Studenti in piazza invadono l'Europa

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Si è svolta oggi, 17 novembre, la giornata internazionale per la mobilitazione studentesca: in tutti i Paesi sono stati organizzate manifestazioni in favore del diritto allo studio e, in Italia, i circa 50 cortei organizzati hanno visto gli studenti protestare contro i tagli messi in atto dalla riforma Gelmini e contro la progressiva privatizzazione della scuola pubblica.

MILANO - Gli organizzatori delle manifestazioni hanno dichiarato che la partecipazione ai cortei è stata ampia e le assenze nelle scuole hanno sfiorato il 70%, tuttavia ci sono stati anche momenti di tensione. A Milano la protesta degli studenti è stata infervorata anche dalla recente chiusura delle scuole civiche serali (l’ultima è stata quella di sabato scorso del liceo Gandhi) e in piazza Mercanti, un corteo non autorizzato si è scontrato con polizia e carabinieri: cassonetti ribaltati e quattro studenti portati in Questura per accertamenti.

ROMA - A Roma i manifestanti hanno protestato contro la “Repubblica delle banane” con iniziative particolari: presso la città universitaria della Sapienza l’Unione degli Studenti ha “fatto merenda”, la “bananata”, così l’hanno chiamata, mentre i ragazzi dell’Accademia nazionale di danza hanno improvvisato delle coreografie per chiedere al Ministro dell’Istruzione più fondi da destinare alla scuola. Ma un altro sit-in si è svolto anche sulla scalinata del Miur.

NELLE ALTRE CITTA’ - Occupazioni si sono verificate in molte altre città come, ad esempio, Torino, dove gli studenti si sono insediati nel Rettorato dell’Università o a Palermo dove ad essere occupata è stata la succursale del magistrale Regina Margherita dove, per tutto il giorno verranno realizzati spettacoli, concerti e dibattiti sull’attuale sistema d’istruzione. A Napoli invece palloncini carichi d’acqua sono stati lanciati contro il portone d’ingresso chiuso della sede della Provincia.

LA GELMINI NON SI PREOCCUPA - Il Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, non sembra essersi lasciata intimorire dalle proteste e ha commentato così i numerosi slogan contro le sue riforme: “I centri sociali non rappresentano gli studenti italiani” e ha aggiunto “Gli studenti italiani hanno capito che bisogna avere il coraggio di guardare al futuro, di cambiare la nostra scuola, di fare scelte coraggiose. Riproporre vecchi slogan, come se fossimo ancora negli anni ‘70 certamente non contribuisce a rendere la nostra scuola più moderna. I manifestanti, per lo più legati al mondo dei centri sociali, non rappresentano certo i milioni di ragazzi che studiano e si impegnano e che sperano di trovare nelle scuola un’istituzione che li prepari a un vero lavoro”.

Voi avete partecipato alle manifestazioni di oggi? Scrivetecelo lasciando un commento.

Cristina Montini

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