Free Tibet!

Nowitzki
Di Nowitzki


TIBET - In questi giorni non c'è giornale o telegiornale che parli dei problemi del problema Tibetano. Le ormai prossime olimpiadi Cinesi attirano molti occhi sulla grande Repubblica Popolare e i monaci tibetani hanno approfittato di questa occasione per portare agli occhi del mondo la loro storia. Non possiamo quindi rimanere indifferenti di fronte ad una questione di attualità così stringente, e quindi vogliamo darvi qualche informazione, in modo che ognuno possa farsi la sua idea sul problema.

DOV’È IL TIBET? - Iniziamo il nostro percorso di approfondimento della questione tibetana partendo dalla geografia della regione. Il Tibet è una regione a cavallo tra India, Nepal e Cina, appartiene alla Repubblica Popolare Cinese e al suo interno comprende il famoso Everest, la vetta più alta del mondo, facente parte della catena Himalayana.

UN PO’ DI STORIA RECENTE - La storia recente del Tibet ha inizio poco dopo la seconda guerra mondiale, quando era ancora indipendente, ma l’avvento al potere di Mao Tse Tung fa rientrare il paese nelle mire della Repubblica Popolare Cinese. Nel 1951 avviene la tanto temuta invasione alla quale il Dalai Lama pone fine sottoscrivendo un trattato di annessione alla Cina.
Purtroppo le tensioni non caleranno, portando lo stesso Dalai Lama a scappare in India nel 1958 per cercare di non coinvolgere il Tibet in una sanguinosa guerra civile.

Gli anni successivi segneranno un feroce tentativo cinese di sradicare la cultura tibetana, nella quale vengono distrutti templi, affreschi e dipinti, basti pensare che di oltre 6000 templi se ne salveranno solamente 13.
Nella seconda metà degli anni ’70, con la morte di Mao, avviene una riapertura verso la cultura Tibetana. Alcuni templi tornano ad essere usati, e alcuni turisti vengono per la prima volta accettati nel paese.
L’apertura cinese porta il Dalai Lama, nel 1987, ad esporre un piano di pace in 5 punti, che il governo cinese rifiuterà. Nel 1989 il Dalai Lama riceve il premio Nobel per la pace, mentre nel 1995 il parlamento europeo dichiara il Tibet uno stato sotto occupazione illegale.
Il resto, è storia di questi giorni…

IL TIBET OGGI - Con l'avvicinarsi delle XXIX Olimpiadi gli occhi del mondo sono puntanti sulla Cina: l'opinione pubblica mondiale vedeva questa come un'occasione di cambiamento in tema di rispetto dei diritti umani, che in questo paese vengono palesemente negati!

In questo contesto i monaci Tibetani ne hanno approfittato per portare alla luce la loro protesta. A partire dal 10 marzo sono nate delle manifestazioni pacifiche, con marce e preghiere di lunga vita al Dalai Lama che il governo cinese ha però soffocato con l’uso della forza. Ne sono nati scontri e violenze, e secondo il governo Tibetano in esilio i morti sarebbero almeno 100.
La Cina dal canto suo, accusa il Dalai Lama di essere il fomentatore delle violenze e la vera mente dietro i disordini, e le cifre ufficiali indicano in non più di una decina il conto delle vittime. Intanto il governo cinese ha fatto circondare i tre principali monasteri Buddisti da migliaia di soldati.

SOLIDARIETA' MONDIALE - La protesta in questi giorni è arrivata fino in Europa, con il tentativo dei sostenitori della causa Tibetana di fermare la corsa della torcia olimpica.
A Parigi la torcia è stata addirittura spenta e portata su un bus, prima di riprendere il suo normale percorso. A Londra una giornalista si è quasi vista togliere la torcia, prima che l’assalitore fosse fermato.
Il CIO (il comitato olimpico internazionale) si è dichiarato dispiaciuto per i disordini, mentre la Cina accusa i manifestanti di esprimere il loro odio verso il popolo cinese.
Con le Olimpiadi alle porte, si alza forte un coro di dissensi verso la Cina, e molti vorrebbero che gli atleti boicottassero giochi come segno di protesta nei confronti di quel paese.
Intanto la situazione si evolve di giorno in giorno, e noi di Skuola.net la seguiremo per voi, per aiutarvi sempre a capire il mondo e a dare un senso alle notizie che sentite.

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7 dicembre 2016 ore 16:30

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