Terza media, un esame che può decidere la vita

foto di esame terza media 2015 che decide la tua vita

Ragazzi, state facendo l’esame terza media 2015 in questi giorni? Bene: sappiate che dall’esito di questa prova dipenderà la vostra vita. Chi avrà un voto basso partirà con la zavorra nella grande corsa della vita, chi – invece – svetterà verso il 10 o la lode avrà uno sprint da centometrista. Poi la vita, sia sa, si potrebbe incaricare di sovvertire queste premesse, ma intanto partire bene significa già mettere una seria ipoteca sulla coppa.

L'ESAME TERZA MEDIA DECIDE IL TUO DESTINO - Con la prova Invalsi del 19 giugno, si concludono le prove scritte dell’esame di terza media. Sono 600 mila i ragazzi interessati e questo è il primo grande e importante esame della loro vita da quando, nel 2005, è stato abolito quello di quinta elementare. Ma non è solo questo. Perché con questa "prova" si decide, di fatto, il loro destino: chi sarà ricco e chi sarà povero, chi avrà un futuro di successo e chi – invece – già da adesso decide di darsi un traguardo di basso profilo, chi punta ad essere classe dirigente e chi si accontenterà di vivere o vivacchiare, possibilmente senza problemi ma anche senza slanci.

IL FUTURO DIPENDE DAGLI SCRUTINI - E’ l’Ufficio statistico del Ministero dell’Istruzione a dirlo nel momento in cui diffonde i risultati degli scrutini finali e degli esami di terza media con relativa scelta della scuola superiore. L’ultima pubblicazione è uscita nel gennaio scorso e si riferisce ai ragazzi esaminati lo scorso anno e se andiamo a leggere questi dati possiamo capire anche cosa accadrà a quelli che sotto esami in questi giorni.

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VOTI PIÙ ALTI? VITA MIGLIORE - Il dato saliente è anche un po’ brutale: i bravi, quelli che prendono 9 o 10, se ne vanno sparati e in massa verso i licei e sognano, nella loro testolina di adolescenti inquieti e pieni di progetti, di fare una professione, un lavoro intellettuale, una carriera all’estero. Anche quelli che, invece, escono con il minimo, si muovono in massa, ma puntano sulla formazione professionale che li porterà ad un obiettivo di corto raggio e, al più, ad un onesto lavoro senza lustrini e senza crescita. Professionali uguale proletariato, liceo uguale classe dirigente? Sulla carta no, evidentemente. Di fatto - dicono l’esperienza, la vita oltreché la statistica – sì.

MASSA O ÉLITE? LO DECIDONO LE SCUOLE MEDIE - Chi esce dalla terza media con il sei per il rotto della cuffia, se ne andrà agli istituti tecnici per il 44%, al professionale per il 35% e solo il restante quinto tenterà la via dei licei. Se si considera che il tasso di abbandono alle superiori riguarda soprattutto i ragazzi del primo e secondo anno, non è difficile prevedere che sarà proprio su questi <appena sufficienti> che andrà a cadere la sventura. Basta prendere un sette e già la quota di chi punta al liceo si raddoppia (oltre il 40%) e si triplica in chi arriva all’8. Chi, poi, prende 9 o dieci va al liceo in massa. Se però consideriamo che 6 e 7 lo prendono il 55% del totale e che a 10 giunge appena l’8%, si capisce come massa ed élite si decidano presto, molto presto. In terza media, appunto.

immagine grafico scrutini terza media ministero istruzione

Raffaello Masci

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