Voto in condotta: qualcuno esagera!

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Il voto di condotta è stato reintrodotto per riportare un po' d'ordine e di disciplina nelle scuole, reintroducendo l'aspetto comportamentale nella valutazione globale dell'alunno. Un provvedimento accolto con grande consenso da parte degli studenti, eppure oggi qualcuno denuncia un uso improprio di questo strumento.

Il 5 in condotta, infatti, è attribuito dal consiglio di classe all'alunno che si sia macchiato di comportamenti di particolare gravità. E chi lo decide? In alcuni casi sembra che sia diventato uno strumento che impedisce agli studenti la partecipazione alle gite. Insomma c'è il rischio che la disciplina del voto di condotta venga applicata in maniera diversa da scuola a scuola.

Per questo motivo abbiamo intervistato per voi Stefano Vitale, coordinatore dell'Unione degli Studenti di Roma e provincia, ovvero l'organizzazione che per prima ha denunciato questi episodi.

Nel vostro comunicato stampa del 21/01/2009 "No al voto in condotta per soffocare la libera espressione", l'Unione

degli studenti si dichiara contraria all'introduzione del voto in condotta. Siete contrari al voto in condotta in modo assoluto o è sulle modalità in cui verrebbe reintrodotto che non siete d'accordo?
Da subito la "reintroduzione" del voto in condotta ci è sembrata demagogica ed inutile. Le modifiche allo statuto degli studenti apportate dal ministro Fioroni già hanno inasprito le sanzione, prevedendo allontanamenti da scuola - in casi di eccezionale gravità - anche per periodi superiori a 15 gg, consentendo anche l'esclusione dagli scrutini finali (e quindi la bocciatura) nei casi di reiterati atti gravi. Prevedere, quindi, una bocciatura col 5 in condotta può essere fatto solo da chi la scuola non la conosce, ma pretende di volerla governare dalle stanze del Ministero.

Si parla di vietare agli studenti con 7 in condotta la partecipazione a viaggi di istruzione o ad altre iniziative didattiche. Pensate che sia un metodo punitivo efficace?
E' un provvedimento molto grave che ci lascia sconcertati. I viaggi di istruzione non sono gite di piacere. Devono avere la stessa valenza di una lezione in classe, sono inseriti nel piano dell'offerta formativa della scuola. Ciò deve essere chiaro tanto agli studenti quanto ai professori. Vietare la gita per motivi di condotta è equivalente a vietare la partecipazione ad una qualsiasi altra lezione ed esperienza formativa (quindi può essere fatto solo in caso di sospensione)

Pensate che il voto in condotta possa limitare la libertà di espressione anche in relazione alla partecipazione degli studenti alle assemblee studentesche?

E' già accaduto varie volte: docenti e presidi autoritari con il voto in condotta hanno il coltello dalla parte del manico e possono punire studenti per il semplice fatto di aver organizzato una pacifica manifestazione, una protesta o semplicemente per le proprie idee seppur espresse in modo corretto e democratico.

Secondo voi, per la valutazione del voto in condotta, quale metro di valutazione si dovrebbe adottare? Basterebbe un singolo episodio, soprattutto se di rilevante gravità, ad incidere su tale voto?
Assolutamente un singolo episodio non può essere sufficiente, ciò è ben evidenziato anche nell'ultimo decreto del ministero del 16 gennaio us. Le scuole dovrebbero adottare griglie di valutazioni trasparenti, chiare e concordate con gli studenti. Deve essere chiaro, inoltre, che il 5 in condotta può essere dato solo se lo studente ha commesso gravi atti che che "violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone" a seguito dei quali è stato sospeso per oltre 15 giorni.

Come si legge nel vostro comunicato, avete intenzione di realizzare un monitoraggio degli abusi che si verificano nelle scuole italiane. Quali ritenete che siano gli abusi più frequenti o quelli che vi aspettate di riscontrare con maggiore frequenza?
Sono moltissime le richieste di aiuto che riempiono la nostra casella mail_placeholder. I casi più frequenti vedono sanzionata la libertà di espressione degli studenti. Inoltre, in molte scuole agli studenti è negato il diritto di impugnare i provvedimenti disciplinari, non essendo costituito l'organo di garanzia obbligatorio previsto dallo statuto degli studenti.


E nella tua scuola cosa succede? mail_placeholder!

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