00 fino alle ore 12.30. Nel pomeriggio si terranno i due tradizionali cortei contro le mafie che vedono protagoniste le scuole, ma sono aperti a tutta la città. Il primo partirà alle ore 15.30 da via D’Amelio. Il secondo si muoverà alle ore 16.00 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per il momento del Silenzio, alle ore 17.58, l’ora in cui è avvenuta la strage di Capaci. Per tutta la giornata circa 50 istituti scolastici di Palermo e provincia apriranno alla cittadinanza con concerti, dibattiti, proiezioni cinematografiche e performance teatrali sui temi della legalità.

Valeria Fedeli: "La legalità un bene comune"


In occasione della conferenza stampa #PalermoChiamaItalia lo scorso venerdì, un giornalista di Skuola.net ha raccolto alcune importanti dichiarazioni della ministra Valeria Fedeli, che ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa e del senso profondo della legalità tra i giovani. "Dobbiamo avere sempre una memoria attiva" precisa la ministra, "è importante aver ripristinato la Nave della legalità per far partecipare molte più studentesse e studenti all'iniziativa". Aggiunge "Mi piacerebbe far rivivere agli studenti il contesto del 92', anni in cui si attuava un contrasto alla mafia e una costante ricerca della verità". In chiusura dichiara "Bisogna dare strumenti per capire cosa significa vivere nella legalità e cosa vuol dire costruire una cittadinanza che possa favorire una convivenza democratica. Vivere nella legalità è insegnare a non guardare da un'altra parte".

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31 maggio 2017 ore 16:30

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