Legge sul cyberbullismo, ecco cosa cambierà nella tua scuola

redazione
Di redazione

Legge sul cyberbullismo, ecco cosa cambierà nella tua scuola

Anche il nostro Paese ha finalmente una legge che ruota attorno all’uso consapevole della rete e dei social, e che prende una posizione forte contro il cyberbullismo. Non molto tempo fa, quasi la metà degli studenti confessavano a Skuola.net di esser preoccupati per l’escalation di questo fenomeno. Pochi giorni fa il Parlamento, non senza difficoltà, ha risposto a questa esigenza approvando un testo al quale potranno fare riferimento tutte le vittime della prepotenza e della violenza online, purtroppo in crescita tra i giovani. Peraltro Skuola.net fin dall’inizio del percorso di questa legge, ha sostenuto apertamente l’iniziativa aggiornandovi passo dopo passo. E abbiamo anche fatto qualche capatina in Parlamento per partecipare ai tavoli tecnici convocati dai relatori. Per capire a pieno gli effetti positivi e i benefici derivanti dalla legge da poco approvata, e soprattutto cosa cambierà tra i banchi di scuola, Skuola.net ha Skuola.net ha interpellato Giuditta Pini, deputata del Gruppo PD e membro della Commissione Affari Sociali e membro della Commissione Giustizia della Camera, i due organi che principalmente si sono occupati della stesura della legge.

Qual è l’importanza di questa legge?

“Questa legge è molto importante perché per la prima volta lo Stato italiano affronta la questione dell’uso consapevole della rete e dei social”.

Come mai Il Parlamento ha approvato una legge soltanto ora?

“Il Parlamento ha dei tempi lunghi, la legge è passata quattro volte tra Camera e Senato ed è stata più volte modificata. Anche se non tutte le modifiche hanno visto la luce è stato comunque importante affrontare con serietà un argomento di cui troppo spesso si parla senza consapevolezza”.

Spiegherebbe agli studenti cosa cambierà nel concreto nelle scuole dopo l’approvazione della legge?

“All’interno delle scuole ci sarà un referente che gestirà le iniziative per contrastare il cyberbullismo, cercando di formare docenti e studenti su come riconoscerlo e come contrastarlo. Le scuole potranno fare iniziative mirate sulla legalità e sull’uso consapevole di internet. Ma la cosa più importante è la possibilità per la vittima di chiedere la rimozione immediata del contenuto dalla piattaforma, e nel caso non venisse ascoltato potrà rivolgersi al garante della privacy che provvederà entro 48 ore”.

Ogni istituto sceglierà un docente come referente per le iniziative finalizzate al contrasto del cyberbullismo. In base a quali criteri verrà selezionato?

“I criteri spettano al Ministero che dovrà disegnare le linee guida e alle scuole che conoscono i docenti per le loro capacità e competenze”.

Ci sarà qualcuno che vigilerà sul suo operato?

“Anche per questo aspettiamo le linee guida, ma come per ogni attività il Preside è il primo a vigilare insieme ai dicenti e agli studenti all’interno delle scuole”.

Il numero di alunni varia da istituto a istituto. In quelli comprensivi, che hanno quindi molti iscritti, basterà secondo Lei un solo referente?

“Il referente non è e non potrà sempre essere colui che si occupa di tutto, ovviamente all’interno di complessi scolastici numerosi ci saranno più docenti che si occuperanno del contrasto al cyberbullismo, anche se formalmente il referente sarà uno, ma anche di questo si occuperà il tavolo che verrà istituito al Ministero”.

Per un cyberbullo minorenne, prima che la vittima sporga denuncia, è previsto un ammonimento orale da parte del questore. Crede sia sufficiente per contenere il fenomeno?

“La cosa fondamentale è imparare che ciò che si fa su internet non è solo virtuale, ma ha anche conseguenze reali. Per questo un ammonimento da parte del Questore può aiutare ad affrontare in modo serio il fenomeno”.

Cosa accade ad un maggiorenne denunciato di cyberbullismo?

“Non viene introdotto un reato, ma vengono istituite norme di prevenzione e contrasto che valgono all’interno del mondo della scuola, il maggiorenne che venisse segnalato seguirà lo stesso iter del minorenne. Certo la legge non è e non può essere che un primo passo, l’incapacità di usare in modo consapevole i social e la violenza sempre più forte online fanno sì che si debba mettere all’ordine del giorno una riflessione seria ed articolata sulla formazione e la responsabilizzazione dell’utilizzo del mezzo ‘internet’ anche e soprattutto degli adulti. Il tavolo che verrà istituito al Ministero con anche i grandi gestori di piattaforme potrà sicuramente essere d’esempio”.
Commenti
Skuola | TV
La Skuola Tv va in vacanza!

Anche la Skuola Tv prende un momento di pausa, ma non preoccuparti in autunno torneremo a farti compagnia!

4 ottobre 2017 ore 16:30

Segui la diretta