Sesso e affettività, si studiano a scuola

Cristina Montini
Di Cristina Montini

educazione sessuale e sentimentale

Una nuova materia di studio è stata proposta, si chiamerà “educazione emotivo-sentimentale”. A leggerla così sembra più l’ora di lettura di Moccia & co, invece è tutt’altro. Si tratta di insegnare ai ragazzi a valorizzare i sentimenti tra uomo e donna e ad educarli a non considerare il sesso semplicemente come una merce.

EDUCAZIONE EMOTIVO-SENTIMENTALE
- La proposta è stata presentata da alcuni deputati del Pdl e nasce dall’esigenza di rendere più completa quella che ora è solo “educazione sessuale”. La materia di cui è stata presentata una proposta di legge, infatti, si pone l’obiettivo di “educare i giovani alla complementarietà tra uomo e donna ed alla valorizzazione di un rapporto umano rispettoso tra i sessi”, così afferma Giulia Cosenza, prima firmataria di questa iniziativa.


SESSO TROPPO PRESTO
- Perché se indubbiamente è necessario che gli adolescenti imparino a conoscere il loro corpo e la sfera fisica di un rapporto, è altrettanto importante che riescano a vivere una relazione con la giusta maturità emotiva. Il fatto che oggi molti giovani consumino il loro primo rapporto sessuale già intorno ai 13-15 anni, infatti, non solo li espone ai rischi derivanti da una mancata o parziale conoscenza di precauzioni e metodi contraccettivi, ma si sostiene che la cosiddetta “erotizzazione precoce” sia in qualche modo connessa allo sviluppo di disordini del comportamento alimentare, bassa autostima e depressione.

 valorizzare i sentimenti
LA SCUOLA NON BASTA - L’opposizione condivide gli obiettivi della proposta presentata in Parlamento, tuttavia sottolinea come la soluzione di questo problema non possa essere relegata solo alla scuola. Il Pd, infatti, precisa che tutta la società nel suo insieme deve essere coinvolta in questo delicato compito di educare i giovani ad “amare con la testa e con il cuore prima di tutto”. Se a scuola vengono inculcati sani principi e, poi, in tv o negli altri mezzi di comunicazione, i personaggi amati dai ragazzi si comportano in tutt’altro modo veicolando messaggi differenti, non si può pretendere che gli adolescenti riescano facilmente a capire cosa sia giusto o sbagliato.

CORSI PER PRESENTATORI E DEEJAY - Della stessa opinione anche la Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) che propone addirittura di educare, con appositi corsi, presentatori e deejay a parlare in modo corretto di sesso durante le loro trasmissioni. L’idea non è poi così assurda se si pensa che sono oltre 300mila gli adolescenti in Italia che si informano e imparano a capire cosa sia il sesso attraverso tv e internet. E, se poi si pensa alla qualità di alcune trasmissioni televisive, si può ben immaginare quanto siano fondate queste preoccupazioni.

Siete d'accordo con questa proposta? Dite la vostra lasciando un commento commento.

Cristina Montini

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