Intervista a Stefano Vitale

Cristina Montini
Di Cristina Montini


Intervistiamo per voi Stefano Vitale, dell'Unione degli Studenti, per saperne di più sulle manifestazioni studentesche del 9 ottobre e sui prossimi appuntamenti.

Ciao Stefano, venerdì 9 ottobre si sono svolti in tutta Italia una sessantina di cortei studenteschi. Noi di Skuola.net in settimana ne abbiamo già parlato, ma puoi farci comunque una breve sintesi dei punti fondamentali su cui si basa la vostra protesta e quali sono le vostre proposte?
Ci battiamo contro i tagli alla scuola e università (quasi 8 mld di euro in 3 anni!). Chiediamo una legge nazionale sul diritto allo studio. Il diritto allo studio è tutto: libri, trasporti, mense e tutto ciò che permette di accedere alla cultura, quindi anche cinema, musei, acquisto di cd, ecc. Questa materia è di competenza delle regioni che in molti casi investono poco e hanno leggi molto vecchie. In ogni regione chiediamo delle leggi e dei finanziamenti adeguati e chiediamo a livello nazionale una legge quadro che fissi dei livelli minimi di investimento per le regioni.

Chiediamo una didattica nuova nei metodi di insegnamento e nei contenuti: andare a scuola spesso non è divertente per noi studenti, molto potrebbe cambiare se fossimo realmente coinvolti nelle lezioni, se si usassero metodi diversi oltre alle lezione frontale (lezione frontale =docente spiega e studenti ascoltano), se si utilizzassero anche gli strumenti tecnologici, se si utilizzassero veramente le visite culturali e i viaggi di istruzione come momenti formativi, ecc.; per questo chiediamo che in ogni scuola venga istituita una commissione composta per metà dai professori e per metà dagli studenti per discutere di tutto questo.
Inoltre, siamo contro il progetto di legge Aprea, che mira a privatizzare la scuola, trasformando il consiglio di istituto in consiglio di amministrazione e non garantendo in quest'organo la presenza degli studenti.
Tutti i motivi della protesta su Unione degli studenti

Si è parlato della presenza di circa 150 mila studenti scesi nelle piazze italiane venerdì scorso (anche se per la questura sarebbero molti di meno); siete soddisfatti di questa affluenza? È quello che vi aspettavate?
Non ci aspettavamo una così alta partecipazione. Dopo le grandi mobilitazioni dello scorso anno, abbiamo dovuto scontrarci con la delusione di molti studenti che ritengono ormai inutile manifestare data la sordità del governo alle nostre richieste. Tuttavia, è stato un esperimento riuscito. Siamo molto soddisfatti e i numeri ci dicono che l'autunno vedrà un grande protagonismo degli studenti.

Il numero di 150.000 studenti è assolutamente realistico: corrisponde ad una media di circa 2000 studenti in ogni corteo, e chi è stato a Roma, Napoli, Bari, Milano, Genova, Catania, ecc sa bene che erano di gran lunga molti di più. Dopo aver partecipato alla manifestazione il 3 ottobre sulla libertà di stampa, sarebbe stato del tutto incoerente “gonfiare” i numeri della partecipazione, perciò ci siamo attenuti ad un dato del tutto corrispondente alla realtà.

Per quanto riguarda gli studenti che, comunque sia, non hanno aderito alla manifestazione, quale pensi che sia stato il motivo della loro astensione? Secondo te sono d’accordo con l’attuale riforma del sistema scolastico? Oppure semplicemente non credono che manifestare sia uno strumento efficace e adeguato per cambiare l’attuale stato delle cose?
Di sicuro in molti casi non siamo riusciti a far sapere delle manifestazioni o a spiegare bene le motivazioni che ci hanno spinto a organizzarle. Sono sicuro che la gran parte degli studenti condivide le nostre proposte e, in ogni caso, le sottoporremo ad un referendum studentesco dalla prossima settimana. Con tale consultazione, che ci auguriamo coinvolga oltre 100.000 studenti, ogni studente, potrà dirci come la pensa e quale è la sua idea di scuola.
Di sicuro ci scontriamo con una delusione di cui dicevo sopra, ma non per questo bisogna smettere di far sentire la propria voce. I cortei sono solo uno strumento cui devono essere affiancati molti altri, come i momenti di discussione nelle scuole, le assemblee, i momenti di didattica alternativa, ecc. Solo formandoci, come studenti una nostra coscienza critica e continuando a lottare per le nostre idee possiamo aspirare al cambiamento.

Sul vostro sito www.unionedeglistudenti.it avete chiesto ai ragazzi di inviarvi un racconto sull’esperienza fatta venerdì. Ce ne puoi accennare qualcuno che è stato particolarmente interessante o che ti ha colpito di più?
Sono tanti i acconti ricevuti, soprattutto emerge il desiderio di poter contare nella società, l'esigenza di poter dire la propria. Uno studente ci ha scritto che questa giornata ha contribuito a rendere un diritto e non un privilegio l'urlare il proprio dissenso. Non mancano, però, i racconti e le segnalazioni di tanti studenti che ancora si sono visti negare il diritto alla libertà di espressione, da parte di presidi e professori che minacciano sospensioni e voti in condotta contro le manifestazioni.

Qual è stato il riscontro che avete avuto finora dalle Istituzione e cosa vi aspettate nel lungo periodo?
Non abbiamo avuto alcun riscontro. Ci auguriamo che le nostre proposte possano essere prese seriamente in considerazione, altrimenti continueremo a mobilitarci, anche in primavera se necessario.

Continuerete a far sentire la vostra voce con altre manifestazioni? Avete già dei programmi in tal senso?
Il 10 ottobre l'uds ha promosso un'assemblea a cui hanno partecipato oltre 1250 studenti da tutta Italia sia delle scuole che dell'Università. Abbiamo lanciato delle date di mobilitazione calendarizzate dai prossimi giorni fino a dicembre. Eccole:

> 17 Ottobre: manifestazione nazionale antirazzista: Partecipazione con una piattaforma autonoma legata ai temi del rapporto tra saperi e interculturalità.
> 26 ottobre/5 novembre: Referendum nazionale studentesco promosso dall'Unione degli Studenti
> 28 Ottobre: Assedio al Governo. Una serata di assedio alle Prefetture con tendopoli e piazze tematiche per tutta la notte nelle principali città italiane.
> 14 Novembre: Manifestazione nazionale indetta a Roma dalla CGIL. Partecipazione con una piattaforma autonoma legata ai temi del rapporto tra carattere pubblico della formazione e democrazia.
> 17 Novembre: Mobilitazione nazionale studentesca scuola e università: si perseguirà l'obiettivo di una data internazionale e in particolare europea di mobilitazione dei soggetti in formazione. In Italia la mobilitazione si articolerà sui territori con cortei e azioni.
> 7/9 dicembre: Copenaghen controvertice sull'ambiente.

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