Gelmini aperta al dialogo: ci credi?

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Gelmini

Tutto (o quasi) quello che avreste sempre voluto chiedere alla Gelmini è ora in un’intervista. Il Ministro dell’istruzione ha finalmente rotto il silenzio: basta tagli, presto avrete i dati sui bocciati e il tunnel-Gelmini è stato un errore.

L'INTERVISTA - Dopo la manifestazione studentesca dello scorso 7 ottobre, il Ministro ha concesso un’intervista pubblicata sul quotidiano “La Repubblica”. Qui di seguito i punti principali.

GELMINI: SONO PRONTA AD ASCOLTARE I RAGAZZI - Dopo aver puntualizzato che i manifestanti, venerdì scorso, sono stati 50mila (contro i 150mila dichiarati dagli organizzatori), la Gelmini ha finalmente deciso di dare rilevanza all’episodio! Ha commentato così il malessere manifestato dagli studenti in piazza: “Nel tempo si è perso qualsiasi rapporto con loro, e mi dispiace. Vedo, però, che la protesta oggi si indirizza verso cose più grandi di me: le banche, la finanza. Voglio dire che difendendo lo status quo scolastico i ragazzi difendono una politica egoistica. Facciano loro i valori del merito, coltivino l'eccellenza, altrimenti sono condannati all'impoverimento” e ha aggiunto “sono pronta ad ascoltare i ragazzi”.

Skuola.net ha seguito la manifestazione, guarda i video:
Corteo studentesco arriva a Trastevere a Roma
Corteo studentesco sul Lungotevere a Roma
Balletto degli studenti in protesta durante il corteo
Tensione tra studenti e Polizia

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TAGLI, SEMBRANO ESSERE FINITI - Uno dei punti più contestati proprio dagli studenti in piazza è stato il taglio delle risorse per l’istruzione. Ma la Gelmini ha assicurato: “No, basta, i tagli sono finiti […] il mio ministero non è più in grado di sopportare diminuzioni di finanziamenti”. E poi ha posto l’accento sugli investimenti già previsti: 100 milioni per le borse di studio universitarie; 400 milioni per l'edilizia scolastica; 1 miliardo in ricerca per gli atenei del Sud; borse per il merito per i migliori maturati”.

UN TUNNEL PER I NEUTRINI - La Gelmini è tornata anche sulla brutta figura del tunnel sotto il Gran Sasso sottolineando che “Bastava chiedere scusa, e farci su un po’ d’ironia. So che non esiste un tunnel da Ginevra al Gran Sasso, ho visitato il Cern e non ho visto tunnel. Bastava mettere quella parola tra virgolette e aggiungere tecnologico, il "tunnel tecnologico" dentro il quale sono viaggiati i neutrini”… ammettendo, quindi, di non saperne molto sui neutrini.

BOCCIATI: CALANO O CRESCONO? - E sui dati sui bocciati che non sono stati pubblicati? Il Ministro è stato sbrigativo: “Li ho visti ieri, tra una settimana saprete tutto” aggiungendo di non essersi mai compiaciuta dell’aumento dei bocciati.

NON C'È ARIA DI DIMISSIONI - L’ultima domanda posta alla Gelmini è un interrogativo che molti si sono fatti, anche pubblicamente durante le manifestazioni studentesche: “Ha mai pensato di dimettersi, ministro Gelmini?” e lei, senza alcun dubbio ha risposto: “Mai”.


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TROPPO TARDI - I collettivi universitari hanno parlato di un’apertura tardiva: la “Gelmini sembra quasi volersi assolvere dalle proprie colpe, scaricando queste sui tagli effettuati da Tremonti”.

ORMAI LA SITUAZIONE E' DISASTROSA - L’Unione degli universitari e la Rete degli studenti sembrano ormai disillusi: “Non abbiamo la memoria corta e sappiamo riconoscere l’ipocrisia. Non saranno certo queste uscite del ministro 'fulminata sulla via del Gran Sasso' a farci dimenticare che tipo di politica è stata portata avanti da questo Governo, anche perché sarebbe impossibile vista la situazione disastrosa che c’è nelle nostre scuole dopo tre anni di tagli”.

