300.000 in piazza contro Gelmini. Servirà a cambiare?

Sono stati almeno 300 mila gli studenti e i precari scesi in piazza nel corso della protesta per richiamare l'attenzione del mondo politico e dell'opinione pubblica sui problemi della scuola italiana. Circa 90 cortei in tutta Italia hanno sfilato, con momenti di tensione solo a Milano per via di un corteo non autorizzato. Quindi nel complesso una giornata pacifica, come è giusto che sia visto che si tratta di una manifestazione democratica.

TUTTI CONTRO GELMINI - Tuttavia fin da subito si è capito chi era il colpevole numero uno indicato dagli studenti come la causa della grave situazione della scuola italiana: il Ministro Gelmini. Già alle 6.30 del 10 ottobre, un manipolo di studenti si è presentato di fronte al Ministero dell'Istruzione per ricordare al Ministro che gli studenti avrebbero manifestato. Ed e' stata proprio lei la protagonista indiscussa degli slogan e degli striscioni della capitale. Il suo volto è finito persino su adesivi all'interno del simbolo di divieto. "Quod non fecerunt barbari fecit Gelmini","Gelminetor il ministro della distruzione", "Pdl Gelmini morte dell'università pubblica". Questi alcune delle scritte comparse in viale Trastevere. In un cartello il ministro è stato raffigurato di spalle con una pala in mano mentre seppellisce l'università La Sapienza con tanto di lapide.

PER LA GELMINI "VECCHI SLOGAN", C'È BISOGNO DI RIFORME- Contrariata il Ministro Maria Stella Gelmini che definisce le proteste "vecchi slogan di chi vuole mantenere lo status quo". "Bisogna avere il coraggio di cambiare - aggiunge - , è indispensabile proseguire sulla strada delle riforme: dobbiamo puntare a una scuola di qualità, più legata al mondo del lavoro e più internazionale. Per ottenere questi obiettivi stiamo rivedendo completamente i meccanismi di inefficienza che hanno indebolito la scuola italiana in passato. Un lavoro e un percorso difficile, ma indispensabile. È necessario lo sforzo di tutti coloro che hanno a cuore la scuola". Ma in disaccordo anche con il fatto che gli studenti si siano affiancati allo sciopero proclamato da Cgil e Unicobas, ha affermato che tale mobilitazione è stata promossa da chi "è aprioristicamente contro qualsiasi tipo di cambiamento e crede di usare la scuola come luogo di indottrinamento politico della sinistra".

SUPERIORI E UNIVERSITÀ- Ad ogni modo hanno partecipato sia gli studenti delle superiori e anche quelli universitari, grazie a una collaborazione tra Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario. In prima linea la richiesta di edifici scolastici sicuri, cioè il rispetto delle norme sulla sicurezza e che tutti gli istituti siano dotati di palestre, laboratori e aule idonee allo svolgimento della didattica. Ricordiamo che circa la metà degli edifici scolastici non rispettano le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Non meno importante la proposta di una legge che permetta di garantire il diritto allo studio predisponendo agevolazioni, borse di studio e comodato d’uso sui libri scolastici. Tutto questo presuppone che le risorse economiche per scuola e università siano portate a livello europeo.

NON E' SOLO COLPA DELLA GELMINI - Sicuramente la scuola italiana si trova in un momento di grave e grande difficoltà. Skuola.net ha evidenziato alcuni dei problemi principali . Tuttavia è giusto ricordare che la colpa non è solo ed esclusivamente della Gelmini: i tagli di spesa che hanno prodotto una riduzione degli insegnanti, delle ore di lezione e un aumento degli alunni per classe sono in realtà originati da una scelta ben precisa da parte del Governo intero. Ma non è un problema di colore politico, è da 10 anni infatti che si riducono i finanziamenti alla scuola. Ora il problema non è di chi è la colpa, ma è come risolvere la crisi!

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