Nuova maturità, esami di Terza media, nodo docenti: ecco la scuola del ministro Fedeli

Marcello G.
Di Marcello G.

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Cambio della guardia a viale Trastevere. Dopo il passaggio di consegne degli scorsi giorni con il ministro uscente Stefania Giannini e i colloqui preparatori alla sua nuova sfida, Valeria Fedeli si appresta a prendere concretamente possesso del ministero dell’Istruzione. Un compito non facile il suo. La riforma su ‘La Buona Scuola’ è stato uno dei pilastri del governo Renzi. Difficile, quindi, che l’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni – evidentemente votato alla continuità col recente passato – mandi all’aria quanto è stato fatto sinora. Anche se sono ancora tante le cose da fare. Impossibile che si possa chiudere il cerchio entro il 15 gennaio, giorno in cui scadrà la delega per attuare i decreti legislativi (a meno che il Parlamento voglia dare una proroga). Di conseguenza, andranno fatte delle scelte.

I nodi del nuovo ministro dell’Istruzione


Insegnamento, strutture, innovazione, esami: sono questi i punti cardinali all’interno dei quali si dovrà muovere la Fedeli. Secondo le voci di corridoio che stanno trapelando in queste ore la selezione delle priorità probabilmente verrà fatta dallo stesso Ministro, seguendo il suo vissuto.

L’accordo con i docenti è la priorità


Non è un caso che la prima delle deleghe, tra quelle ancora in piedi, destinata a saltare sembra essere quella sul potenziamento degli organici con i contratti di apprendistato. Una sindacalista di ferro come la Fedeli non può tollerare che si assumano docenti sottopagati rispetto ai minimi contrattuali. L’idea, piuttosto, è quella di accelerare con maxi-concorso (sono ancora tante le selezioni da chiudere) e assegnazione delle cattedre; con l’obiettivo ultimo di avvicinare il più possibile a casa gli insegnanti oggi costretti a stare lontani dalla propria Regione.

Novità per l’esame di Terza media


Una delega di cui si parla da mesi è quella sulla riforma del sistema di valutazione. Tradotto: i cambiamenti negli esami di Terza media e in quelli di Maturità. Sembra confermata l’idea di cancellare il test Invalsi dalle prove d’esame di Terza, pur restando oggetto di valutazione ai fini dell’accesso all’esame stesso. I presidi dovrebbero assumere il ruolo di presidente di commissione, mentre i giudizi (per tutto il percorso, non solo all'esame) potrebbero essere sostituiti dalle lettere. La media del secondo quadrimestre della Terza media non sarà più valutata per decidere il voto finale. Modifiche che potrebbero essere operative già dal prossimo giugno 2018.

Cambi in vista anche per la Maturità


Così come dovrebbe presto esordire l’alternanza scuola-lavoro tra le ‘materie’ giudicate dalle commissioni in sede di Maturità. Si parla anche di togliere la terza prova e di dare un maggior peso al curriculum scolastico. Novità che, in questo caso, non vedranno probabilmente la luce prima dell’anno scolastico 2017-2018.

Pari opportunità al centro


Altra cosa che dovrebbe stare particolarmente a cuore al ministro dell’Istruzione appena incaricato è approvare in tempi brevi il decreto sulla disabilità, per favorire l’inserimento dei ragazzi con deficit fisici e intellettivi. Centrali la necessità di rimpolpare la schiera dei docenti di sostegno e l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole.

Una scrivania piena


E poi ci sono questioni come il Piano nazionale Scuola Digitale, la messa in sicurezza degli edifici scolastici, il potenziamento della stessa alternanza scuola-lavoro, i premi per il rendimento di docenti e università. Insomma, un bel carico di lavoro che attende il nuovo vertice del Miur.

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