Orientamento: il liceo? Ancora una roba per ricchi

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di liceo roba per ricchi secondo rapporto AlmaDiploma 2015
Fonte foto Freepik

Ma quale orientamento, la scuola superiore è già decisa dal conto in banca di mamma e papà. È quanto emerge dal'ultimo rapporto AlmaDiploma sul profilo dei diplomati 2015 presentato il 16 dicembre in occasione del XIII Convegno nazionale "(Mi) Valuto (Mi) Oriento. La cultura della valutazione per la cultura dell'orientamento nell'istruzione secondaria”. Il quadro è abbastanza sconfortante: non solo il 46% di chi ha fatto la maturità la scorsa estate si dichiara pentito del percorso di studi intrapreso, ma la scelta di questo è ancora fortemente condizionata. Ma da chi? Dai prof? Dai corsi di orientamento fatti in terza media? Macché, da mamma e papà. Anzi, dal loro 730. Già, perché a scegliere il liceo risultano essere soprattutto i figli dei laureati con un'alta estrazione sociale.

SCEGLIERE LA SCUOLA SUPERIORE: L'ORIENTAMENTO NON SERVE

- Insomma, la scelta delle scuole superiori sembra avere davvero poco a che fare con passioni e attitudini. Stando ai dati presentati da AlmaDiploma, il 38% dei diplomati liceali afferma di avere genitori con una laurea, percentuale che cala drasticamente tra i diplomati tecnici (12%) e professionali (8%). E tra chi proviene da una classe sociale medio bassa, sembrano molto pochi quelli che in terza media hanno scelto di andare al liceo 5 anni or sono. Il contrario invece avviene tra i ragazzi di estrazione sociale più alta: sono proprio loro in maggior misura a essersi diplomati nel 2015 dopo un percorso di studi liceale.


Non pentirti della scelta delle scuole superiori, guarda il video!

IL FALLIMENTO DELL'ORIENTAMENTO: TROPPI PENTITI - Una scelta segnata tanto dal destino, e molto poco dai corsi di orientamento scolastici portati avanti dalle scuole, insomma. E con quali conseguenze? Il 46% dei diplomati 2015 racconta di essere pentito della scelta fatta in terza media. Numero rimasto tale e quale a quello dell'anno scorso, quando lo il rapporto AlmaDiploma 2014 ci raccontava le stesse identiche percentuali di pentiti. Percentuale che per il 2015 si compongono di un 12% di ragazzi che, se potesse tornare indietro, farebbe lo stesso percorso di studi intrapreso, ma in un'altra scuola, di un 8% che invece frequenterebbe un corso diverso ma restando tra le mura dell'istituto in cui ha fatto la maturità e di un altro 27% che invece cambierebbe tutto, corso e scuola.

PIÙ PENTITI AI PROFESSIONALI - Il più alto numero di pentiti si trova tra chi è appena uscito da un istituto professionale. Tra di loro a voler cambiare tutto (corso e scuola) se potesse fare un tuffo nel passato, è 1 diplomato su 2. Dopo di loro ci sono i ragazzi dei tecnici con il 48% di pentiti e in ultimi i liceali al 45%.

CAMBIEREI TUTTO PERCHÈ... - Ma in generale, cos'è che spinge i diplomati a voler cambiare tutto? Stando a quanto riportato AlmaDiploma, il 43% lo farebbe principalmente per studiare materie diverse, il 21% per compiere studi che preparino meglio al mondo del lavoro, il 14% per compiere studi più adatti in vista dei successivi studi universitari.

CHE NE SARÀ DI NOI? - Fatto sta che diversi ragazzi continuano a capirci poco se si fanno loro domande sul futuro, tanto che il 14% dice di essere ancora indeciso, poco prima di prendere il diploma di maturità, se continuare gli studi o andare a lavorare. Una quota di incerti particolarmente alta negli istituti tecnici (23%) e professionali (20%).

Serena Rosticci

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