Studenti annunciano manifestazioni a sorpresa per oggi

Cristina Montini
Di Cristina Montini

manifestazioni studentesche

Per domani 22 dicembre gli studenti hanno promesso il caos a Roma e nelle altre città italiane: manifestazioni a sorpresa contro l'approvazione del ddl Gelmini sull'università. "Iniziative creative" per rispondere in modo pacifico al clima di tensione.

BLOCCHERANNO LE CITTÀ - "L'Unione degli Studenti domani 22 dicembre sarà in piazza non solo a Roma ma in tante altre città dove iniziative dislocate, cortei, presidi e flash mob itineranti, bloccheranno le strade e la viabilità, per interrogare i cittadini sulla “violenza parlamentare messa in campo da una maggioranza che sta in piedi grazie ad una “onorevole compravendita” e per denunciare l'immobilismo di un'opposizione, totalmente distaccata dalle istanze che provengono dai conflitti messi in campo dagli studenti negli ultimi 3 mesi", dichiara il Coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti Tito Russo.

Ecco le iniziative in programma per domani 22 dicembre:

TORINO – Scuole e università si riprendono il primo Parlamento dell'Unità d'Italia. Palazzo Campana ore 10,30.

GENOVA - Piazza San Lorenzo ore 15, corteo presidio-itinerante sui temi della crisi economica e sociale che sta interessando le fasce più deboli della popolazione. Azioni simboliche di sensibilizzazione contro la gestione del Governo in materia di lavoro, formazione e welfare.

MILANO – Presidio itinerante che parte da Piazza Duomo in mattinata con lettura collettiva di alcuni articoli fondamentali della Costituzione Italiana, si prosegue poi con altre azioni comunicative in città dal titolo “Siamo tutt* inDASPOnibili”.

ROMA – Corteo Piazzale Aldo Moro ore 9,30

NAPOLI – Corteo Piazza del Gesù ore 14. L'Unione degli Studenti Napoli, collettivi delle scuole e movimento universitario si daranno appuntamento per un corteo che interesserà le vie nevralgiche della città: temi della mobilitazione oltre al ritiro del ddl-Gelmini anche la rivendicazione di un welfare che garantisca mobilità sociale e accesso alle conoscenze alle fasce più deboli. Non mancheranno le proteste anche rispetto alla gestione del problema rifiuti da parte delle istitituzioni.

AVELLINO – Corteo Piazza D'armi ore 11,15. Dopo le prime due ore di autogestione, le scuole in mobilitazione permamente di Avellino e provincia – fa sapere il coordinamento provinciale dell'Unione degli Studenti – si ritroveranno in corteo che bloccherà le vie del centro storico. Temi di rivendicazione oltre al ritiro dei provvedimenti della Gelmini, si porteranno in piazza i risultati del Progettto AltraRiforma, costruzione dal basso di sperimentazioni su didattica alternativa e partecipazione al piano di offerta formativa.

SALERNO – Presidio sotto la Provincia ore 11,00 , per il ritiro del ddl-Gelmini sull'università e contro l'attuazione del riordino dei cicli scolastici che stanno portando ad avere classi sovraffollate in tutte le scuole della città già minate da problemi di edilizia. Gli studenti di Link – Coordinamento Universitario e Unione degli Studenti Salerno denunceranno pubblicamente la frase shock pronunciata all'indomani dei fatti del 14 dicembre dal Presidente della Provincia Cirielli (PdL) secono il quale “sui manifestanti si sarebbe dovuto sparare”.

CAMPOBASSO – Flash mob in città sui temi caldi dell'autunno: ritiro del ddl università, blocco dei comitati tecnico-scientifici, previsti nel riordino dei cicli, contro il finanziamento di 400.000 euro da parte della Giunta Regionale a istituti a fondazione privata.

BARI – “Tutti sui tetti delle scuole” durante la mattinata – presidio universitario in via Sparano ore 9,00. “Vogliamo animare la protesta con azioni eclatanti che possano mettere al centro dell'agenda politica le nostre proposte”. “Siamo a 3 mesi di lotte e sotto le festività natalizie il Governo approva il ddl sull'università, minando violentemente il nostro futuro”.

FOGGIA – Flash mob itinerante con partenza dall'università e striscioni calati dalle scuole, presidio presso l'Isola Pedonale ore 17,00. “Temi di rivendicazione: diritto allo studio per tutte e tutti, blocco dell'attuazione della riforma scolastica, per la ripubblicizzazione dei beni comuni” fanno sapere da Link e UdS di Foggia, unite nella Rete della Conoscenza.

PALERMO – Teatro Massimo ore 16,00 - Studenti medi, universitari e lavoratori in lotta si muoveranno per le vie del centro cercando di sensibilizzare la cittadinanza sui temi della protesta anti-Gelmini che ha interessato tutte le scuole della città. Si uniranno al corteo delegazioni di studenti della provincia attorno a Termini Imerese e Bagheria.

CATANIA – Cortei spontanei dalle scuole e flash mob anti-Gelmini in giro per la città.

COSENZA - “Voi approvate il ddl, noi blocchiamo le scuole, ci riprendiamo il futuro” con questo slogan l'Unione degli Studenti Cosenza lancia per domattina, in contemporanea con azioni previste all'ateneo Unical, il blocco totale della didattica in quasi tutte le scuole della città. La protesta si allarga anche a scuole del territorio provinciale a Rossano, Corigliano e Castrovillari.


