Studenti: tutti a votare, ma poi fuori dall'Italia

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

gli studenti dichiarano di voler andare a votare e condannano l'astensionismo. Alta la percentuale di giovani che si vedono fuori dall'Italia

Ecco finalmente i risultati tanto attesi delle elezioni poltiche di Skuola.net. I ragazzi che hanno partecipato hanno smentito molti luoghi comuni: interessati alla politica, ne parlano tra coetanei e con i prof, sono desiderosi di votare e condannano l’astensionismo come forma di protesta. Tuttavia il 45% di loro si immagina un futuro lavorativo lontano dall'Italia, all’estero.

IL MIO VOTO PER CAMBIARE LE COSE - No all’astensionismo e all’indecisione. A pochissimi giorni dal voto i giovani studenti vogliono rispondere presente alla chiamata alle urne: solo il 5% dei votanti tra i 18 e i 25 anni ha dichiarato che non andrà a votare, mentre la stragrande maggioranza ci andrà ed ha già deciso verso chi esprimere la preferenza, mentre sono in minoranza quelli ancora indecisi. Insomma, non votare nei giorni delle elezioni non è minimamente contemplata tra le forme di protesta dei ragazzi che, al contrario, cono convinti che per cambiare le cose si debba andare ad esprimere la propria preferenza.


LA POLITICA NON È TABÙ TRA I RAGAZZI
- Questo dato è la logica conseguenza di come viene vissuta la politica: il 70% dei partecipanti alla ricerca ammette di interessarsi, il 23% confessa di curarsene poco e solo il 7% non se ne cura minimamente. La politica è un argomento di discussione frequente fra amici per quasi la metà dei giovani intervistati. Anche la scuola gioca un ruolo importante: alle superiori uno studente su tre afferma che spesso i prof parlano di politica durante le ore di lezione.

POLITICI? UNA CLASSE CORROTTA - L’opinione sulla classe politica, come era facile questo sì immaginare, è del tutto negativa: per quasi due su tre l’aggettivo che meglio la rappresenta è “corrotta”, mentre per il 31% prevale l’idea di incompetenza. Una sfiducia preoccupante nei confronti del nostro sistema paese, tale da spingere quasi la metà degli studenti a immaginare un futuro lavorativo all’estero, lontano dall'Italia.

I GIOVANI E LA VOGLIA DI CAMBIARE - Nonostante l'opinione negativa che molti ragazzi hanno nei confronti della classe politica alla guida del nostro Paese, gli studenti desiderano andare a votare per cambiare le cose in meglio. A confermarlo anche le vibranti proteste in favore di coloro che sono in Erasmus. Un segnale molto forte arriva, sicuramente, da tutti coloro che si immaginano un futuro lavorativo fuori dall’Italia, complice la scarsa fiducia nella classe politica attuale. Proprio questa poca fiducia sembrerebbe portare in cima alla lista delle preferenze di voto schieramenti diversi da quelli tradizionali.

E tu che rapporto hai con la politica?

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