Studenti in piazza: i prossimi appuntamenti

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Ampia la partecipazione degli studenti alle manifestazioni che venerdì scorso si sono svolte in più di 60 città italiane. Ma l’onda studentesca non si arresta: è appena stato definito il programma delle proteste che infiammeranno questo autunno 2009. Intanto, però, cosa ne pensano gli studenti di questi scioperi?

150 000 IN PIAZZA - Il 9 ottobre si calcola che siano scesi in piazza a protestare contro la Riforma Gelmini circa 150 mila studenti. Ed ecco, in pillole, i punti fondamentali su cui si è basata la contestazione: il ritiro dei tagli alla scuola, una legge quadro nazionale per il diritto allo studio, la copertura finanziaria dei corsi di recupero, il ritiro del progetto di legge Aprea e la modifica del riordino degli istituti superiori.

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RIBELLI SOTTO LA PIOGGIA - Ed ora alcuni esempi si come sono andate effettivamente le cose. Nonostante la pioggia che li inzuppava, a Milano, gli studenti hanno sfilato per le vie del capoluogo lombardo e provincia per protestare contro i tagli e il razzismo e sono riusciti ad appendere sulla facciata del Provveditorato agli studi il seguente striscione “Ci volete ignoranti, ci avrete ribelli” per sottolineare le ragioni della loro manifestazione: gli studenti non vogliono essere considerati fannulloni, ma hanno voglia di imparare seriamente e per questo desiderano una scuola che sia all’altezza delle loro potenzialità.

DA NORD A SUD, ONDE DI MANIFESTANTI - A Roma il corteo studentesco si è unito ai lavoratori della Fiom che protestavano per ottenere una maggiore democrazia nei luoghi di lavoro; e anche qui la partecipazione è stata notevole. A Benevento, come si legge sul sito dell’Uds, al fianco degli studenti c’è stata anche la partecipazione del segretario provinciale della CGIL Vincenzo Delli Veneri, che ha invitato ad una battaglia culturale per favorire l’ingresso pomeridiano di attività extrascolastiche, magari autogestite, come la musica. E comunque, in tutte le restanti città, il filo conduttore che ha unito tutti gli studenti d’Italia è stato quello di far sentire la propria voce, di gridare il proprio malcontento per riuscire ad essere ascoltati.

NUOVE MANIFESTAZIONI: COMING SOON - E dopo il successo di affluenza di venerdì scorso, sabato 10 è stato deciso il nuovo calendario delle proteste autunnali. 250 studenti, in rappresentanza di associazioni e collettivi studenteschi, si sono riuniti, presso la Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, per stabilire le date delle prossime manifestazioni, un programma che, comunque sia, è stato definito “aggiornabile in itinere” e, quindi, modificabile in base all’evolversi degli eventi.

ECCO LE DATE - Il prossimo corteo è già stato fissato per il 17 ottobre per puntare l’attenzione sul tema dell’interculturalità e sul problema del razzismo. Il 26 ottobre, invece, verrà aperto il referendum nazionale studentesco promosso dall’Uds e il 28 ottobre sarà la volta dell’Assedio al Governo, che consisterà nell’allestire tendopoli e piazze tematiche nei pressi delle Prefetture delle principali città italiane. Il 14 novembre, invece, l’agenda prevede la manifestazione nazionale indetta a Roma dalla CGIL dedicata al tema del rapporto tra carattere pubblico della formazione e democrazia. E ancora, il 17 novembre, sciopero generale studentesco (si parla di una mobilitazione internazionale o europea); infine, il 7/9 dicembre, a Copenaghen, si prevede un controvertice sull'ambiente.

ABBASSO GLI SCIOPERI - In un nostro articolo di qualche giorno fa, noi di Skuola.net vi avevamo invitato ad esprimere le vostre opinioni sull’utilità di queste manifestazioni; vi abbiamo chiesto se, secondo voi, queste proteste sono uno strumento efficace per far sentire le vostre idee e numerose sono state le vostre considerazioni. Innanzitutto abbiamo registrato un gran numero di ragazzi che hanno confessato di essere poco fiduciosi, se non addirittura contrari, verso questo tipo di proteste. Tra i vari commenti, infatti, vi segnaliamo questi “Per me è tutto inutile tanto mica stanno a sentire a noi studenti!”, oppure “Ma per favore! Credete che il governo vi stia ad ascoltare? È troppo impegnato a fare i suoi affari. Illudetevi, tanto non cambierà nulla”; e ancora “Io credo che sia tutto inutile visto che già l'anno scorso abbiamo perso un mese di scuola per protestare contro la riforma in atto. Ci abbiamo creduto e ci siamo attrezzati al massimo per diffondere il nostro urlo di protesta, ma è servito a ben poco”.

CHI CI CREDE ANCORA - Ma non tutti sono di questo parere. Tra chi sostiene che protestare sia comunque un mezzo valido per farsi sentire, c’è chi sottolinea la necessità di serietà e responsabilità innanzitutto da parte degli studenti che vi partecipano, come, ad esempio afferma GiuliAngy: “Noi studenti DOBBIAMO imparare che una manifestazione di questo tipo NON è per saltare un giorno di scuola così […], se le manifestazioni sono organizzate, mirate, utili, pubblicizzate bene, impostate, allora servono”. E poi c’è chi, in verità, non riesce a crederci fino in fondo, come Jessica “Io appoggio pienamente tutti coloro che vogliono scioperare, e se ce ne sarà modo lo farò anch'io, ma so già che sarà tutto inutile”. Queste sono le vostre voci.

Ora vi chiediamo di raccontarci cosa avete fatto venerdì 9 ottobre: avete manifestato o siete entrati a far lezione? E cosa ne pensate delle proteste in programma nei prossimi giorni? Scrivetecelo lasciando un commento.

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