20 dicembre

Nell’ultima manifestazione, quella di martedì scorso, tutti hanno visto i black bloc. Ma qualcuno ha guardato anche gli studenti? Loro c’erano, erano in tanti e chiedevano di essere ascoltati, chiedevano alla Gelmini di fare un passo indietro, eppure di colpo l’attenzione è andata alle auto incendiate a Trastevere e alla Polizia che si scontrava con ragazzi incappucciati a via del Corso. Gli studenti da oggi tornano in piazza e vogliono raggiungere il loro obbiettivo; con la determinazione di chi vuole costruire il proprio futuro e l’educazione di chi sa che la violenza genera solo altra violenza, tra oggi e mercoledì si mobiliteranno in cortei, flash mob e altre proteste per chiedere, pacificamente ma fermamente, al Ministro dell’Istruzione di bloccare il ddl sull’università e ripensare i provvedimenti già approvati.

ITER DELLA RIFORMA - Torna al Senato oggi il disegno di legge Gelmini sull’università. Verranno discussi gli ultimi emendamenti e mercoledì 22 la riforma verrà sottoposta alla votazione finale. Nonostante le numerose proteste di studenti universitari e medi, il ddl Gelmini finora ha proseguito il suo iter ed è giunto alla fase finale e l’unico episodio che sembra aver catturato l’attenzione degli esponenti politici è la violenza di un gruppo di “black bloc” che ha creato disagi e ingenti danni a Roma.

GASPARRI: ARRESTI PREVENTIVI - E come conseguenza di ciò, in vista delle manifestazioni che si svolgeranno da oggi a mercoledì, Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, ha proposto l’arresto preventivo dei possibili capi dei gruppi violenti e poi ha lanciato un appello alle famiglie: “genitori, dite ai vostri figli di stare a casa”. Ovviamente l’uscita di Gasparri ha accesso la polemica. Il Pd l’ha definita una proposta irresponsabile: “A fronte di un malessere sociale che necessiterebbe risposte politiche, la destra sa offrire assurde ricette poliziesche”. E mentre Vendola l’ha definita una misura fascista, Maroni ha suggerito, piuttosto, di trattare gli studenti come gli ultrà inserendo nel dl sicurezza il daspo, cioè il divieto di accesso alle manifestazioni sportive anche per gli eventi di piazza e i cortei.

CONTINUANO LE PROTESTE - Ma per gli studenti del Mamiani di Roma la polemica è eccessiva e hanno consegnato degli occhiali di cartone ai giornalisti: “In troppi hanno visto black bloc che non c’erano”, chiedendo quindi che l’attenzione torni sull’istruzione. Intanto la Rete degli Studenti riferisce che gli studenti medi proseguiranno la protesta almeno fino a mercoledì con iniziative territoriali in tutte le città, con “mobilitazioni simboliche e creative per rilanciare la protesta con pratiche diverse da quelle della violenza” e il 22 saranno al fianco degli universitari.

NELLE UNIVERSITÀ - Negli atenei ci si sta organizzando. Oggi pomeriggio alla Sapienza si terrà un’assemblea per definire le modalità della protesta del 22. E Luca di Uniriot risponde così alle polemiche sulla violenza dei cortei e alle discutibili misure di sicurezza proposte: “C'era tanta rabbia ed esasperazione e forse invece di condannare o fare dietrologie ci si dovrebbe interrogare sui motivi di quello che e' successo. Un servizio d'ordine per garantire la pacificità del corteo? Martedì scorso neanche quello della Fiom avrebbe fermato gli scontri: quando hai centinaia di persone che partono alla carica e migliaia dietro di loro che le applaudono, non c'è servizio d'ordine che tenga”.

GELMINI: RAGAZZI NON FATEVI STRUMENTALIZZARE DAI CENTRI SOCIALI - Dal canto suo la Gelmini invita tutti ad abbassare i toni e in comunicato stampa dichiara: "Rivolgo a tutti un invito ad abbassare i toni ed a recuperare senso di responsabilità e misura. In queste ore siamo impegnati sui contenuti, sulle proposte per dare un futuro all’università italiana. Chiedo quindi a tutti un confronto propositivo sul merito della riforma. Chiedo ai ragazzi di non farsi strumentalizzare dai centri sociali e da chi difende la conservazione e di ragionare con la propria testa, non in modo ideologico.
La riforma colpisce gli sprechi, le baronie e i privilegi e afferma il valore della valutazione. Mi auguro che la sua approvazione avvenga in un clima diverso da quello violento degli ultimi giorni.
Confermo la mia disponibilità al confronto con gli studenti, con i professori e con tutto il mondo accademico anche in fase di stesura dei decreti attuativi, che possono essere occasione per affinare ulteriormente i contenuti della riforma"
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SCIOPERO DELLA FAME - Con un comunicato stampa la Rete della Conoscenza ha dichiarato di sostenere gli studenti di Scienze orientali di Roma che hanno intrapreso uno sciopero della fame iniziato lo scorso 16 dicembre e che si protrarrà fino all'approvazione del ddl Gelmini al Senato prevista per mercoledì prossimo. E rivolgono un invito: "Invitiamo la società civile, il mondo della cultura e dell'informazione a rispondere all'appello degli studenti di scienze orientali e sostenere la loro battaglia che come scrivono nel loro appello “è la più radicale forma di protesta perché non si riversa all'esterno, ma passa sui nostri corpi”. Anche così potrà essere forte e decisa la risposta a quanti, come il senatore Gasparri, intendono trattare le proteste giovanili di questi giorni come un problema di ordine pubblico, evocando misure incostituzionali degne dei peggiori regimi dittatoriali dove il dissenso viene messo a tacere con l'uso della forza. Da parte degli studenti la risposta a tali provocazioni deve essere ferma e continueremo a far sentire la nostra voce perchè il malessere che vive un'intera generazione possa ricevere risposte concrete".

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