LE DOMANDE LE FACCIAMO NOI! - Mentre la Rete della Conoscenza alla Gelmini chiede una prova della sua apertura, invitandola a rispondere alle proprie 10 domande. Leggi le 10 domande della Rete della Conoscenza alla Gelmini.

Cristina Montini
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Le 10 domande della Rete della Conoscenza.

Cara ministra, se lei volesse davvero un dialogo con noi (che noi non abbiamo mai rifiutato), farebbe 10 semplicissime cose, per dimostrare che non ci sta prendendo in giro:

1- Perché non sospende l’iter di attuazione della riforma dell’università? L’ultima parola sugli statuti spetta al ministero, lei potrebbe tranquillamente fermarli e rimettere tutto in discussione.
2- Perché non sottopone quella riforma a un referendum democratico tra tutte le componenti della comunità accademica? Se, come lei dice, questa riforma fa gli interessi degli studenti e a protestare è una minoranza politicizzata, non dovrebbe avere preoccupazioni sull’esito…

3- Perché non chiede al parlamento di abrogare la legge 133/2008? Se, come lei dice, “i tagli sono finiti”, non sarebbe il caso di farli finire sul serio?
4- Perché non presenta una proposta di legge quadro sul diritto allo studio che fissi i livelli essenziali delle prestazioni che le Regioni devono rispettare, come previsto dalla Costituzione? Se non sa cosa scriverci, non c’è problemi, può copiare da www.altrariforma.it
5- Perché non interrompe il piano di riduzione del personale che sta abbattendo drasticamente la qualità della didattica delle nostre scuole, impedendo ogni innovazione, ogni rapporto studente-decente, ogni sperimentazione, e costringendoci a stare in 30 per classe in aule che cadono a pezzi?
6- Perché non chiede a Maroni e Alemanno di revocare la zona rossa intorno al centro storico di Roma? L’Italia è l’unico paese d’Europa in cui è proibito manifestare sotto i palazzi delle istituzioni. Che dialogo vuole, se non ci permettete neanche di avvicinarci senza schierare plotoni di polizia?
7- Perché non finanzia la legge 23/1996 sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici? Non chiediamo niente di straordinario, solo di rispettare la legge: il 40% delle nostre scuole non ha l’idoneità statica.
8- Perché non sospende i finanziamenti alle scuole private, un privilegio ancora più odioso in questo momento di crisi? Se mancano i soldi per tutti, come mai a noi arrivano i tagli e ai figli di papà i fondi?
9- Perché non propone uno statuto dei diritti degli studenti in stage (tranquilla, l’abbiamo già pronto, può copiare anche quello), per dare tutele e garanzie agli studenti inseriti in questi percorsi?
10- Infine, cara ministra: perché non ci ascolta? Perché da anni non solo rifiuta di confrontarsi con il movimento studentesco, ma ha anche smesso di presentarsi nelle scuole e nelle università, per non essere contestata? Come può essere credibile una richiesta di dialogo se non esce dal suo palazzo?

Insomma, cara ministra, se lei volesse davvero ammettere di avere sbagliato, come ha scritto oggi Repubblica, potrebbe fare una cosa semplice semplice: cancellare tutti gli errori che ha fatto in questi 3 anni, abrogare le leggi, restituire i soldi tagliati, sospendere gli iter di riforma, e poi, quando la situazione sarà tornata quella pre-2008, potremo discutere tutti insieme di come cambiare una scuola e un’università che a noi di certo non vanno bene così come stanno. Se non farà questo, vorrà dire che la sua autocritica è falsa come il suo tunnel. E il confronto con noi sarà nelle strade e nelle piazze di questo autunno di mobilitazione, per ribadire la nostra richiesta di dimissioni per lei e per tutto il suo governo.

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