Sulla scuola bisogna investire, parola dei presidi!


Il decreto legge Gelmini è stato approvato, ma noi di Skuola.net non ci stanchiamo di aiutare gli studenti a capire cosa cambierà nella scuola italiana. Affinché ognuno di voi possa poi sviluppare un'opinione critica e personale su quanto sta avvenendo. Dopo aver intervistato l'on. Zazzera dell'Italia dei Valori, e in attesa della risposta di un deputato della maggioranza, ecco oggi per voi l'intervista esclusiva al Prof. Mario Rusconi, preside del Liceo Newton di Roma e vicepresidente dell'ANP, Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità della Scuola. Preside di esperienza decennale, si è concesso alle nostre telecamere per farci un quadro della situazione delle nostre scuole.

1. Lei come valuta tutti i provvedimenti contenuti nei decreti Gelmini e Brunetta, in particolar modo per le superiori la riduzione d'orario, di indirizzi e dei plessi.

Noi siamo d'accordo con la riduzione del numero di indirizzi: oltre 800 specializzazioni sono francamente troppe e da anni noi ne chiediamo la riduzione. Anche per le scuole professionali, la riduzione d'orario è in linea con quanto accade nel resto di Europa e non si può difendere l'attuale modello dei professionali italiani, i cui risultati sono di bassissimo livello. Quindi noi già da tempo chiedevamo una razionalizzazione del sistema scolastico e un taglio intelligente degli sprechi. Non siamo d'accordo sul fatto che la maggior parte delle risorse vada fuori dalla scuola. L'istruzione dal 2001 ad oggi ha avuto un taglio dei fondi pari al 70%. Ad esempio il mio Liceo, stipendi del personale a parte, ha a disposizione 19.000 euro annui per funzionare. Se non ci fossero i contributi volontari dei genitori, pari a 120.000 euro annui, non ci sarebbero i soldi nemmeno per comprare la carta igienica o cambiare le lampadine.

2. Cosa ne pensa della protesta studentesca di questi giorni?

Uno studente ha il diritto e anzi quasi il dovere di esercitare il pensiero critico. Però nei limiti delle regole della democrazia. Si possono fare sit-in, manifestazioni o convegni, ma non si deve poi usare la violenza. Mi sembra che adesso le cose si stiano svolgendo pacificamente, e spero che si continui così. Anche i politici dovrebbero buttare acqua sul fuoco e non trattare gli studenti come piccoli terroristi.

3. Cosa ne pensa del 5 in condotta?

Io faccio parte della commissione, ma si tratta di un falso problema. In realtà bisognerebbe più correttamente parlare di come affrontare i casi di bullismo. Già Fioroni lo scorso anno introdusse dei provvedimenti per escludere dagli scrutini gli studenti che si fossero macchiati di gravi episodi disciplinari. Quindi l'effetto di quei provvedimenti era lo stesso del 5 in condotta. Ciò che manca ancora è una regolamentazione che renda uniforme il giudizio, altrimenti si rischia che una scuola lo attribuisca perché uno studente ha fatto sciopero e un'altra magari non lo metta mai.
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4. Per quanto riguarda l'allargamento delle classi di concorso dei docenti, cosa ne pensano gli insegnanti?

Gli insegnanti di ruolo la vivono bene, perché se vengono a mancare delle ore nella sua materia specifica possono comunque completare l'orario insegnando una materia affine, senza magari doversi spostare più di tanto. Chi ci rimetterà saranno i precari, perché non verranno più assunti ma le carenze riempite impiegando gli insegnanti di ruolo già in organico, che quindi rimarranno al loro posto.

5. Lei pensa che in qualche modo questi provvedimenti abbiamo a che fare con una maggiore meritocrazia?

Non tanto questi provvedimenti ma quanto un disegno di legge che giace in Parlamento, che prevede che gli insegnanti possano fare carriera e quindi arrivare fino al 9. livello (attualmente sono al 7. livello). Chiaramente questo richiede che vengano valutati e il disegno di legge lo prevede. Non so se verrà mai approvato, visto che quando Berlinguer provò a proporlo venne affossato.

6. Dal punto di vista della gestione della vita quotidiana nella scuola, cosa cambierà per effetto di questi decreti?

Io non so se tutti questi provvedimenti verranno presi fino in fondo. Comunque la realtà dei licei non cambierà molto, dovrebbero ridursi le ore massime da 32 a 30 ed essere eliminate le sperimentazioni. Dico dovrebbe perché l'effettiva attuazione del decreto è delegata ai regolamenti attuativi, che sono quelli che contano e in genere vengono delegati al Ministro di competenza. Cambierà molto per istituti tecnici e professionali.

7. Un messaggio agli studenti?

Più che agli studenti, lo vorrei lanciare ai politici. In quasi tutti i paesi occidentali, la scuola non viene adoperata come arma di scontro ma le riforme vengono effettuate di comune accordo tra maggioranza e opposizione. Bush stesso, che non è un mostro di politico, comunque ha varato la riforma della scuola in accordo con i democratici. E' una tragedia che al succedersi dei governi si cambino sempre gli assetti scolastici: la scuola è già allo stremo, non ha bisogno di continui shock.

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