Manifestazioni: attenzione ad assenze, rischio bocciatura

Cristina Montini
Di Cristina Montini

sciopero cobas e scuola

Si è appena conclusa una settimana calda: occupazioni di facoltà, blocco delle lezioni, manifestazioni studentesche. Intensa la partecipazione, ma fate attenzione, se superate i 50 giorni di assenze quest’anno si viene bocciati!

LIMITE DI 50 - Come già annunciato a settembre, vi ricordiamo che da quest’anno chi frequenta un istituto superiore (per le medie la norma è già in vigore da tempo) non può permettersi di fare più di 50 giorni di assenza, pena la bocciatura. Disposizione che aveva subito messo in allarme gli studenti che hanno prontamente iniziato a fare calcoli e a programmare le “piccole pause”, ma che oggi ci teniamo a ribadire per ricordarvi di tenerne conto mentre progettate la vostra partecipazione a scioperi e manifestazioni varie.

LE PROSSIME MANIFESTAZIONI - Si prevede, infatti, un autunno caldo, quindi occhio a non esagerare e a partecipare, se volete farvi sentire, solo a quelle manifestazioni che davvero considerate importanti. Quindi informatevi! Tra le prossime manifestazioni vi segnaliamo quella dei precari il 30 ottobre a Napoli, a cui gli studenti dell'UdS parteciperanno organizzando cortei e manifestazioni studentesche in molte città in tutta Italia, e quella dell’Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori) il 3 novembre a Roma davanti al Ministero dell’istruzione. Ma come annuncia in una nota il segretario della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo, “andremo avanti fino a Natale, intrecciando astensione dal lavoro e iniziative di lotta”, quindi fatevi 2 conti!
Se siete interessati, poi, vi segnaliamo il 17 novembre la Giornata internazionale di mobilitazione studentesca "che vedrà tutte le studentesse e gli studenti in tutto il mondo mobilitarsi per il sapere come bene comune".

Per ulteriori aggiornamenti seguite il nostro Speciale Manifestazioni 2010.

COME SI CALCOLANO I 50 GIORNI? - Il limite dei 50 giorni, in realtà, è alquanto indicativo, nel senso che è stato calcolato tenendo conto che per legge la durata minima del calendario scolastico deve essere di 200 giorni. Questo significa che i giorni di assenza potrebbero variare leggermente in quelle regioni che hanno un calendario scolastico un po’ più lungo come, ad esempio, succede in Puglia dove a fronte di un anno scolastico di 204 giorni, gli studenti non potranno superare i 51 giorni di assenza. La norma infatti parla di orario annuale (non più di ¼ di assenze).

WEEK END CONTRO I TAGLI - Ma, intanto, cosa è successo questo fine settimana? Sono state 100 mila le persone in piazza questo week end per partecipare alla manifestazione indetta dai Cobas e a cui sono intervenuti studenti e personale della scuola: di questi ultimi, però, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Istruzione, è stato solo il 3,1% ad aderire. I motivi della protesta sono i tagli all’orario scolastico, alle materie e ai posti di lavoro, così come scritto nei numerosi striscioni sventolati a Roma e in tutte le 14 città dove si è manifestato.

RESOCONTO DELLE MANIFESTAZIONI - A Torino la protesta è stata caratterizzata da un pupazzo con la scritta “Con tutti questi tagli finirete per tagliarci le gambe” e dall’iniziativa di un insegnante salito sul tetto dell’istituto tecnico commerciale Rosa Luxemburg. All’Aquila studenti e docenti precari hanno sottolineato la loro condizione aggravata dalla crisi post-sisma, mentre a Napoli si è arrivati a momenti di vera tensione tra manifestanti e forze dell’ordine che hanno portato alcuni poliziotti all’ospedale per lievi contusioni e un manifestante per la frattura del setto nasale. Numerosa la presenza di manifestanti a Palermo, Pisa, Bologna, Firenze, Bari, Genova, Venezia.

Chi di voi ha partecipato alle manifestazione della settimana scorsa? Lasciate il vostro commento.

Cristina Montini

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