Libri digitali, aspetteremo ancora due anni

con un emendamento al dl Sviluppo, il Governo frena la digitalizzazione della scuola

Nuovo rinvio per la rivoluzione digitale della scuola. Nonostante da quest’anno fosse obbligatorio adottare libri in formato digitale o misto, non tutte le classi sono riuscite a farlo. Proprio in queste ore una nuova doccia fredda per gli studenti geek e nativi digitali: i libri elettronici saranno obbligatori per le nuove adozioni solo a partire dall'anno scolastico 2014/2015. Quindi si andrà a regime solo nel 2016.

EBOOK, UN MIRAGGIO - L'era digitale doveva iniziare già quest'anno, secondo i piani del governo Berlusconi delineati nella legge 133 del 2008. Il Governo attuale aveva dapprima provato a rispettare questi piani, attraverso la circolare ministeriale n.18 del 2012, per poi prendere atto delle numerose difficoltà. Così ad Ottobre, nel decreto Sviluppo in discussione ora al Senato, ha proposto il rinvio al prossimo anno scolastico. Dopo la discussione in aula, si è arrivati a un compromesso: tutte le nuove adozioni dal 2014/2015 dovranno contemplare libri digitali o in forma mista. Partiranno quindi la prima e la quarta elementare, la prima media, il primo e il terzo superiore. Per vedere la completa "eBokizzazione" dei nostri studenti, dovremmo quindi attendere il 2016/2017.

LA FATICA DELLA SCUOLA - Ma perché la scuola italiana fatica così tanto a diventare più tecnologica? Come avevamo già detto in una nostra inchiesta, la natura del ritardo della rivoluzione digitale della scuola potrebbe essere ricercata nella diffidenza di insegnanti, famiglie e studenti di fronte alle tante limitazioni di eBook e libri misti. Una recente indagine di Skuola.net ha rilevato che gli eBook, lì dove disponibili, hanno un prezzo in media inferiore del 15% rispetto ai testi cartacei, generando un risparmio poco significativo per le famiglie a fronte anche del costo di acquisto di un tablet per consultarli.

UN EBOOK NON E' PER SEMPRE - Gli eBook soffrono di numerose limitazioni. Per esempio quando si acquistano si ha diritto ad licenza a consultarne contenuto per un periodo limitato di tempo che, solitamente, si aggira intorno ai due anni. Inoltre spesso si può stampare solo una piccola percentuale e non è possibile effettuare l’opzione del copia incolla che, invece, potrebbe essere molto utile ai ragazzi ai fini del loro studio.

LIBRI MISTI, UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE - Per non parlare poi dei libri misti. Si tratta di una versione particolare dei libri di testo che si compone di un parte digitale e di una cartacea. Insomma, sembrerebbe un’ottima idea per ampliare i contenuti di un manuale scolastico in maniera multimediale, se non fosse per un piccolo particolare. Per accedere ai contenuti digitali dell’opera, bisogna prima acquistare il cartaceo e questo equivale a zero risparmio per le famiglie e ad un peso in più nello zaino degli studenti.

IL RIFIUTO DEGLI STUDENTI… - Ma questi non solo i soli aspetti che hanno contribuito a generare la diffidenza del mondo della scuola. Infatti, da un sondaggio di Skuola.net sono emersi anche altri motivi per i quali gli studenti preferiscono ancora studiare sul cartaceo. In primis, c’è la paura dei ragazzi di stancare troppo la vista studiando sui tablet ed il fatto che un testo cartaceo, secondo loro, permetterebbe di prendere appunti e annotazioni meglio di un’apparecchiatura digitale.

Preferisci studiare sui libri digitale o sui più tradizionali cartacei? Rispondi al nostro sondaggio

… E DEGLI INSEGNANTI - Non sono solo i ragazzi ad esprimere il loro rifiuto verso l’innovazione tecnologica applicata al mondo della scuola. Anche gli insegnanti, al riguardo, hanno le idee molto chiare, come racconta un maestro elementare attraverso una lettera aperta al Sottosegretario all’Istruzione, Marco Rossi Doria: “I bambini sono sottomessi, fin dalla più tenera età, ad un bombardamento tecnologico senza precedenti e si moltiplicano le ore che, anche da molto piccoli, passano davanti a schermi di ogni misura. La scuola, in questo contesto, deve affrontare con intelligenza e sensibilità la questione, rifiutando di appiattirsi sul presente e seguire l'onda. L'illusione che, di fronte a bambini sempre meno capaci di attenzione prolungata, li si possa conquistare lusingandoli con gli strumenti che a loro piacciono è assurda e controproducente. Faccio una proposta e un appello: liberiamo bambine e bambini, dai 3 agli 8 anni, dalla presenza di schermi e computer, almeno nella scuola. Fermiamoci finché siamo in tempo”.

E tu preferisci studiare su libri digitali o cartacei?

Serena Rosticci

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