Oggi studenti in piazza per un futuro meno precario

Cristina Montini
Di Cristina Montini

protesta precari

Dopo l'approvazione del ddl Gelmini sull'università gli studenti non si arrendono. Hanno preparato un'altra iniziativa per esprimere la loro ferma decisione a voler costruire un futuro migliore. Precari nello studio come nel lavoro, studenti e lavoratori della Fiom scederanno in piazza oggi 28 gennaio.

Riportiamo qui di seguito il comunicato stampa della Rete della Conoscenza:

Gli studenti della Rete della Conoscenza aderiscono allo sciopero di domani indetto dalla Fiom-Cgil. "La democrazia in questi ultimi mesi sta assumendo sempre più il valore di un optional" - dichiarano gli studenti della Rete, che sottolineano il legame tra mondo del lavoro e della formazione. "Il confronto è mancato nella scrittura del Ddl Gelmini come in quella dell'accordo per lo stabilimento di Mirafiori. L'unico modo per rispondere agli strappi, alle fughe in avanti, all'autoritarismo è stato rispondere con più forza di quella che si avesse in corpo e molti operai di Mirafiori hanno avuto la forza sovra umana di dire no al taglio dei diritti in cambio di lavoro."

"Il voto della fabbrica torinese - continuano - rappresenta uno spartiacque, perché torna a far parlare di sé una condizione sociale dimenticata, una condizione sociale definita da molti come superata e apparentemente slegata dal mondo dei giovani, dal progresso e dallo sviluppo. Invece, la condizione operaia non è per nulla distante da quella di noi studenti, entrambi viviamo la condizione di una precarietà generalizzata derivante dall'insicurezza e dalla continua ricattabilità." Gli studenti di scuole e università annunciano la loro presenza ai cortei regionali dei metalmeccanici che si terranno in tutta, da Milano a Termini Imerese passando per Torino, Cassino, Pomigliano D'Arco, Melfi, Bari, ecc.

"Domani saranno protagonisti i temi del lavoro, dei saperi e dei beni comuni che hanno attraversato in questi mesi la società italiana,conclude la Rete della Conoscenza. Vogliamo liberare questo paese da un sistema che l'ha portato a un passo del baratro e costruire dal basso un mondo diverso. Il nostro futuro dipende dal coraggio di scegliere l'alternativa, un modello di sviluppo che parta dalla democrazia, dai saperi e dai diritti."

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