Studenti in movimento verso il 18 ottobre

sciopero e manifestazione del 18 ottobre, il 15 protesta notturna al Ministero dell'Istruzione

Un ottobre pieno di fermento in questo primo periodo dell'anno scolastico. Dopo la mobilitazione nazionale dell'11 ottobre, che ha visto in piazza migliaia di studenti nelle principali città d'Italia, un nuovo moto di protesta proviene dalla scuola: il 18 ottobre ci sarà uno sciopero dell’intera giornata e una manifestazione nazionale a Roma, all’interno dello sciopero generale di tutto il lavoro dipendente indetto dal Cobas e dai sindacati. La protesta stavolta non coinvolge solo gli studenti, e saranno anche i prof e il personale scolastico a incrociare le braccia. Ma i ragazzi non rimangono con le mani in mano nell'attesa della prossima manifestazione: Link - Coordinamento Universitario ha organizzato la notte scorsa un blitz notturno al Ministero dell'Istruzione di Viale Trastevere, annunciando una giornata di mobilitazione nazionale in difesa dell'università pubblica e di solidarietà con l'università greca in difficoltà.

MANIFESTAZIONE E SCIOPERO NAZIONALI - Il prossimo 18 ottobre i manifestanti si incontreranno alle 10:00 a Piazza della Repubblica. Il corteo giungerà fino a S.Giovanni dove l'evento si concluderà con un concerto. La scuola partecipa alla mobilitazione con tutto il personale scolastico e i suoi studenti per dire no alle scelte politiche sulla scuola degli ultimi anni: "La distruttiva austerity, imposta all’Italia negli ultimi sei anni e che il governo Letta prosegue, può essere battuta solo da una grande rivolta popolare e da una mobilitazione di massa permanente" si legge sul sito del Cobas. Tra i motivi dello sciopero, c'è il precariato scolastico e gli investimenti nella scuola considerati insufficienti, la richiesta della restituzione degli scatti di anzianità e il sistema valutativo Invalsi. Ma saranno in prima fila anche le richieste degli studenti di una scuola pubblica sana che garantisca il diritto allo studio.

BLITZ AL MINISTERO: ATENE NON E' LONTANA - Aspettando la grande mobilitazione del 18 ottobre, gli studenti universitari aderenti a Link - Coordinamento Universitario hanno svolto un blitz notturno al Ministero dell'Istruzione a Viale Trastevere, che ha dato inizio ad una giornata di protesta per la difesa dell'università pubblica e di solidarietà per il recente collasso dell'università greca. Propri ad Atene ben 8 atenei hanno dovuto chiudere per mancanza di finanziamenti. Lo slogan "Atene non è lontana!" denuncia la crisi dell'università in Italia in seguito ai tagli subiti negli ultimi anni. Diana Armento, coordinatrice di Link Roma, dichiara: "Il Decreto sulla Programmazione del Miur firmato dal Ministro Carrozza dimostra che quello che è successo in Grecia non è troppo lontano da quello che rischia di accadere anche in Italia. A partire dal 2007 il totale dei corsi di laurea chiusi è del 27% e le politiche messe in campo dal Ministero fanno presagire che ancora altri verranno eliminati nei prossimi anni".

PROTESTE NELLE UNIVERSITA' - La mobilitazione annunciata da Link continuerà negli atenei per l'intera giornata di oggi, con "la chiusura simbolica delle sedi universitarie e l'interruzione delle lezioni per chiedere ai docenti e al resto della comunità accademica di aprire un confronto sul tema dei finanziamenti e dello stato dell'università". I ragazzi sono contrari alla politica di austerità europa che avrebbe portato alla deriva il sistema di istruzione universitario greco, e vogliono alzare la voce proprio oggi, data in cui la legge di stabilità viene presentata all'Europa: "La crisi non può essere la scusa con cui si taglia sull'istruzione e sulla ricerca. Chiediamo l'immediato rifinanziamento dell'università pubblica, così come del fondo statale per le borse di studio e l'attivazione immediata di politiche che incentivino il proseguimento degli studi dopo il diploma" - dichiara Alberto Campailla, portavoce nazionale di Link - " Non investire in istruzione in un momento di crisi è un atto suicida che non possiamo permetterci di continuare a tollerare, è in gioco il futuro del nostro Paese, oltre che di una parte consistente della nostra generazione".

E tu parteciperai alla protesta del 18 ottobre?

Carla Ardizzone

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