Anche la Gelmini usa Youtube: aperto un canale ufficiale!

Aprite Youtube e troverete il canale ufficiale del Ministro Gelmini. Seguendo l'esempio di Obama, ha deciso infatti di aprire un canale a lei intitolato per intraprendere attraverso la rete un dialogo con gli studenti. Il Ministro, assicura, sta raccogliendo le videodomande e risponderà nei prossimi giorni.

MOSSA ASTUTA - Dal web erano partite la maggior parte delle contestazioni alla riforma della scuola, originando poi dei movimenti di piazza senza precedente. Da internet vuole ripartire il Ministro per riconquistare la fiducia dei tanti studenti che hanno protestato contro di lei, imputandole proprio una mancanza di dialogo. Quel dialogo che proprio oggi il Ministro vuole recuperare!

APERTA A TUTTO - Il canale della Gelmini vuol essere un luogo di confronto, aperto a suggerimenti e anche critiche! "Come si puo' vedere - ha affermato Gelmini - vengono pubblicati tutti i giudizi, anche i piu' critici. Non vengono pubblicati soltanto i commenti offensivi". I quesiti piu' frequenti riguardano i fondi destinati a scuola ed universita'.

BILANCIO - "Forse non tutti sanno - prosegue il ministro - che il 97% del bilancio del ministero dell'Istruzione è destinato a pagare stipendi e non ci sono soldi per l'edilizia scolastica, per la messa in sicurezza degli edifici, innovazione, formazione degli insegnanti, merito, stipendi più alti per insegnanti, nuove tecnologie. E quindi una scuola che investe per questi settori solo il 3% del suo bilancio non ha futuro. In Italia il personale amministrativo e i professori sono 1.300.000. Secondo me sono troppi e mal pagati. Quello che vorrei e' avere un numero di insegnanti adeguati al numero di studenti ma meglio pagati e più valorizzati come nel resto d'Europa".

UNIVERSITÀ - Sull'Università, spiega ancora Gelmini, "è necessaria una profonda autocritica, anche del mondo universitario, per eliminare sprechi e privilegi. Con il disegno di legge del governo gli atenei con una spesa per il personale al di sopra del 90% dello stanziamento statale non potranno effettuare nuove assunzioni. Ci saranno più finanziamenti per migliorare l'offerta formativa, la ricerca, la didattica, poiché è un'assoluta priorità bloccare la fuga delle migliori intelligenze italiane verso l'estero. E' per questo che il decreto sull'università prevede l'assunzione di 4.000 nuovi ricercatori, che il 60% delle future assunzioni negli atenei sia riservato all'ambito della ricerca e che ci siano agevolazioni fiscali per quei ricercatori intenzionati a rientrare in Italia dall'estero".

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