Sospensione? No grazie, meglio il volontariato

Invece della classica sospensione dalle lezioni scolastiche per motivi disciplinari, risarcire il danno attraverso lavori socialmente utili presso associazioni di volontariato. La realtà è già presente in alcune regioni italiane tra cui il Piemonte dove già 1.200 studenti hanno prestato servizio presso le associazioni dopo essere stati sospesi a scuola.
Tutto questo è possibile grazie a accordo siglato tra tra il Centro territoriale per il volontariato (CTV) di Biella-Vercelli, Regione Piemonte, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte e Forum per il volontariato.

Sospensione? Meglio il lavoro

Il progetto prevede, non solo di risarcire il danno arrecato con il loro comportamento a scuola, ma di avviare un cammino di maturazione per reinserirsi pienamente nella società.
Dal 2008, la data di partenza del progetto, ad oggi, sono circa 1200 i ragazzi, mentre le scuole che hanno aderito al progetto sono più di 80, di cui una cinquantina solo a Torino.
Si tratta - riporta La Stampa - soprattutto di istituti tecnici-professionali, anche se non sono mancate richieste di interventi di recupero per gli studenti dei licei. I rapporti con le famiglie sono gestiti esclusivamente dai docenti referenti e, per ogni studente, viene ideato un percorso personalizzato (non inferiore a tre mezze giornate), in accordo con il docente e condiviso con il consiglio di classe, che potrà essere realizzato al mattino in sostituzione della frequenza delle lezioni o esclusivamente al pomeriggio dopo la scuola nel caso in cui la sospensione preveda anche la frequenza obbligatoria delle lezioni.

Il progetto in Italia

Così come avviene in Piemonte anche nelle Marche è nato un progetto per percorsi formativi alternativi alle sanzioni disciplinari. Particolare attenzione è rivolta ad avvicinare i giovani al volontariato, sia per favorire il ricambio generazionale nelle organizzazioni che per diffondere uno stile di vita sano.
"Fino ad oggi abbiamo avuto risultati meravigliosi- spiega Cristiana Airone, una delle responsabili del progetto per il Forum alla webzine specializzata “Redattore Sociale” - a dimostrazione del fatto che se gli studenti, anche i più difficili, sono tirati fuori dal contesto scolastico, dove spesso sono considerati elementi di disturbo, e vengono valorizzati, si ottiene da loro una risposta straordinaria".
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