Scuola occupata, lettera degli studenti

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

lettera aperta di un gruppo di studenti di una scuola occupata

Vi pubblichiamo di seguito una lettera aperta che ci ha inviato un gruppo di studenti di una scuola superiore di Piazzola sul Brenta che ha lo scopo di far riflettere sui motivi che hanno spinto i ragazzi ad occupare la loro scuola.

Piazzola sul Brenta, 22/11/2012

Nei giorni di Venerdì 16/11, Sabato 17/11, giovedì 22/11 e venerdì 23/11 gli studenti dell'Istituto Rolando da Piazzola hanno attuato, per la prima volta nella storia dell'Istituto, una forma di protesta molto forte qual è l'occupazione di un luogo pubblico.

Quando abbiamo deciso di dare vita a questa forma di protesta, era unanime, sia da parte degli studenti, che da parte di genitori e docenti la volontà di lottare per la scuola, non contro la scuola, come è avvenuto in altri istituti limitrofi al nostro, nei quali la protesta è stata purtroppo macchiata da atti di vandalismo contro quelle stesse strutture che dovrebbero formare il nostro stesso futuro. A nostro parere una manifestazione di questo calibro deve essere svolta nel modo più corretto possibile perché riusciamo a dimostrare realmente le nostre potenzialità, il nostro valore e la nostra maturità. La nostra idea è quella di far coincidere la legalità, com'è il diritto alla parola ed espressione, con un atto illegale (da un punto di vista puramente giuridico) come è ritenuta l'occupazione di un luogo pubblico, che esiste grazie alle tasse dei nostri genitori.

Questa scuola, in questo preciso momento della sua storia, è lo spazio privilegiato in cui si dimostra il vero valore di noi ragazzi, di tutti noi che rappresentiamo il futuro dell'Italia. E per raggiungere questo punto non ci avvaliamo solamente delle forze di noi studenti, ma anche del consenso dei nostri genitori e dei nostri docenti. Anche se non hanno potuto partecipare in maniera attiva a questa protesta, ci sono sempre stati vicini e ci hanno sempre appoggiato, perché è solo con l'unione di più parti che si riescono ad ottenere i risultati migliori.

Ciò che ci spinge a manifestare tutti assieme in questo modo il nostro dissenso non sono tanto i soliti dati riguardanti la politica di austerity e di tagli, ma crediamo fermamente che i veri principi siano l'informazione e la sensibilizzazione dei ragazzi. È solo rendendoci consapevoli di ciò che ci sta attorno che riusciamo a comprendere e progettare un Futuro, un Futuro migliore che, al momento non ci sentiamo garantito da nessuno, nemmeno da quelle autorità che ci dovrebbero tutelare. In questo momento noi studenti italiani ci sentiamo in “stallo”, senza possibilità di “manovra”, in un equilibrio labile perché non sostenuti e sempre meno accompagnati nel nostro cammino di formazione.

Sono questi i veri principi che muovono noi ragazzi del Rolando, e sono condivisi dagli studenti di tutta Italia. Ciò che muta è come questi ideali vengono messi in atto. Ci discostiamo quindi da ogni forma di protesta violenta: è solo un danno a noi stessi.

Ci rammarica anche il fatto che i quotidiani e i mass media abbiano strumentalizzato e distorto le modalità con cui si è attuata questa protesta: riteniamo che si debbano dedicare più parole ad elogiare il lavoro consapevole e costante degli studenti più meritevoli e pacifici che non enfatizzare le azioni violente di pochi. È solo attraverso un'adeguata esposizione mediatica che riusciremo a far sentire la nostra voce, ad urlare i nostri ideali, a cambiare qualcosa; dopotutto siamo o non siamo noi il futuro di questo splendido Paese?

E voi cosa ne pensate?

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