Andiamo male in matematica? E' perché la odiamo

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

odiamo matematica

Un quindicenne su 4 viene definito “analfabeta” in matematica. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Ocse-Pisa “Low Performing Students, perché restano indietro e come aiutarli”, le performance degli studenti italiani hanno registrato un miglioramento dalle prime analisi del 2003, ma rimangono comunque tra le peggiori in Europa: non passa il test di livello 1 ben quasi il 25% (dati 2012). Dopo di noi solo Grecia e Portogallo. Ma qual è il problema? Skuola.net lo ha chiesto direttamente agli studenti attraverso una recente ricerca svolta per Casio Italia su 3200 adolescenti, di cui circa 2700 del liceo scientifico e circa 500 delle scuole medie in tutta Italia.

LA MATEMATICA? MEGLIO ALLE MEDIE - Ciò che emerge è che i ragazzi delle scuole medie si dichiarano ben contenti di risolvere i problemi proposti dai prof, mentre più si va avanti (e cambia il metodo) più si sviluppa una certa disaffezione verso i numeri. Innanzitutto, i ragazzi delle medie si sentono più bravi in matematica rispetto ai compagni più grandi: se potessero dare un voto alle loro capacità, si darebbero quasi 7 contro il 6 e mezzo dei liceali scientifici. In secondo luogo, la soddisfazione sul metodo d’insegnamento è nettamente superiore alle medie, valutato con un 7 pieno, mentre al liceo scientifico si ferma ad un tiratissimo 6+. Stando ai dati poi, dal primo anno al quinto delle superiori la situazione va inesorabilmente a peggiorare. Di pari passo con il passaggio dalla geometria allo studio delle funzioni. In pratica, schemi e astrazioni rischiano di far venire il mal di pancia, mentre se l’approccio è concreto la musica cambia.

LA MATEMATICA? CI PIACE PRATICA - Lo conferma il resto della ricerca. Nel passaggio dalle scuole medie al liceo i prof userebbero sempre di meno attività pratiche nell’insegnamento: è ben il 60% degli studenti del liceo scientifico a dire che questo non succede mai. Gli esempi tratti dalla vita quotidiana, secondo quanto riporta ben l’80% dei liceali, sono assenti, ad eccezione di qualche lezione sporadica. Alle medie, invece, l’approccio è più concreto. La sorpresa? Tra i ragazzi delle superiori il rapporto con i numeri migliora quando i docenti usano applicazioni pratiche e legate a problemi reali nella didattica della matematica.

UNA GENERAZIONE TECNOLOGICA - Senza contare che, per la generazione dei sempre connessi, gli strumenti tecnologici sono il pane quotidiano e il principale mezzo di conoscenza. E allora, se tra gli studenti della scuola media il 41% adopera sempre la calcolatrice in aula (anche durante i compiti in classe), la percentuale sale al 58% tra i liceali dello scientifico. Ma rimane una sacca di resistenza: è 1 su 5 a non usarla mai al liceo, ben 2 su 5 alle medie. Eppure, è proprio grazie alla calcolatrice che, secondo il 90% degli studenti delle superiori, le loro prestazioni migliorano. Per lo stesso motivo, il 92% vorrebbe poter portare la calcolatrice grafica agli esami di Stato, come già succede negli istituti degli altri paesi d'Europa. Tra i pochi contrari, 1 su 3 lo è perché non sarebbe capace di utilizzarla al meglio. Del resto, è ben 1 ragazzo su 2 a dire che i prof non hanno mai spiegato agli alunni come si usa la calcolatrice. Al contrario, quando i docenti illustrano il suo utilizzo, il rendimento e la soddisfazione dei ragazzi sale rispetto alla media.


Carla Ardizzone

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