Circolare vieta l'amicizia tra prof e studenti su Facebook

Cristina Montini
Di Cristina Montini

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Con una circolare, il preside vieta ai professori di dare l’amicizia su Facebook ai loro studenti. È il primo provvedimento di questo tipo in Italia, diffuso qualche giorno fa in una scuola media ligure e che fa riaprire il dibattito: Facebook tra alunni e prof, sì o no?

CIRCOLARE VIETA AMICIZIE TRA PROF E STUDENTI - Nella scuola media di Albisola superiore, un piccolo borgo ligure sulla Riviera di ponente, il dirigente scolastico ha utilizzato poche parole ma chiare e dirette: “I professori non possono dare l'amicizia su Facebook ai loro studenti”. Prima di lui solo gli Stati Uniti ci avevano pensato con una legge di uno stato federale che causò un’ondata di proteste e numerosi ricorsi.

STESSO DIVIETO IN UNA LEGGE DEL MISSOURI - Nell’agosto scorso, infatti, nel Missouri, fu approvata una legge sulla tutela degli studenti da molestie e abusi sessuali in ambiente scolastico che prevedeva, tra le altre cose, anche il divieto di stringere amicizia su Facebook tra studenti e prof e molto di più. Come spiega il Corriere in un articolo dell’anno scorso, “la legge proibisce ad allievi e professori di comunicare fuori dai canali ufficiali: aula ed edificio scolastico. Vietati telefono, sms, e contatti attraverso qualsivoglia sito internet, Facebook incluso […] Questo significa che uno studente non potrà essere «amico» del suo professore in un social network, come invece avviene normalmente in tutto il mondo. Mentre resta aperta la possibilità di diventare «fan» della pagina pubblica di un professore su FB, in caso ve ne fosse una”.

PROF RISCHIANO DI PERDERE AUTOREVOLEZZA - Ma perché una semplice amicizia su Facebook desta così tanta preoccupazione? Al centro della questione c’è il rapporto tra studenti e professori. Da una parte gli insegnanti devono tutelare il loro ruolo autorevole di educatori senza rischiare di incrinarlo per colpa di una foto pubblicata o un commento poco “ortodosso”.

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STUDENTI RISCHIANO DI PERDERE LIBERTÀ DI "SCHERZARE" - Dall’altra, considerando che Facebook viene utilizzato principalmente come svago e divertimento, i professori stessi devono fare attenzione a non valicare la privacy degli studenti e influenzare la loro spontaneità, che tuttavia è spesso troppo ingenua dati i numerosi post pubblicati (come, ad esempio, il fatto di aver marinato la scuola o di aver copiato al compito) che potrebbero metterli in difficoltà. Significativo è il caso dei ragazzi sospesi perché avevano insultato i loro prof su Facebook. E proprio lo psichiatra Pietropolli Charmet, seppure favorevole al social network per motivi di studio, afferma che “la relazione con gli studenti deve essere educativa, il controllo è sull'apprendimento, non sulle emozioni”.

BASTEREBBE UN PO' DI BUONSENSO? - Ci chiediamo, però, se non sia sufficiente un po’ di buonsenso, come "nascondere" a determinate categorie di amici i post compromettenti in bacheca, anziché arrivare al divieto di stringere amicizie su Facebook. Forse tutto si potrebbe risolvere tenendo conto che, come sostiene il professor Mario Rusconi, vicepresidente dell'Associazione nazionale presidi, “l'importante è che prevalga la ragionevolezza dell'adulto, la capacità di non confondere i ruoli”.

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I PROF DEVONO RISPETTARE LE BACHECHE DEI RAGAZZI - Per Tiziana Sallusti, preside del liceo Mamiani di Roma, quello tra prof e studenti è un rapporto sbilanciato, perché sono gli insegnanti a dare i voti, a giudicare, quindi, ed è per questo che il divieto di amicizia deve essere considerato come “rispetto per i ragazzi, per il loro mondo, che non deve essere invaso dagli adulti, genitori compresi”.

GLI STUDENTI NON VOGLIONO PROF AMICI MA PROF CAPACI - Di rapporto asimmetrico parla Tino Pessina, preside del liceo milanese Berchet, che dice: “Abbiamo condannato il concetto di autorità, ma l'autorevolezza è fondamentale. Si può essere amichevoli, ma l'amicizia come in ogni rapporto asimmetrico, è impossibile. E poi i ragazzi non vogliono docenti amici, stimano chi insegna con passione anche se è severo, chi li rispetta. Io per capire come sta un alunno ho bisogno di guardarlo negli occhi”.

Quanti prof hai come amici su Facebook?

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