Gelmini: le news sulla Riforma

Cristina Montini
Di Cristina Montini

L’iscrizione alle scuole superiori sarà posticipata a febbraio: è questo l’annuncio fatto mercoledì scorso dal Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, durante l’audizione presso la commissione Cultura della Camera. E oltre a motivare le ragioni di questa scelta, altri punti caldi della riforma dell’istruzione sono stati affrontati dal Ministro.

L’ADOZIONE DELLA RIFORMA FA SLITTARE LE ISCRIZIONI - La Gelmini, nell’informare la Camera di aver inviato gli schemi di regolamento riguardanti il riordino delle superiori direttamente alle commissioni parlamentari, anziché attendere il parere della Conferenza Stato-Regioni, ha dichiarato che il termine per iscriversi alle superiori verrà spostato a febbraio (in genere la scadenza è gennaio) spiegando che “viste le novità della riforma, è necessario che genitori e studenti siano messi nelle condizioni di scegliere con consapevolezza il percorso di studi”. A questo punto la Gelmini ha colto l’occasione anche per sottolineare lo stanziamento di 2 milioni di euro destinati all’orientamento degli studenti.

AULE TROPPO PIENE - Ma durante l’audizione c’è stato anche modo di toccare altri temi, riguardanti il sistema scolastico, ancora molto discussi. Uno di questi è stato quello delle aule sovraffollate. Dopo aver precisato che l’aumento delle classi che contano più di 30 alunni è stato solo dello 0,6%, il Ministro dell’Istruzione ha giustificato questo provvedimento con la necessità di garantire la sicurezza degli studenti italiani: “Si è scelto il male minore – ha tetto – e dunque magari l’accorpamento delle classi piuttosto che lasciare i ragazzi in aule non sicure”. Sì, perché non è una novità che esistono alcune scuole non idonee a garantire l’incolumità dei ragazzi che le frequentano, come ha dimostrato il caso di crollo nel napoletano dei giorni scorsi.

SCUOLE PERICOLANTI: E’ EMERGENZA - E così la Gelmini ha parlato di una vera e propria “emergenza nazionale” riferendosi all’edilizia scolastica e, pur evidenziando lo stanziamento di 1 miliardo di euro per risolvere questo problema, ha lamentato la complessità delle procedure che rendono difficile riuscire a spendere in tempi brevi tali risorse.

SEGNALA LE SITUAZIONI PIU' GRAVI - A tal proposito, nell'attesa che gli interventi diventino operativi, non si può far altro che cercare di segnalare le situazioni più gravi alle autorità competenti. Purtroppo nel nostro paese certi meccanismi si sbloccano solo se ne parlano i mezzi di comunicazione. Uno degli obiettivi della neonata Skuola|Tv è proprio dare spazio alle vostre segnalazioni. Se pensi che la tua scuola non sia sicura, inviateci la vostra testimonianza: foto, video, racconti! Ti daremo voce nella Skuola|Tv. Clicca qui per saperne di più!

BIDELLI E NON SOLO - E quando si parla di risorse da investire non si può prescindere dai tagli che, secondo il Ministero, sono stati resi necessari per riordinare la spesa destinata all’istruzione appunto. E così, di fronte alla Camera è stato preso in esame anche il ruolo dei bidelli. Secondo la Gelmini è necessario che i bidelli si occupino anche della pulizia delle scuole, reputando quindi superfluo e antieconomico il ricorso ad imprese di pulizie esterne.

VIA I FANNULLONI - E in fatto di riorganizzazione del sistema scolastico e taglio degli sprechi, il Ministro ha parlato anche dell’esistenza di dirigenti scolastici (solo alcuni, ovviamente) che non sono in grado di svolgere la loro funzione in modo soddisfacente e, pertanto, ha ribadito la necessità di introdurre un sistema di reclutamento che miri alla valutazione di personale didattico valido e competente. Queste, in sintesi, le nuove notizie nell’ambito della scuola e, come sempre, Skuola.net vuole dare voce a quello che ne pensano gli studenti.

UN GRANDE PUNTO INTERROGATIVO - Tante sono le emergenze aperte nel sistema scolastico italiano, una su tutte quella edilizia. In più ci sono tanti cambiamenti in vista: la riorganizzazione delle scuole superiori, gli effetti sui tagli di personale docente e ATA (i cosiddetti) bidelli solo per citarne alcuni. In un anno la scuola italiana dovrà voltare pagina per adeguarsi alle linee guida proposte dall'attuale governo. Ce la farà? A nostro avviso, come ogni cambiamento epocale (vedi quello dell'Università col nuovo ordinamento), gli studenti che vivranno per primi questa fase di transizione ne patiranno le conseguenze.

Raccontateci, dunque, quali sono le vostre opinioni a riguardo lasciandoci il vostro commento. Fatevi sentire!

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