Come affrontare una interrogazione senza aver studiato

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

le 5 scuse da sfoderare al prof in caso di impreparazione

Ogni giorno centinaia di studenti di ogni età devono affrontare verifiche e interrogazioni. Che quest’ultime si svolgano in cattedra o dal posto, poco cambia nel caso in cui non si conosca per niente, o quasi, l’argomento del giorno. A tutti, almeno una volta nella vita, sarà capitato di sentirsi impreparati, a molti di rivivere ogni volta la stessa scena muta. E allora ecco cosa fare di fronte al prof in caso di emergenza.

Ripasso di emergenza

Per fortuna ci sono i tuoi compagni. Se devi essere interrogato e non hai studiato, anziché provare a imparare tutta la lezione nei 5 minuti del cambio dell'ora, fatti ripetere dai tuoi compagni l'ultimo argomento. Se l'interrogazione invece tratta di esercizi che non hai svolto, prova ad avanzare la scusa che ti sei dimenticato il quaderno a casa: dai tuoi compagni ti farai spiegare per filo e per segno, prima che arrivi il professore, il procedimento. Così, potrai dirgli che sei pronto per ripeterlo davanti i suoi occhi.

Il libro salva gente

Può capitare che il prof ti interroghi dal posto o che accetti che tu porti con te un libro o un quaderno alla cattedra. Aprilo sulla pagina sulla quale sei meno preparato e appunta qualche memo a matita, così che sembri usato (al prof farà piacere vedere un libro scarabocchiato piuttosto che troppo pulito).
A quel punto non ti rimane che sbirciare quando il prof si distrae, magari mentre interroga l'altro tuo compagno.

Porta l'interrogazione dove vuoi tu

Non è facile, ma puoi tentare. Se vieni interrogato con un altro compagno, e lui è ancora meno preparato di te, sei fortunato: se non risponde a qualcosa che invece tu sai bene, puoi provare a chiedere al prof di rispondere al suo posto (sempre dopo che lui ha definitivamente rinunciato a rispondere, altrimenti la cosa non ti metterebbe in buona luce). Un'altra possibilità da furbetti è quella di provare a spostare il discorso sugli argomenti su cui sei più preparato, in particolare se la domanda è generica.

Appunta le date

Se il problema più grande è ricordare date e nomi, e non le hai ripassate a sufficienza, cerca di appuntarle su un foglio, un banco, un quaderno, sulla lavagna: insomma, in un posto da cui puoi sbirciare facilmente durante l'interrogazione.

Ammissione di colpa

Se sei riuscito a cavartela bene nelle prime 2/3 domande, non sarà una tragedia se non sai rispondere alla 3° o alla 4°. In fin dei conti, sai bene che non puoi puntare a un 10, ma magari puoi strappare un 6 e mezzo o un 7. Per farti dare fiducia e convincere che hai studiato, e che si tratta solo di una piccola lacuna, ammetti di non ricordare il concetto e gioca la carta "passo". Ma stai attento di non adoperarne due di fila: questa strategia è da usare solo se hai buone possibilità di poter recuperare subito dopo!

Questa cosa non l'ho capita

Ottima strategia da usare per gli argomenti più complicati. Se il prof ti fa una domanda proprio su un punto particolarmente ostico, puoi usare la strategia del "questa cosa in particolare non l'ho capita bene". Ma devi essere attento: per rendere la scusa credibile, dovrai accennare a qualche piccola nozione dell'argomento (da recuperare da qualche cassetto remoto della tua memoria). Ma a quel punto se non ti ricorderai qualcosa, o sbaglierai, sarai giustificato dal fatto che avevi messo già le mani avanti: se ti corregge, gli dirai: "Infatti non avevo capito bene, ma ho provato a studiare comunque!"

Domanda ostica: improvviso black-out

Un'altra possibilità in caso di "domanda impossibile", su cui avete una totale amnesia. Il segreto è iniziare a rispondere alla domanda del prof con giri di parole ben articolati, ostentando un’iniziale sicurezza. Ma dopo i primi 40 secondi, il black out. Dovrete bloccarvi come se si spenga una lampadina nel vostro cervello, come se improvvisamente una fitta nebbia cali nella vostra testa e addio memoria. Il prof vi guarderà con aria seccata pronto ad esplodere, e proprio allora voi dovrete simulare una reazione di massimo stupore o anche agitazione per quella perdita di memoria allarmante e inspiegabile, dando la colpa di tutto all'ansia.

Se l'interrogazione è un disastro, gioca la carta del dramma

Se nessuno di questi trucchi ti riesce, puoi fare leva sui sentimenti e l’emotività degli insegnanti. Non è certo un’azione molto onorevole, ma una volta ogni tanto rappresenta un’ancora di salvezza. Bisogna ovviamente possedere doti interpretative niente male, e saper improvvisare eventualmente anche lacrime per risultare più credibili. La scusa è sempre la stessa, “non ho potuto studiare”, ma a fare la differenza sono le motivazioni: si può restare nella fascia della verosimiglianza parlando al prof di un pomeriggio perso a causa dei rumori assordanti dei lavori in strada, o per via di un’improvvisa debolezza con conseguente calo di zuccheri nel sangue che vi ha costretti a letto. Oppure puntare sul catastrofico, ma qui le abilità richieste raddoppiano: da un incendio ad una fuga di gas, dal crollo del soffitto ad un attacco di panico, questi gli eventi che hanno potuto modificare il corso degli eventi di un normale pomeriggio.

In caso di panico: il malore improvviso

Se le cose stanno andando male nonostante tutto, puoi giocare la carta del malanno. Ma bisogna fare molta attenzione, e si può sfoderare una volta ogni tanto. Ciò che vi assiste, o meglio che non vi assiste, in quei cinque minuti di imbarazzo di fronte al prof, è la salute. L’agitazione per l’interrogazione è talmente tanta che sentite un subbuglio in pancia scatenare delle fitte lancinanti: “Prof devo andare in bagno!”. Ovviamente la battuta esce meglio se simulate un piegamento su voi stessi, all’altezza dello stomaco o dell’intestino, che funga da spia della vostra improvvisa colica. La causa? L’ansia a mille, o una colazione con merendina o frutta andate a male.

In casi estremi: sono senza voce

Questa è una scusa da adoperare solo in caso di totale impreparazione, per evitare del tutto l'interrogazione. Un asso nella manica da giocarsi è quello dell’afasia. In questi casi però bisogna stare attenti a non sfociare in una situazione tragicomica. Simulare un improvviso mutismo non è certo cosa da tutti: bisogna essere davvero padroni di se stessi e delle proprie reazioni. Il prof dovrà convincersi che sapete la lezione ma che non riuscite ad emettere un singolo suono, né vocalico né consonantico, dalla gola: tutta colpa di un raffreddore mal curato. Per riuscire bene nel vostro intento, dovrete far notare a tutti il vostro disturbo prima che il prof chiami per l'interrogazione. Magari alzando la mano più volte durante la spiegazione, facendo domande e mostrandovi interessati, ma completamente afoni e quasi fastidiosi all'udito. Le corde vocali sono in tilt, avete perso la voce, nonostante la vostra incredibile buona volontà: starà poi ad un bravo medico indagare approfonditamente.

Margherita Paolini

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