Inchiesta sulla Scuola: che tugurio!

Alex Menietti
Di Alex Menietti


Skuola.net è ogni giorno al vostro fianco per aiutarvi a studiare divertendovi. Ma siamo qui anche per far sentire la vostra voce, per farvi diventare protagonisti dei mezzi di informazione. Da questa convinzione nasce un'inchiesta condotta dal nostro staff in collaborazione con la giornalista Elisabetta Signetto, sull'Istituto di Istruzione Superiore "Giovanni Cena" di Ivrea (To).
Il risultato? Bocciato, giudicato più simile ad un tugurio che ad una scuola. Dopo un sopralluogo nell' Istituto, la giornalista non resiste ad un articolo shock:
"Si possono contare cataste d’immondizia, basta attraversare il piazzale e svoltare l’angolo. Ce n’è una dietro al muro della palestra. Un’altra sotto le scale di sicurezza. E ancora nell’androne accanto all’entrata del seminterrato, dove sono abbandonati persino elettrodomestici. Qui la porta è sempre aperta, proprio come il cancelletto dell’ingresso secondario, da dove ci si può intrufolare nottetempo perché la serratura è rotta. Si scendono tre scalini e di fronte altre pile di immondizia: sedie, banchi, lavagne, armadietti smontati. Sempre qui, i termostati dell’impianto termico che chiunque potrebbe manomettere. Sul lato dell’ingresso un’apertura conduce ad una lunga galleria. Seguendo le tubature si arriva all’interno di altri vani. Sparsi in terra alcuni sacchetti e scatolame, persino cocci di lampadine. Sul soffitto altrettante plafoniere rotte. In un punto penzola addirittura un calzino. Sembra un po’ un rifugio clandestino se non proprio il riparo di un senzatetto. Una parte del seminterrato è allagata per le gocce che cadono dalle condutture poco sopra. Ma nessuno, a giudicare dalla pozzanghera appena più avanti, sembra essersene ancora accorto.


Con la stessa facilità si potrebbe entrare anche all’interno delle aule quando sono vuote. Un oblò sul retro dell’edificio dopo la palestra è aperto, nonostante la scuola sia chiusa. Uno sguardo in sù, verso le finestre delle aule, per notare qualche tapparella semi rotta, crepe e calcinacci sgretolatisi dalla facciata. [...]
Nelle aule in buona parte manca sempre il crocefisso, nonostante le polemiche scoppiate alla fine del 2004 quando un insegnate della scuola vietò ad uno studente di appendere alla parete della classe il simbolo religioso.
E nel registro nero degli studenti dall’inizio della scuola si è aggiunta pure un’aula sgabuzzino, la seconda allestita all’interno di un vano usato in precedenza come ripostiglio. Lì dentro manca quasi l’aria da respirare."


Queste sono solo alcune delle foto dell'inchiesta. Immagini shock, che fanno sorgere dubbi su come funzioni il sistema.
I soldi a volte arrivano, a volte no. Altre volte i fondi arrivano, ed i risultati no (non che sia il caso di questo Istituto).
Ci si chiede come sia possibile che certe scuole versino in queste condizioni; come mai vengano repressi tentativi di manifestazione degli studenti contro queste condizioni spaventose, ammonendoli con lettera scritta del Dirigente Scolastico.
Gli studenti pagano i contributi alla scuola, versando ciascuno quasi 100€ l'anno: il servizio che viene dato è quello che c'è nelle foto. Anzi, oltre alla struttura vengono assunti anche docenti, ma anche su questi nascono spesso polemiche. L'anno scorso in quell'Istituto è stato aggiunto un corso pomeridiano con un neo laureato per poter preparare gli studenti all'esame di Stato.
La quasi totalità dei ragazzi stanno zitti: una persona non può cambiare il sistema. Forse neanche un articolo o un servizio al Tg.
Ma il fatto che ogni tanto venga a galla la verità è importante, molto. Perché fa cadere le attenzioni sulla scuola e sui problemi degli studenti. Perché anche gli studenti hanno bisogno di trovare serenità e tranquillità a scuola.


Si ringrazia Elisabetta Signetto per le foto e l'articolo.

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